iTwin, la condivisione in tempo reale senza cloud

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Come condividere tutto quello che si vuole tra due computer senza dover creare una VPN o ricorrere a infrastrutture cloud. Basta una chiavetta, anzi, metà. Una soluzione adeguata anche per i gruppi di lavoro

iTwin sembra una semplice chiavetta per lo storage dei dati e invece in sé non memorizza nulla, contiene solo il software per funzionare, ma consente invece di avere un accesso diretto e costante ai file residenti sul computer con cui è collegata e che il proprietario ha deciso di condividere. Più semplice a farsi che a dirsi.

Si apre la confezione, si inseriscono le due chiavette contenute e ancora unite in una presa USB del computer del proprietario. Si installa il software, in pochi secondi. Si sceglie un nome con cui chiamare la propria coppia di chiavette e un indirizzo email cui viene inviato un codice che potrebbe servire per disattivarle in caso di smarrimento. A questo punto sul computer ci si ritrova un’icona, tra le risorse, che porta il nome iTwin Local Files e l’icona iTwin Remote Files, come nella figura qui sotto. Quest’ultima si riempirà con i File condivisi dal computer remoto. Con il semplice drag & drop si spostano nella prima cartella tutti i file che si vorranno condividere, che avranno l’icona verde in basso a sinistra, e a quel punto si è pronti per estrarre una metà della chiavetta che potrà essere inserita in qualsiasi pc del mondo per condividere i file caricati, si badi, non sulla chiavetta, ma semplicemente sul sistema di condivisione, che non deve sfruttare soluzioni cloud esterne, e che non ha limiti di capacità.

A sinistra iTwin locale, dove vanno caricati i propri file. L'icona a destra

La metà del dongle estratto va inserito nella macchina con cui si desidera condivedere i file. Noi li abbiamo condivisi tra Windows e Mac, senza problemi, e sono supportate anche la condivisioni tra file che si trovano nelle reti locali, basta che siano trascinati nella cartella ‘virtuale’ generata da iTwin.

Immaginatevi un collegamento a distanza infinita con un cavo cross di rete tra due unità e avete praticamente individuato lo schema di lavoro di iTwin, con la differenza che se a un hub Usb del pc di riferimento collegate 5/6 o più cavette, secondo la vostra disponibilità di porte, il vostro gruppo di lavoro potrà condividere ugualmente i dati. Certo ogni pairing di chiavetta è un sistema a se stante, ma il riferimento centrale che resta un unico computer, permette di avere in tempo reale disponibili tutti i file, basta organizzarsi.

Basta che i computer siano accesi per condividere i file, sono le due chiavette a generare il sistema di condivisione, che non prevede il ricorso a una soluzione storage centralizzata

I File che dal computer remoto vengono caricati nella cartella File Locali, sono visti dal computer su cui per primo avete installato il software come caricati nella cartella File Remoti e viceversa. Insomma, c’è una cartella virtuale di capacità infinita su ogni computer che ha installato iTwin, visibile anche dal pc che ha inserito l’altra parte del dongle. Eventualmente è possibile anche caricare file sul computer remoto nella cartella iTwin File Remoti, visualizzata dal proprio Pc. Le cartelle iTwin si alimentano trascinandovi sopra i file, eventualmente anche l’intero disco fisso da condividere, trascinandoli poi nel cestino non si eliminano ovviamente dai computer, semplicemente si interrome la loro condivisione. Per quanto riguarda la sicurezza, i file viaggiano criptati in Aes a 256 bit e le chiavi sono condivise solo dal dongle il cui accesso può essere limitato anche tramite password per una doppia protezione (hardware e software). Perdete metà chiavetta? Poco male, al possessore viene inviato un codice con cui disabilitarla immediatamente.

Un unico limite: i computer devono essere accesi, altrimenti su questa sorta di rete virtuale privata i file non sono accessibili. iTwin costa 90 euro.

 

 

 

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