IBM: l’architettura X6 spingerà i server X86 verso Cloud e Analytics

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La nuova architettura X6 ottimizza i server X86 di fascia alta di IBM

IBM ha annunciato la sesta generazione della sua architettura X bastata sulla piattaforma hardware X86 di Intel . Scopo della nuova architettura X6 , che ottimizza e in qualche modo personalizza i server di fascia alta X86 di IBM , è di personalizzare i server per i moderni carichi di lavoro che prevedono applicazioni spinte vero il cloud e le analisi dei big data, mentre le applicazioni SAP ( ERP e Hana) sono gli altri obiettivi per le applicazioni sul campo. Dal punto di vista tecnico l’architettura X6 verrà adottata sia dai System X sia dai server PureSystems ( circa 200 venduti in Italia dopo un avvio giudicato in salita) che vengono dichiarati pronti ad ospitare almeno tre generazioni prossime e successive di CPU Intel ( la prima verrà annunciata tra qualche settimana). Altra prima tecnologica – che sarà replicata anche in sistemi di storage della gamma FlashSystem – è la possibilità di utilizzare e integrare storage di tipo flash ad alte prestazioni ( fino a 12.8 Tera) che vengono installati “nelle vicinanze” del processore per assicurare bassa latenza in scrittura .

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Un’analisi degli ambiti di applicazione – largamente coperti da una rete di partner che sta sviluppando soluzioni di integrazione e sta passando rapidamente anche al ruolo di provider di servizi gestiti – è stata condotta in sede di presentazione dei nuovi sistemi da Alessandro De Bartolo, responsabile in Italia per le linee System X e PureSystems. In sostanza i bassi tempi di latenza possono favorire le applicazioni di database , mentre le nuove memorie e lo storage accentuano la capacità dei sistemi di lavorare in ambienti virtualizzati ( Vmware e Microsoft ). Non sono poi da trascurare le capacità di provvedere in modo autonomo alla scoperta di guasti fino a ripararli , assicurando il massimo uptime delle applicazioni.

In particolare IBM tiene a sottolineare lo stretto rapporto del lancio della nuova architettura con gli investimenti in R&D e nei brevetti al fine di distinguere i nuovi sistemi da quelli di una concorrenza appiattita sull’offerta di piattaforma X86 da parte di Intel.

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A livello di prodotto i server di nuova architettura che verranno rilasciati nel corso dell’anno prevedono un sistema a 4 socket (x3850) e un altro a 8 socket ( x3950). Con la sigla x3650 M4 BD ( che sta per Big Data) viene introdotto anche un server rack a due socket al servizio delle applicazioni di storage in grado di supportare fino a 14 drive per un totale di 56 Tera. L’annuncio server è accompagnato dal disponibilità del primo FlashSystem ( 840) di totale sviluppo interno di IBM che può essere integrarlo in soluzione con System Storage SAN Volume Controller (SVC).

Per la gestione dinamica delle risorse gli utenti dei sistemi IBM disporranno di un nuovo Platform Resource Scheduler per ambienti SmartCloud privati e ibridi che costituisce la base di un’architettura aperta e programmabile integrata con OpenStack adatta a una gestione in pool di tutte le risorse IT dell’azienda , dalle licenze del software applicativo fino alla banda di rete .

Cresce dunque anche in casa IBM il nuovo trend delle reti SDN verso quello che Paolo Sangalli , direttore del Systems and Technology Group di IBM Italia , ha definito Software Defined Environment, in cui verrà sempre più ottimizzato “il consumo”di risorse hardware e software , private e pubbliche, dell’infrastruttura IT aziendale.

Sangalli ha tenuto ad allargare il discorso sull’intero andamento di mercato dei server IBM in Italia . Due le ragioni di orgoglio per la sua organizzazione : il successo dei PureSystems con una dimensione di mercato che supera quella di country più evolute e il buon funzionamento del programma di canale che ha permesso in Italia ai partner di fare un primo importante passo verso le soluzioni e i servizi erogati in modalità cloud a partire dalla piattaforma PureSystems: “ Quello che conta è l’introduzione in Italia di progetti di infrastruttura anche nelle PMI e nella PA. Abbiamo ampliato il portafoglio tecnologico dei partner in termini di hardware e di software. Con i nuovi annunci si amplia la capacità dei partner di realizzare progetti con implementazioni facili e a valore aggiunto”.

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Autore: Silicon
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