Banda Ultra Larga, avanti tutta ma con differenze abissali

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Il 2019 è un anno importante per la diffusione capillare della Banda Ultra Larga in Italia. Tra passi avanti e sorprese l’obiettivo finale della fibra in ogni unità abitativa resta lontanissimo

I dati sulla situazione italiana per quanto riguarda la diffusione della Banda Ultra Larga sono tutti qui, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Stupisce però il clamore dato in questi giorni da quotidiani e altri organi di stampa che celebrano i progressi nella realizzazioni di connessioni Internet ad alta velocità nella maggior parte delle aree del Paese.

Secondo i dati Infratel Invitalia pubblicati sul sito, entro il 2020 il dato aggregato delle diverse velocità di connessione ci dice che il 99,6 percento delle unità immobiliari sarà raggiunto dalla Banda Ultra Larga.

Banda Ultra Larga - Previsioni di copertura per l'Italia per il 2019
Banda Ultra Larga – Previsioni di copertura per l’Italia per il 2019

La previsione per la fine 2018 registrava una copertura totale del 67,6 percento, di cui a 30 Mbps il 52,8 percento e a 100 Mbps appena il 5,3 percento.

Entro la fine del 2019 dovremmo arrivare ad una copertura totale del 81,4 percento, di cui fino a 30 Mbps il 45,7 percento e fino a 100 Mbps il 35,7 percento.

Dati assolutamente ottimistici, che non tengono conto poi del fatto che spesso per una copertura cosìddetta 30 Mbps significa che l’utente finale viaggia, quando va bene intorno ai 15/20 Mbps.

Dal marzo 2015, quando è stato approvato il progetto inserito nell’agenda di governo, ad oggi, sono passati quattro anni, sono stati compiutamente indubbiamente passi avanti, ma a nostro avviso siamo ben indietro rispetto a quanto alcune fonti stampa vorrebbero far credere.

Tra gli aspetti qualificanti della Strategia per la Banda Ultra Larga, come è stata pensata c’era la scelta di far arrivare la connessione in fibra fino alle abitazioni, rispetto a soluzioni Fttc e Ftth. E’ decisamente improbabile e praticamente impossibile che entro il 2020 sia questa la connettività disponibile per il 90 percento delle unità abitative dei nostri comuni. Sono i dati stessi del Ministero a confermarlo.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico è il responsabile primo del progetto e lavora sfruttando i fondi Fesr, Fsc e Feasr, la realizzazione è invece demandata a Infratel Italia (Mise) che ha il ruolo di concedente attraverso il bando di gara (secondo tre macro-aree) che effettivamente abilita la realizzazione materiale della posa.

La situazione europea dice che la connettività a 100 Mbps disponibile in Italia è decisamente indietro rispetto al resto dell’Europa, ci sono casi eclatanti, come per esempio proprio anche quello di alcuni capoluoghi di provincia (altro che zone rurali!) in cui alla fine del 2018 la connettività a 100 Mbps è rimasta al palo (0 percento), mentre per la fine del 2019 (previsione) si stima la posa per il 62,5 percento delle unità immobiliari… Diciamo che sono previsioni decisamente ottimistiche.

A creare maggiori difficoltà – e qualche sorpresa – nel cammino dal 2015 per esempio si è scoperto che le unità immobiliari da collegare sono decisamente superiori di numero rispetto a quelle preventivate (evidentemente non tutti i catasti sono in ordine quanto si pensa) e che la mappa dell’effettiva copertura dove già prevista invece in altri casi era stata pessimistica.

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