Franzini (Hp): Spinta decisiva sul networking

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Yari Franzini, Country Manager HP Converged Infrastructure Italy, Hewlett-Packard Italiana

Con Yari Franzini, country manager di HP Converged Infrastructure Italy, facciamo il punto sulle strategia legate al networking dopo che HP ha premuto l’acceleratore con l’acquisizione di Aruba Networks

Lo aveva detto Meg Whitman che networking e storage rimangono attività importanti per HP sulle quali continueremo ad investire anche in futuro”. Lo ribadisce a livello locale Yari Franzini, country manager di HP Converged Infrastructure Italy, incontrato di recente a Milano per commentare gli ultimi annunci che hanno riguardato la società in questo settore, mettendo l’accento in modo importante anche su una terza componente, il software, che definisce ormai reti (SDN) e storage (SDS).

Yari Franzini, Country Manager HP Converged Infrastructure Italy, Hewlett-Packard Italiana
Yari Franzini, Country Manager HP Converged Infrastructure Italy, Hewlett-Packard Italiana

Negli ultimi mesi, la divisione che gestisce il networking si è mossa in modo molto dinamico sul mercato, sparigliando le carte e dando segnali di frenetica attività. Se da una parte la decisione di affidare la realizzazione di nuovi switch di rete ad un azienda taiwanese (Accton Technology) e lo sviluppo di software open source a una terza parte (Cumulus Networks, già partner di Dell) aveva sortito l’effetto di far pensare a un alleggerimento dell’impegno “operativo” sul networking, dall’altra la recente acquisizione di Aruba Networks ha confermato la spinta sulle attività di networking, tassello importante della strategia che ruota attorno alla Converged Infrastructure, che integra al suo interno storage, network e server.

Sono quest’ultimi gli ambiti che Yari Franzini governa a livello locale per definire parte della strategia HP di fascia enterprise e impostare lo sviluppo per l’Italia delle BU Server, Storage e Networking proponendo soluzioni infrastrutturali ai clienti di grandi e medie dimensioni, fino alle pmi. “Solo integrando le diverse componenti di server, storage e network si può dare vita a soluzioni che garantiscono maggiore flessibilità adattabili alle richieste delle aziende, con diversi livelli di servizio ma soprattutto vantando il fatto che si tratta di soluzioni completamente HP, costruite senza alleanze con terze parti per l’aspetto infrastrutturale, senza quindi correre il rischio di vedere accordi mutare negli anni”. Cosa che era successa in passato quando, finita l’alleanza storica con Cisco, HP aveva deciso di acquisire 3Com nel 2010 (per 2,7 miliardi di dollari) proprio per portarsi in casa know how e tecnologie in ambito networking e a seguire aveva portato ad altre acquisizioni importanti in ambito storage (3Par) alzando il livello di competizione nei confronti del concorrente principale Emc, ma anche di Oracle, Ibm e Dell.

La forza di avere tutto in casa, secondo Franzini, permette alle soluzioni di Converged Infrastructure di garantire al cliente la continuità operativa in qualsiasi momento, il supporto in fase di prevendita e post vendita ma soprattutto una consulenza a 360 gradi completa su tutti gli aspetti. “Perché adottare sistemi che riguardano diversi aspetti infrastrutturali è un percorso che richiede capacità architetturali e progettuali, in un mercato dove il software al centro impatta sulla rete e sullo storage ed è il software che definisce i nuovi servizi” precisa il manager.

Essendo un percorso, Hp per lavorare con i grandi clienti si avvale dell’operato di HP Consulting, mentre si appoggia ai Business Partner per raggiungere la parte di mercato più ampia. “Se telco e manufacturing sono i vertical nei quali abbiamo forte presenza, il finance rimane per noi un mercato target molto interessante soprattutto per l’approccio multicanale che sta vivendo, che richiede spesso un aiuto a livello consulenziale per slegarsi da un mondo con una forte componente legacy”.
A ottobre – quando diventerà operativa la divisone di HP in due entità separate con HP Inc dedicata alla vendita di pc e stampanti e Hewlett-Packard Enterprise dedicata a server, storage, networking, software e servizi – sarà fondamentale garantire la continuità del business in tutti i vertical e il go-to-market. Per questo HP ha presentato qualche settimana fa, in occasione della Partner Summit annuale, il programma HP Partner Navigator, per supportare i partner durante la fase di separation di HP in due società, oltre ad avere aggiornato il programma Partner One Alliance per garantire operatività sulle opportunità multiportafoglio, trasversali all’offerta anche dopo la separation, con piani di business e di marketing congiunti.

Seguirà lo stesso approccio anche il portafoglio derivante dall’acquisizione di Aruba Networks (per 2,7 miliardi di dollari), una mossa che rafforza HP nelle reti wireless (sfidando Cisco con Meraki) e che diventerà operativa nella seconda metà dell’anno. “Non abbiamo sovrapposizioni di portafoglio con Aruba Networks e l’acquisizione ci permetterà di estenderci nel mondo del wireless che ha subìto una grande spinta data soprattutto dalla mobility – precisa Franzini -. C’è una volontà molto forte di investimenti in ambito networking sui quali dobbiamo focalizzarci”.
La mobility non è l’unica problematica che i Cio devono fronteggiare  ma innesca tutta una serie di questioni legate alla Shadow IT, a quell’universo di dispositivi e servizi che entrano in azienda non gestiti e che minacciano la sicurezza. “Serve un unico strumento di gestione e di controllo via software che garantisca i servizi e la sicurezza nelle aziende – precisa Fabio Di Dionisio, Primary Storage Category Manager HP Storage Divisione anche dal punto di vista dello storage servono appliance in grado di gestire tutte le problematiche da un unico hardware”.

Fabio Di Dionisio, Primary Storage Category Manager Hp Storage Division
Fabio Di Dionisio, Primary Storage Category Manager Hp Storage Division

Conclusa con soddisfazione l’acquisizione di 3Par, Di Dionisio ribadisce quanto la strategia di trasformazione proposta da HP punti ad avere un datacenter snello, definito dal software, e rappresenti la strada per erogare servizi e gestire gli Sla in modo dinamico. “3Par ha cambiato l’efficientamento di un data center – puntualizza –  e per quanto riguarda il futuro continueremo a focalizzarci su tre ambiti: tecnologia flash integrata nei prodotti 3Par, spinta verso la iperconvergenza proponendo un’unica appliance per server, storage e network in grado di offrire prestazioni di tipo enterprise anche a realtà più piccole, infine The Machine, un concept annunciato allo scorso Discover 2014 con ulteriori novità in arrivo, che implica un cambio architetturale molto forte che punta a una convergenza totale”. E che richiede tempo.

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