Le specifiche del 5G? Non prima di fine 2020

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L’ITU ha indicato le tempistiche quasi definitive per la definizione delle tecnologie mobili 5G, ma nel frattempo il WiFi promette di superare per traffico dati le reti cellulari

I principali produttori di sistemi per le telecomunicazioni puntano al 2020 come anno in cui il 5G entrerà nella nostra vita quotidiana concretamente, ma dall’ITU (International Telecommunication Union) ci ricordano che quel 2020 va inteso in senso lato. Non prima di ottobre 2020, infatti, l’ITU arriverà alle specifiche tecniche IMT-2020, ossia all’insieme di standard di comunicazione validi a livello internazionale a cui dovranno aderire anche le tecnologie di comunicazione cellulare che chiameremo genericamente “5G”.

Al di là delle terminologie usate dal marketing di produttori e operatori, infatti, termini come 3G o 4G sono termini-ombrello che coprono tecnologie anche molto diverse fra loro e che non associamo normalmente al mondo cellulare. Mobile WiMax, ad esempio, è formalmente una tecnologia 3G per quanto poco nota e anche pochissimo diffusa tra il grande pubblico.

Il "calendario" di IMT-2020 secondo l'ITU
Il “calendario” di IMT-2020 secondo l’ITU

Per IMT-2020 si sta volutamente seguendo lo stesso modello seguito per i precedenti IMT-2000, a cui facevano riferimento le tecnologie 3G, e IMT-Advanced per il 4G. I lavori di ricerca sul 5G sono iniziati già da tempo e gli elementi chiave delle nuove tecnologie radio cellulari sono ben delineati, ma per l’ITU siamo ancora a livello di visione generica. L’obiettivo di IMT-2020 è infatti delineare un insieme di tecnologie radio interoperabili che garantiscano connessioni a larga banda per applicazioni che vanno dalla produttività personale all’IoT passando per le Smart City.

Completare questa visione è il prossimo passo, già intrapreso e che si concluderà tra un anno. A giugno 2017 l’ITU dovrebbe ufficialmente invitare i produttori a presentare le tecnologie che candidano a far parte di IMT-2020, tra ottobre 2019 e giugno 2020 si saprà quali sono man mano selezionate per diventare effettivamente la base delle specifiche. Parallelamente queste saranno definite, per essere finalizzate a ottobre 2020.

Nel frattempo ovviamente le aziende non staranno con le mani in mano ma andranno avanti con i loro sviluppi, pronte eventualmente ad adeguarli agli standard del 5G quando saranno completati.

La distribuzione del traffico dati su rete mobile per regione geografica secondo Juniper Research
La distribuzione del traffico dati su rete mobile per regione geografica secondo Juniper Research

I tempi delle standardizzazioni sono lenti, si sa, ma stavolta potrebbero essere troppo lunghi per gli operatori di rete e favorire quindi altre tecnologie al posto del 5G. Lo pensa ad esempio Juniper Research, che in un recente studio indica come il traffico dati su rete mobile stia crescendo decisamente sulla spinta del video online. Juniper stima che entro il 2019 il traffico dati su rete mobile sarà oltre 5 volte quello del 2014 e toccherà quota 197.000 petabyte.

Ma questa crescita non sarà proporzionale in fatturato: nello stesso periodo il traffico dati farà crescere il giro d’affari degli operatori di solo 1,5 volte, motivo per cui questi cercheranno di scaricare le reti cellulari spostando traffico sulle reti WiFi, più gestibili e anche in grado di veicolare servizi a maggior valore aggiunto. Tanto che Juniper prevede come le reti WiFi nel 2019 veicoleranno oltre il 60 percento del traffico dati di smartphone tablet. Il fenomeno sarà più marcato negli Stati Uniti e nell’Europa Occidentale, che nel 2019 costituiranno insieme oltre il 60 percento del traffico dati “scaricato” dalle reti cellulari al WiFi.

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