Claudio Barbuio (Hp), proponiamo un cloud bilanciato pronto a evolversi

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Claudio Barbuio Hp

Converged Infrastructure è il cuore dell’architettura ibrida di Hp, per un percorso cloud bilanciato e pronto all’evoluzione

Claudio Barbuio, Cloud & Presales Country Director per HP Italia, non ha dubbi su quale sia la formula migliore quando si parla di cloud per la grande azienda e così, interrogato sui punti di forza della proposta cloud della sua azienda così esordisce: “L’approccio di HP nasce per consentire alle aziende di sviluppare il proprio percorso Cloud in maniera bilanciata”.

Per Hp quindi è questo l’approccio fondamentale declinato su un percorso evolutivo che è disegnato per trarre i massimi benefici in tutte le fasi di esecuzione (breve, medio e lungo termine), valutando i parametri di business, tecnici, gestionali e di processo in un maturity framework (Converged Cloud Maturity Model – CCMM) che fotografi lo stadio iniziale e finale della trasformazione.

Per questo, secondo Barbuio, la filosofia architetturale è necessariamente ibrida. Barbuio prosegue e in sintesi spiega: “I servizi vengono assegnati a diversi modelli di approvvigionamento (tradizionale, mission critical, private cloud, managed cloud, public cloud) sulla base di SLA, disponibilità, costo, e non sulla base dei silos inizialmente identificabili”.

Claudio Barbuio Hp
Claudio Barbuio Cloud & Presales Country Director per HP Italia 

Da un punto di vista tecnologico, il cuore dell’architettura ibrida è l’infrastruttura convergente (Converged Infrastructure). Un rack Cloud System Matrix (CSM) include non solo tutti gli elementi della Converged Infrastructure, ma anche un ricco patrimonio di software per virtualizzazione, automatizzazione, chargeback, portale di (self)provisioning, tool grafici di costruzione dei workflow con funzioni di multi-tenancy, disaster recovery e bursting verso HP Public Cloud Services. Il CSM è disegnato per erogare servizi IaaS in modalità private cloud con risparmi fino al 56% rispetto ad approcci tradizionali.

La versione Cloud System Enterprise, aggiunge al CSM la suite software Cloud Service Automation, estendendo a livello PaaS e SaaS, ovvero fino al livello di applicazione, le funzionalità già disponibili per lo IaaS. Supporta un ambiente ibrido evoluto che include tutti i principali hypervisor e sistemi operativi, incluso l’opensource, ma anche un ambiente Mission Critical a fianco dell’ambiente x86.

La versione Cloud Service Provider integra ulteriormente l’offerta con una suite software (AP4SaaS) che mette a disposizione un vero marketplace, connettori verso gli asset gestionali tipici dei service provider e piattaforme di aggregazione di servizi interni (erogati dal sottostante Cloud System) o esterni (white labeling o con partner).

Per Barbuio è importante sottolineare che le funzionalità di bursting e bridging, con la semplicità del drag and drop, permettono di estendere la capacità di servizio in caso di picchi del carico di lavoro (bursting) o in modo strutturale (bridging) in modalità pay-per-use, utilizzando i servizi offerti da HP (public Cloud Services), Amazon e da 50 partner certificati (tra cui Savvis), in ambiente sicuro e con SLA certi. Il supporto dello standard OpenStack è funzionale a favorire una crescente flessibilità di offerta ed evitare i lock-in.

 

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Autore: Silicon
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