La digital transformation richiede più competenze, ma le aziende segnano il passo

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Da un lato servono skill tecnologici mirati e dall’altro gli staff business e IT interni devono assorbire l’uno competenze dall’altro per andare avanti insieme. Ma in entrambi i casi c’è un gap colmato solo a fatica, spiegano SAP e l’Università di Monaco.

SAP e la Technische Universitaet Muenchen di Monaco di Baviera hanno condotto un’indagine su un campione di aziende utenti SAP – il 10 percento delle quali italiane – in merito alle competenze che ritengono necessarie per affrontare un processo di digital transformation, ossia in sintesi per introdurre efficacemente in azienda nuove tecnologie digitali che spaziano dal cloud computing all’Internet of Things, dai Big Data alla realtà aumentata. Il campione delle aziende coinvolte ha riguardato tutti i principali settori di mercato, dando però particolare rilevanza ai settori automotive, chimico-farmaceutico e dei beni di consumo.

La larga maggioranza (80 percento) delle aziende coinvolte ritiene che la digital transformation sia una priorità ed è ovvio perché: il 38 percento del campione ha dichiarato che il proprio business è messo a rischio dalla digitalizzazione. Ma dal capire questo ad attivarsi il passo non è breve: solo il 35 percento delle aziende ha una strategia per la digitalizzazione. Almeno però è chiaro chi questa strategia debba definirla: deve essere soprattutto l’IT aziendale in collaborazione con chi gestisce il business (62 percento delle indicazioni) oppure con un netto ruolo di guida (25 percento).

I settori della digitalizzazione giudicati più importanti dal campione dello studio SAP-TUM
I settori della digitalizzazione giudicati più importanti dal campione dello studio SAP-TUM

Il problema principale è che IT e lato business dell’azienda devono comunque collaborare strettamente e confrontarsi nello sviluppo di una strategia per la digitalizzazione, cosa che è possibile solo se hanno un linguaggio comune e si “conoscono” a vicenda. Per questo l’88 percento del campione indica come prerequisito per la digitalizzazione una maggiore conoscenza dei processi di business da parte dell’IT e il 57 percento indica complementarmente l’opposto: i business manager devono essere più preparati tecnologicamente. La percentuale delle aziende che pensano di avere soddisfatto questi prerequisiti è più bassa, rispettivamente è il 58 e 27 percento. Non a caso, nelle aziende che hanno in essere una strategia di digital transformation queste percentuali sono più elevate.

3Per quanto riguarda lo “skill gap” che SAP e la TUM cercavano di indentificare nelle aziende, il problema sicuramente non sta nel capire quali competenze servono. Le aziende sembrano saperlo molto bene e identificano come fattori chiave in particolare il change management (84 percento di citazioni) perché la digitalizzazione è percepita come un processo complesso, la conoscenza delle reti di business (79 percento) perché la concorrenza sta diventano tra reti di aziende più che tra singole imprese, Big Data (73 percento), IoT (67 percento). Questo insieme ad altri settori di competenza “sempreverdi” come la sicurezza, la mobility e i social media. Il problema delle aziende viene dopo: identificati i settori in cui servono competenze ci si rende conto che non si ha abbastanza personale con gli skill giusti. Solo il 17 percento del campione ritiene di averlo.

Un modo per quantificare lo skill gap in un certo ambito è raffrontare la percentuale di aziende che lo ritiene importante con quella delle aziende che oltre a ritenerlo importante e si sentono anche preparate in materia. In questo modo si scopre che gli skill gap principali sono legati all’analisi dei Big Data (c’è uno scarto di circa 34 punti tra le due percentuali), al change management (31 punti) e all’Internet of Things (30 punti). Ma anche altri settori sono in sofferenza, come la sicurezza, la conoscenza delle reti di business, i database in-memory e le tecnologie mobili.

In tutto questo sembra logico pensare che le aziende stiano mettendo in piedi programmi di formazione o di recruitment mirati sulle competenze che sentono di non avere, ma secondo l’indagine non è così. Solo il 10 percento del campione si dichiara convinto che la propria azienda abbia in essere un piano del genere dedicato agli skill digitali.

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