L’alternativa di Foundry Networks

Data storageNetwork

Ipv6, PoE ad alta potenza e 10 Giga arrivano anche alla periferia della rete

Oltre alle comunicazioni la rete aziendale supporta la maggior parte delle applicazioni business critical. Nel data center risiedono la maggior parte di queste applicazioni e di servizi per la loro erogazione. La rete gioca dunque un ruolo centrale per la costruzione dei data center di prossima generazione cui molte aziende stanno pensando in funzione sia delle nuove esigenze energetiche sia per fornire risorse applicative full time a utenti sempre più mobili , e sempre più collegati alla rete. Per questo le problematiche dei “nuovi” data center sono sempre oggetto di considerazione da parte dei fornitori di infrastrutture di rete. Tra questi non poteva mancare Foundry Networks che ha sempre fatto delle prestazioni e del controllo della convergenza del traffico tra server e storage uno dei punti forti della sua offerta alle aziende.

L’approccio di Foundry a questa materia si è concretizzato negli ultimi mesi con l’annuncio di un primo insieme di moduli di interfaccia ad alta densità per gli switch della serie Bigiron Rx e per i router della serie Netiron Mlx. Come spiega Paolo Lossa , country manager di Foundry Networks per l’Italia , riassumendo questi annunci “ il mercato sta entrando in un ‘era in cui le prestazioni contano e in cui le aziende sono sempre più alla ricerca di un’alternativa” (alle soluzioni di Cisco, numero uno del mercato).
Un nuovo modulo con 16 porte 10 Gb Ethernet per gli switch Bigiron Rx permetterà di arrivare fino a 512 porte 10 GbE per la connessione di server su un unico sistema.

Questa caratteristica fornisce ai progettisti di data center possibilità ineguagliate per l’aggregazione dei server sia GbE che 10GbE, permettendo di massimizzare le prestazioni e ottimizzare l’efficienza di alimentazione e raffreddamento utilizzando un numero inferiore di switch.

Un nuovo modulo di interfaccia GbE ad alta densità per i router Netiron Mlx porterà poi a un massimo di 1536 il numero di porte disponibili in un singolo router. Con l’annuncio Foundry si attribuisce una capacità al vertice del settore per numero di porte 10 GbE wirespeed (fino a 128 porte di routing per sistema ).

Dal centro, e da prestazioni da computing ad altre prestazioni, si passa alla periferie delle reti dove vengono indirizzati dalle novità proposte da Foundry Networks diversi tipi di problemi: l’alimentazione PoE di una certa potenza richiesta dalle nuove applicazioni basate su Ip, come la video sorveglianza o la telefonia o nuovi netbook collegati e alimentati dalla rete, la presumibile diffusione futura di access point adeguati agli standard 802.11n e l’arrivo anche sull’edge della rete del routing secondo la versione 6 del protocollo Ip (tramite una nuova versione del software Ironware).

Interessati alle novità sono gli switch della serie Fastiron, che , per la prima volta in Foundry, integra anche apparati componibili in stack a 10 Giga. I nuovi modelli sono i Fastiron Gs-Stk e Ls-Stk. Per l’alimentazione via Ethernet dei nuovi dispositivi Ip, Foundry ha deciso l’adozione dello standard emergente PoE Plus (802.3at) che fornisce approssimativamente 25 watt di corrente ai dispositivi collegati, un valore praticamente doppio rispetto all’attuale standard 802.3af. Foundry Networks introdurrà nuovi moduli PoE Plus per la famiglia di switch modulari Fastiron SuperX/SX.

I nuovi access point sono gli IronPoint Mobility Ap300 per il WiFi di tipo N gestiti da un controller in grado di supportarne fino a mille.

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