Alcatel-Lucent per una soluzione di rete carrier-grade in cloud: la piattaforma CloudBand 2.0 e la iniziativa SDN Nuage Networks

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Alcatel-Lucent: la rete evolve verso un ambiente virtualizzato. Piattaforme e funzioni devono avere interfacce standard implementate in contesti di infrastrutture di reti multi-tecnologia e multivendor

La notizia è di tipo estremamente tecnico. ETSI, European Telecommunications Standards Institute, la nota organizzazione per lo sviluppo degli standard delle telecomunicazioni , e Open Networking Foundation (ONF), un’organizzazione senza fini di lucro che ha per statuto la diffusione dell’adozione di reti aperte di tipo Software-Defined Networking (SDN), hanno annunciato una partnership strategica per lo sviluppo delle specifiche di Network Functions Virtualization (NFV) . Ecco in poche righe riassunti due acronimi che sono le buzzword del mondo attuale delle reti per carrier e per data center.

Entrambi i progetti hanno in comune la rivoluzione portata dai servizi e dalle applicazioni di cloud computing che cominciano a mordere anche al di fuori del campo più vasto del consolidamento e della virtualizzazione dei server e dello storage. Come spiega a Techweekeurope.it Alessandra Pavese (Chief Technology Officer, Carrier Business, Alcatel-Lucent Italia), “Questa partnership è un passo importante nel rendere concreta l’evoluzione delle reti degli operatori verso la virtualizzazione. L’implementazione di funzioni di rete virtualizzate in un contesto Telco avviene attraverso la loro distribuzione geografica sulle risorse hardware di rete, dunque deve rispondere a requisiti di networking e connettività tra le funzioni che sono proprie delle reti di telecomunicazione, e che devono essere risolti in contesti di reti complesse e multivendor. Ecco perché l’integrazione dell’SDN nella piattaforma NFV aiuta l’operatore nel rendere la rete dinamica e programmabile, rispettando caratteristiche di resilience, profilo di traffico e tempi di latenza specifiche per ognuna delle funzioni”.

Rievocando una serie di passi da tempo intrapresi dalla sua società , prima di riepilogare il significato degli ultimi annunci in questo campo avvenuto nel recente MCW 2014 , la dirigente di Alcatel-Lucent è particolarmente attenta nel rivendicare una sorta di primogenitura storica per la sua azienda: “ Siamo stati i primissimi vendor di tecnologia a prospettare una visione evolutiva e a definire una roadmap per soluzioni vTelco basate sull’integrazione dei modelli IT con le competenze delle reti Telco, rendendo disponibile sul mercato la prima release della piattaforma abilitante NFV CloudBand a maggio 2012, e creando la venture Nuage per la soluzione SDN lanciata sul mercato ad aprile 2013”.

Ora il passo richiesto per NFV e SDN – che rappresentano una sorta di terra promessa per la nuova Alcatel-Lucent alle prese con lo Shift Plan del CEO , Michel Combes – è l’apertura e la standardizzazione, tenuto conto che devono coesistere soluzioni diverse e ambienti eterogenei presso carrier e data center. La soluzione integra standard de facto quali Open Stack e CloudStack, ed è indipendente dalle scelte hardware di networking, storage e computing dell’operatore, rendendo la soluzione implementabili su infrastrutture di rete esistenti o di nuova generazione.

Continua Pavese, “Questo è un punto chiave della strategia di Alcatel-Lucent, che per supportare gli operatori nella transizione delle reti correnti verso l’NFV ha creato e stimolato un ecosistema che vede coinvolti partner di tecnologia, vendor di VNF e operatori attorno alla nostra piattaforma CloudBand. Gli ultimi annunci di accordi con Intel e Red Hat dimostrano la volontà di cooperare e migliorare le soluzioni NFV andando incontro alle esigenze dei nostri clienti, che insieme a noi partecipano alla definizione e all’evoluzione della tecnologia.”

Allora NFV, SDN, Cloud: quali le interconnessioni? Pavese parte da un premessa: di queste parole ogni vendor ha la sua definizione e interpretazione. Ma “ sono due cose diverse che tuttavia si integrano insieme per realizzare un’unica soluzione . Tuttavia per un operatore il punto centrale è l’automazione dell’infrastruttura di rete “. Ecco perché la soluzione CloudBand punta soprattutto sulla capacità di orchestrazione in un ambiente multipiattaforma per ottenere quella che sembra essere in questo momento il primo obiettivo per gli operatori, ridurre il costo del funzionamento della rete. Nell’interpretazione di Alcatel-Lucent per sfruttare al meglio le esigenze del cloud il software funzionale deve essere installato , gestito , orchestrato e ottimizzato nell’ambito della rete cloud stessa.

Lo scorso febbraio Alcatel-Lucent ha compiuto importanti annunci in questa direzione, rendendo disponibili una serie di elementi chiave della NFV, in linea con gli obiettivi di standardizzazione dell’ETSI, l’organismo europeo per gli standard delle telecomunicazioni e di altri enti internazionali. Non si tratta di un passo isolato: in questi due anni, Alcatel-Lucent ha già annunciato un’offerta, con al centro la piattaforma CloudBand, per la realizzazione di sistemi “carrier cloud” – ovvero per la realizzazione e orchestrazione di cloud con la potenza richiesta dalle reti dei grandi operatori di comunicazioni .Con i nuovi annunci, la roadmap continua, rendendo possibile la virtualizzazione della rete “core (vEPC), della rete radio d’accesso (vRAN), delle piattaforme multiservizi su IP (vIMS).

Per concludere con le parole di Marcus Weldon, CTO di Alcatel-Lucent “Ogni operatore mobile avrà diverse priorità e vorrà scegliere la propria strada verso la NFV, basandosi sulle priorità di business, lo stato della rete e delle disponibilità operative. Basandoci sulla nostra forza riconosciuta nell’IP, abbiamo aperto la strada ad un’architettura open SDN e NFV che combina il meglio dell’IP con il meglio dell’IT”.

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Autore: Silicon
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