Akamai e lo stato della Rete, l’Italia non accelera come dovrebbe

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Nella corsa europea per la banda larga, l’Italia è messa male, ma non tanto peggio della Francia. I dati Akamai relativi allo stato di Internet nel terzo trimestre del 2016

Velocità media di connessione. L'Italia è messa male, ma non tanto peggio della Francia
Velocità media di connessione. L’Italia è messa male, ma i cugini transalpini non sono messi tanto meglio di noi. 

Non ha ancora fatto effetto la cura dell’ex Governo sulla banda larga, almeno per quanto riguarda la media delle velocità di picco. Akamai, fotografando lo stato della rete, nel terzo trimestre del 2016 vede l’Italia ancora nella terzultima posizione a livello EMEA, mentre il Paese ha perso un ulteriore scalino a livello mondiale passando dalla 77esima posizione alla 78esima.

Akamai non ha ovviamente la pretesa di un riscontro preciso su tutta l’Internet, ma poiché gestisce oltre tre miliardi di interazioni, serve oltre 800 milioni di indirizzi IP e il 90 percento degli utenti Internet riceve contenuti da server Akamai, possiamo dire che le stime siano ben più che attendibili.

Anche per quanto riguarda l’adozione della banda larga (sotto questa etichetta ricadono le connessioni più veloci di 4 Mbps) rimaniamo messi molto male, nella nostra 29esima posizione e rispetto al trimestre precedente addirittura in calo, di circa il 2 percento. Tuttavia, anche solo a guardare lo stesso periodo dello scorso anno, fa bene notare la crescita dell’11 percento, per il 79 percento del totale. Solo un contentino, però, perché la banda larga che conta, quella oltre i 10 Mbps ha arrestato la sua corsa. Sono appena il 19 percento del totale le connessioni sul territorio italiano che viaggiano a oltre 10 Mbps. 

Si tratta di un +4,8 percento rispetto a Q2 2016, ma molto più velocemente di noi rispetto all’anno precedente crescono persino la Croazia e Cipro: rispettivamente con +323 percento e +157 percento, mentre il Bel Paese raddoppia appena (+111 percento). Più si cerca banda davvero larga più le performance italiane lasciano a desiderare. Sopra i 15 Mbps tutti i Paesi Emea crescono in modo esponenziale, a doppia e tripla cifra (confrontando i dati con l’anno precedente), e anche in questo caso l’Italia sembra non riuscire ad innescare il giusto passo.

Adozione dello standard IPV6, ben 6 posizioni su 10 sono occupate da Paesi Europei
Adozione dello standard IPV6, ben 6 posizioni su 10 sono occupate da Paesi Europei

Da noi appena l’8 percento delle connessioni viaggiano oltre i 15 Mbps. E a livello mondiale perdiamo così non una, ma tre posizioni ancora (51esimi) e in EMEA passiamo dalla 27esima alle 28esima posizione, tuttavia con +138 percento rispetto a Q3 2015. Dobbiamo contare sul piano Telecom/Fastweb per la costruzione della rete FBTH in grado di raggiungere oltre 3 milioni di abitazioni con l’investimento da 1,2 miliardi euro e il piano di implementazione completato entro il 2020. L’Italia nel terzo trimestre del 2016 ha raggiunto la velocità media di connessione globale di 11 Mbps.

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