La Digital Business Platform di Software AG nell’esperienza di Octo Telematics

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Octo Telematics, realtà specializzata nell’ambito degli analytics per il mondo automotive, ha adottato la Digital Business Platform di Software AG per quello che sotto diversi punti di vista può essere considerato il primo progetto completamente Iot

E’ facile da seguire il percorso di Software AG negli ultimi mesi. L’azienda ha completato la fase di trasformazione con la sua proposta di prodotti e soluzioni innovative basati sulla Digital Business Platform (DBP). Come dice il nome, si tratta di un portafoglio di soluzioni, servizi e software sviluppati in house per abilitare la trasformazione delle aziende, verso la cosiddetta digital enterprise. Proprio all’ultima edizione di CeBIT, Software AG ha confermato la propria strategia in questo senso, e da qui riprende a delineare i tratti caratterizzanti della proposta anche Fabio Todaro, VP Salese Country Representative di Software AG Italia, che spiega: “Il nostro approccio è focalizzato sulla customer-centricity e sulla co-innovation, quali elementi chiave per abilitare i nostri clienti a competere e differenziarsi nel mondo digitale”.

Fabio Todaro, country manager di Software AG
Fabio Todaro, country manager di Software AG

Software AG, infatti, affianca i clienti non con la proposta di un software o di un applicativo semplicemente adattabile alle esigenze, ma con una proposta di Application Infrastructure Middleware che a tutti gli effetti abilita le aziende stesse – attraverso lo sviluppo e il deployment applicativo, l’integrazione delle applicazioni, la gestione del business e l’analisi dei dati – a quella trasformazione digitale che è condizione essenziale per sopravvivere nel panorama odierno.

Francesco Maselli, Direttore Tecnico, Software AG Italia, tenta una lettura di scenario: “Industry 4.0 e Iot oggi sono strettamente interconnesse, siamo sulla soglia di una vera rivoluzione, perché per la prima volta l’IT entra nel dna del tessuto industriale, non solo quindi del mondo dei servizi, ma in quello produttivo e manifatturiero. Oggi è realmente possibile legare nuovi modelli di business e opportunità alla rigorosa analisi dei dati”. Sensori, produzione di dati, capacità di contestualizzare le informazioni significano la possibilità di prendere decisioni e anticipare eventi volgendoli a proprio favore e questo caratterizzerà i nuovi processi del 75 percento circa delle realtà produttive tradizionali (McKinsey).

Step chiave dei processi (e punto di forza della DBP) sono: la capacità di parlare la lingua dei sensori (per prelevare i dati), saperli utilizzare per costruire modelli in relazione ai processi – anche a quelli tradizionali aziendali – trattare un sempre maggiore numero di dati in minor tempo, riuscire ad innescare in tempi utili l’azione (reazione agli eventi). Per questo Software AG ha scelto un modello di architettura distribuita, scalabile ma soprattutto plasmabile poggiando su datacenter sia nazionali sia sovranazionali e una rete di partner per scegliere le soluzioni migliori a livello di analisi, implementazione e realizzazione. Per esempio Software AG è convinta che la maggiore integrazione dei sistemi esistenti con le piattaforme Hadoop sarà in grado di portare alla luce il valore nascosto dei dati, permettendo ai Big Data di essere finalmente utilizzati per prendere decisioni intelligenti.

L'architettura della Digital Busines Platform
L’architettura di Software AG Digital Busines Platform

Una strategia, quella di Software AG, che porta frutto a guardare i dati di bilancio. Con la proposta DBP, Software AG che ha fatto registrare un incremento delle licenze del 23 percento nell’ultimo trimestre del 2015, ma anche una crescita del business legato al cloud del 130 percento nel corso del 2015. La proposta ‘tradizionale’ di Software AG di Adabas & Natural ha registrato il calo naturale preventivato proprio in relazione all’orientamento agli sviluppi più innovativi. Software AG ha marcato quindi un margine di ricavi operativi del 30 percento, superando la previsione (tra il 28 e il 29 percento), dell’autunno 2015. E’ oggi un’azienda da un miliardo di dollari di fatturato. Il 2016 è iniziato con una crescita a doppia cifra. Previsto un Ebidta del 32 percento per il 2020.

Tra i casi più significativi Software AG ha nel suo portafoglio aziende come General Electric (per la manutenzione delle turbine), Coca-Cola, Lexmark per la manutenzione predittiva del parco stampanti dei clienti più importanti, SH Elektrodraht (cavi in rame per gli OEM del settore auto), e il sistema informativo nazionale del nostro sistema sanitario nazionale per quanto riguarda il sistema operativo di trapianti e trasfusioni.

Software AG e Octo Telematics

Quello con Octo Telematics, per Software AG, può essere considerato a tutti gli effetti il primo progetto puramente IoT. Octo Telematics (nata nel 2002) è tra i più importanti attori di mercato nell’ambito dei driving analytics per il mercato delle assicurazioni, l’automotive, e a crescere anche al servizio degli utenti finali, per quanto al momento non rappresentino la clientela diretta, perché Octo sottoscrive contratti direttamente con le assicurazioni, in un modello prevalentemente B2B. Per consentire un’immediata comprensione dell’ambito di azione, si potrebbe semplificare al massimo presentando semplicemente Octo Telematics, come il produttore più importante di Black Box (le scatole nere) per le automobili.

