Allied Telesis affronta con la soluzione AMF le complessità della gestione delle reti enterprise

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Allied Telesis ha sviluppato la tecnologia AMF per l’automazione di alcune operazioni e la semplificazione della configurazione e del management delle reti

Per il mercato italiano sono tempi di scelte quanto a migrazioni verso soluzioni cloud di vario tipo, mentre gli analisti di mercato cominciano a segnalare questa nicchia come appetibile e in rapida crescita. La spinta viene soprattutto dalle linee di business aziendali che il reparto IT è impegnato da una parte ad assecondare e dall’altra a razionalizzare. “ Ma la rete resta alla base dell’abilitazione al business: la rete deve essere resiliente, scalabile e di semplice gestione”, dichiara Antonella Santoro, vice president of Marketing Emea di Allied Telesis.

L’offerta di Allied Telesis in tema di gestione porta da poco il nome di AMF ( Allied Telesis Management Framework). Allied Telesis ha sviluppato la tecnologia AMF per mettere a disposizione dei propri clienti Enterprise i vantaggi legati all’automazione di alcune operazioni e alla semplificazione della configurazione e del management delle reti, senza costringerli a rinnovare interamente l’hardware. Il framework AMF è disponibile in EMEA, Nord America e America Latina sugli switch di Allied Telesis: Switchblade x8112, Switchblade x908, Serie x610 e Serie X510. Le caratteristiche principali dell’Allied Telesis Management Framework (AMF) sono la gestione centralizzata, l’auto-backup e l’aggiornamento automatico delle configurazioni, il provisioning automatico e l’auto-recovery, che rendono la rete plug-and-play e la sua gestione zero-touch. AMF è un framework di importanza strategica per Allied Telesis, tutte le future implementazioni e gli ulteriori sviluppi verranno realizzati per fornire ai propri clienti le tecnologie di rete di prossima generazione. E questo resta il punto.

Continua Santoro : “ La sfida è : più ampia è la rete, più è difficile da gestire. Un’applicazione di gestione va inserita nel core della rete. I nostri calcoli sul ROI portano a una riduzione dei costi operativi del 60 per cento con un calcolo fatto su casi concreti di applicazioni in uso.”

Ma non è questo il tema delle reti SDN? Rispondendo a una provocazione specifica di Techweekeurope.it Santoro dichiara : “ Allied è impegnata in questo campo a partire da tecnologie di interoperabilità. SDN si propagherà nel corso dei prossimi anni a macchia di leopardo, e soprattutto nelle applicazioni dei service provider. Diverso il discorso del settore enterprise dove entrerà non con la medesima velocità in tutti ii mercati verticali. Uno dei benefici di una rete SDN è l’automazione dei servizi e la tecnologia AMF dà gli stessi benefici su tecnologia hardware già disponibile .Basta che il data center acquisisca e attivi una licenza software. AMF è un primo passo verso una vera e propria offerta SDN di Allied Telesis che si rivelerà nei prossimi anni”.

Secondo i tecnici di Allied Telesis, adottando l’AMF si arriva a gestire la rete come un singolo dispositivo virtuale. Il backup dei file di configurazione e dei file del firmware sono automaticamente eseguiti con regolarità e sono disponibili per la rigenerazione dei dispositivi guasti; inoltre le modifiche di configurazione possono essere effettuate su più dispositivi contemporaneamente. Questa combinazione di funzionalità consente a AMF di ridurre le spese di funzionamento della rete, riducendone la complessità di gestione e automatizzando molte operazioni di routine. D’altra parte la rete di data center resta il punto di partenza per arrivare al cloud computing.

E in questa prospettiva in occasione del lancio di AMF in Italia Allied Telesis ha reso noto alcuni dati preliminari di una ricerca europea sullo stato di preparazione delle imprese al cloud computing che ha coinvolto anche l’Italia. Si tratta della prima iniziativa sulla “cloud readiness “ maturata nell’ambito della neonata Allied Telesis End User society disponibile sul sito www.cloudreadynetworks.eu. Il microsito è anche uno strumento che permette di usufruire di un controllo gratuito dello stato di salute della rete e di partecipare all’indagine paneuropea volta a stabilire in che misura quanto il business di un’azienda sia cloud ready.

Un’analisi preliminare dei contributi provenienti da 4 paesi (Germania, Regno Unito, Italia e Russia) che riflettono la composizione del mercato di Allied Telesis segnala che la maggior parte delle aziende cloud-ready appartengono al mercato dei Network Service Provider , mentre il mercato con il punteggio più basso è quello della finanza. Commenta Santoro: “ Le idee sembrano ancora confuse sul cloud e manca una vera e propria strategia dentro le aziende. L’approccio è di tipo tattico più che strategico”. In Italia il vero punto dolente resta sempre il collo di bottiglia di una connessione WAN con banda ridotta, mentre l’utenza italiana non sembra esprimere importanti necessità di accesso da remoto o in mobilità.

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Autore: Silicon
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