La spinta dell’Europa verso il 5G

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UE, industria e operatori insieme per non fare del 5G una occasione mancata

Per il Commissario UE Günther Oettinger, le reti 5G saranno il sistema nervoso centrale della società dell’economia digitale di domani. “L’Europa è ancora in ritardo nella messa in opera del 4G, ma ci sono segni incoraggianti e gli investimenti pianificati nel 4G stanno per decollare “, ha sottolineato Oettinger di passaggio al salone MCW di Barcellona che si chiude oggi.
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La nuova Commissione Europea ha approfittato del grande evento della telefonia mondiale per mobilitare le sue truppe attorno al 5G che prospetta una moltiplicazione per 100 volte della capacità delle reti mobili attuali alle prese con l’esplosione dell’Internet degli Oggetti interconnessi.
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Anche se la quinta generazione delle reti mobili non comincerà a essere messa in atto dagli operatori prima del 2020, l’urgenza di realizzarla è stata decretata da tempo a Bruxelles. L’obiettivo è di evitare che si riproduca in Europa la stessa situazione del 4G che ha visto gli tSati Uniti investire in modo massiccio nelle reti mobili ( anche se avevano tardato sul 3G) e l’Europa lenta a mobilitarsi.
Si tratta di incastrare sollecitazioni politiche , economiche e tecnologiche di fronte alla sfida posta dai vendor asiatici. Huawei consacra al 5G 600 milioni di dollari da qui al 2018 e Samsung beneficia del grande vantaggio della Corea in materia d’uso di sistemi mobili a banda ultralarga. Anche attraverso la mobilitazione di risorse finanziarie Bruxelles intende dare il via a un circolo virtuoso a favore dei vendor europei ( Ericsson, Nokia , Alcatel-Lucent) come aveva fatto per la creazione delle reti cellulari 2G nate nel nostro continente.

125 milioni di euro vengono messi a disposizione per finanziare 20 progetti legati al 5G. Attraverso una partnership tra pubblico e privato avviata nel dicembre 2013 l’Unione europea si era impegnata a mettere sul tavolo 700 milioni di euro, mentre vendor e operatori si erano impegnati a portare cinque volte questo ammontare. Oettinger ha dichiarato di voler sbloccare 125 milioni di euro per finanziare venti progetti che devono porre le basi del 5G ( piattaforme di servizi e nuove tecnologie di trasmissione radio).

Inoltre la nuova Commissione Europea intende sviluppare una attività di coordinamento con altri Paesi: l’intenzione è di firmare accordi simili con Cina, Giappone e Stati Uniti.

Sulla lunga strada che porta verso le reti cellari mobili di quinta generazione l’Europa incontrerà due sfide: la normalizzazione della tecnologia che deve fare il suo debutto entro il 2016 e la liberazione delle bande di frequenza che vanno adattate e armonizzate in Europa. Come ha dichiarato Oettinger: “ Nel passato l’Europa si è mosso in modo frammentato, ma non possiamo permettercelo per il 5G”.

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Autore: Silicon
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