Marco Forneris
Marco Forneris, Senior Advisor, Octo Telematics

Marco Forneris, Senior Advisor, Octo Telematics, è pragmatico: “In cento anni di storia i veicoli sono stati rivoluzionati, il settore assicurativo, invece si è mosso in modo decisamente più lento”. L’idea di Octo è stata quella di pensare a sistemi che aiutassero il mondo assicurativo ad essere più efficiente, portando vantaggi anche agli utenti finali, anche in termini di risparmio.

Gli apparati Octo Telematics sfruttano le informazioni reperibili a bordo delle vetture, e ne abilitano il valore attraverso strumenti in grado di leggere e contestualizzare i dati, sfruttando appunto la piattaforma Software AG, scelta anche per la sua vicinanza al mondo produttivo alle industry manifatturiere, non esclusivamente di servizi. Oggi sono 4,2 milioni i sistemi installati, sono stati analizzati oltre 250mila incidenti, sono 320mila i data point registrati ed elaborati ogni minuto, con un market share del 36 percento a livello mondo, per un +46 percento di crescita dei ricavi anno su anno a fine 2015.

Forneris vuole sottolineare la specificità di questo ambito di azione: “Non si tratta solamente di acquisire dati a bordo, ma di arricchire le informazioni incrociando meteo, condizioni di traffico, abitudini ed elaborarle al servizio dei clienti che sono le assicurazioni, ma oggi anche i produttori come General Motor, e in modo indiretto gli utenti finali, che possono risparmiare sulla polizza (furto e incendio) tra il 15 e il 30 percento e nel tempo potranno sempre di più anche ricevere consigli per migliorare il proprio modo di stare al volante”.

Il modello di business iniziale infatti  è oggi in evoluzione, prosegue infatti Forneris: “Iot e Big Data oggi abilitano un nuovo ecosistema informativo. Octo dispone di un volume di dati difficilmente comparabile a quello di altre realtà. Ma crescono anche i problemi: problemi di integrazione, di performance di analisi al crescere dei volumi, di sicurezza, di privacy e soprattutto di data quality”.

octo telematics
Alcuni dei servizi Octo Telematics per le assicurazioni

Octo Telematics si è mossa in questo ecosistema complesso e connesso riconoscendone le nuove opportunità. La roadmap dal 2014, con un progetto di iniziale pura progettazione lavorato in 100 giorni, si è focalizzata sulla ridefinizione dell’infrastruttura tecnologica sfruttando la piattaforma e il framework di riferimento Software AG fino ad arrivare a correlare la diagnostica di macchina (che proviene dalla rete locale delle auto, appannaggio del vendor) con gli aspetti assicurativi. E’ stata quindi ripensata la parte Erp, di Crm, la parte di statistica attuariale, la componente Cash & Claim, e quella di knowledge management.

Octo ha creato ex novo un nuovo hub data service, in grado di poter attingere informazioni ed erogarne da ‘n’ tipologie (black box ma anche smartphone) e su questo hub architetturale ha ricostruito tutto il pacchetto di servizi, arrivando oggi persino a immaginare la gestione di sistemi complessi come i droni (progetto in fase di sperimentazione). Obiettivo primario della piattaforma, spiega Forneris: “Permettere attraverso un Iot hub di dialogare con qualsiasi device, tramite il Device Management portare le informazioni allo streaming degli analytics, rilevare le correlazioni dei dati, esporli verso il mondo dei BigData, Bpm etc., mentre dall’alto rimanere aperti ai gateway autorizzati in grado di sfruttare le informazioni”. La piattaforma fa quindi utilizzo intensivo di tecnologia in memory Software AG (Terracotta), ha trovato in SAS una valida partnership per i modelli di batch analytics che vanno a essere implementati in real-time per il riconoscimento degli eventi da parte degli streaming analytics ancora di Software AG e basandosi su Salesforce come partner naturale lato CRM.

Octo Telematics ha scelto il meglio delle soluzioni sul mercato, riservandosi la gestione dei dati, il lavoro qualitativo su di essi, lo studio degli algoritmi, il sistema di analisi del crashing. Il trend importante da considerare oggi in questo tipo di soluzioni è lo spostamento dell’attenzione. Ecco perché: siamo sempre stati abituati a pensare a queste architetture come sistemi con scarsa capacità di elaborazione in periferia e molta logica a livello centrale, ma non è più così. Le scatole nere con a bordo Cpu e sistemi complessi oggi sono a tutti gli effetti calcolatori potenti, in grado di eseguire significative elaborazioni, in dimensioni ridottissime. E’ sciocco non utilizzare tanta potenza, per questo tante applicazioni abituate a sfruttare delay temporali molto ridotti, oggi sono spostate dal punto di vista architetturale dal centro alla periferia.