AGCOM, al via la Consultazione Pubblica per la libera scelta dei modem

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Con la delibera n.35/18 Agcom al via la Consultazione Pubblica su “possibili misure” per la libera scelta della apparecchiature terminali da parte degli utenti per i servizi di connessione e accesso a Internet

E’ online il documento AGCOM da sottoporre a Consultazione pubblica della durata di trenta giorni che riguarda “le possibili misure per la libera scelta delle apparecchiature terminali da parte dei consumatori e utenti finali di servizi di connessione ad una rete pubblica di comunicazioni o di servizi di accesso ad internet”.

La Consultazione Pubblica è uno strumento di partecipazione democratica, in vista di una fase normativa per consentire ai cittadini portatori di interesse su un determinato tema di esprimere il proprio parere, nonché per l’organo cui spetta il potere normativo per raccogliere i diversi punti di vista. 

Il tema in questo caso è decisamente “caldo” perché ha come oggetto anche e soprattutto la regolamentazione del mercato dei modem e dei router. Allo stato attuale delle cose, infatti, gli operatori offrono pacchetti che in linea di massima includono sempre oltre al traffico Internet anche un apparato modem/router che si rivela di fatto l’unica scelta possibile per l’utente finale. Non solo, a volte la stessa pratica riguarda addirittura anche i terminali di telefonia, nel caso di una scelta Voip.

Dal punto di vista pratico, e di fatto, solo con l’utilizzo del dispositivo assegnato dall’operatore è possibile per gli utenti accedere a tutti servizi, senza dover procedere con difficili e temporanee configurazioni ad hoc per esempio per i servizi di telefonia su IP.

Antonio Nicita, Commissario AgCom

Invece “i consumatori – dice il comunicato AGCOM (ma soprattutto una serie di normative europee, ndr) devono essere messi nelle condizioni di poter scegliere liberamente e consapevolmente, secondo i principi della neutralità della rete. In questa ottica, pratiche commerciali quali la vendita vincolata dei terminali da parte dell’operatore o altre restrizioni contrattuali alla libertà di scelta degli apparati devono quindi essere approfondite per prevenire restrizioni non necessarie alla libertà dei consumatori”.

Ci teniamo a una precisazione. Non bloccare i terminali è solo un tassello degli obblighi che gli operatori dovrebbero rispettare. Non rendere infatti possibile, di fatto, utilizzare nessun altro dispositivo se non quello assegnato per accedere al traffico telefonico, o sostenere che l’assistenza ottimale è possibile solo sfruttando il terminale assegnato sono a nostro avviso pratiche che evidentemente limitano proprio la libertà di scelta finale. In Italia di tempo su questo tema se ne è perso fin troppo, mentre in altri Paesi Europei il problema è sostanzialmente già risolto, parlare di “possibili misure” sembra oggi pertanto un eufemismo, perché le misure al riguardo servono e sono sempre più urgenti.

Riportiamo la dichiarazione di Antonio Nicita, relatore del provvedimento, che ci porta a sollevare qualche dubbio sulle pratiche ora in atto: “Su questo segmento di mercato è necessario garantire due legittime esigenze. La prima è quella di efficienza e semplicità per le imprese che forniscono spesso il terminale come parte del ‘pacchetto’ proposto dall’operatore telefonico alla sottoscrizione del contratto, perché ciò semplifica le attività di attivazione della linea e di assistenza sia per il cliente che per l’impresa. La seconda esigenza è quella di garantire libertà di scelta soprattutto per i consumatori digitalmente più evoluti, i quali talvolta preferiscono invece utilizzare apparati diversi da quelli forniti dall’impresa telefonica, al fine di avere accesso a servizi e prestazioni più personalizzate”.

Un conto è offrire a casa degli utenti una soluzione preconfigurata proposta a discrezione come ottimale, un altro conto è limitare la libertà praticamente impedendo qualsiasi altra scelta, con tecnicismi artatamente messi in atto per rendere più che complicata la configurazione ideale, persistente e ottimale. E soprattutto limitare le possibilità dell’utente di configurare funzionalità utilizzabili e assolutamente coerenti con i principi di Netneutrality.

L’AGCOM spiega come le apparecchiature (qualsivoglia apparecchiatura) debbano essere conformi agli standard tecnici di interoperabilità con la rete ed essere sicure e affidabili per il consumatore, ma anche l’importanza di migliorare l’informazione e la trasparenza dei prodotti e servizi offerti, per rendere il consumatore consapevole di vantaggi e svantaggi delle offerte separate (quando sono reali e ci sono, ndr) rispetto a quelle bundle.

Gli operatori sono “bravissimi” ad elencare gli svantaggi di una soluzione terza, quando si parla di modem/router, per esempio a volte sostenendo come con essi non sarebbe possibile la stessa assistenza possibile con il proprio prodotto, cosa sostanzialmente non vera.

Ora l’autorità con la consultazione intende coinvolgere il numero più ampio di soggetti interessati – consumatori, fornitori di servizi di accesso, produttori, distributori e installatori di apparecchiature, associazioni – al fine di acquisire i diversi punti di vista per arrivare a definire le modalità di applicazione del Regolamento (UE) 2015/2120, articolo 3, comma 1 e 2.

I comma fanno proprio riferimento al servizio di accesso a Internet, al diritto degli utenti finali di utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta e al divieto dei fornitori di servizi di accesso a Internet di stipulare accordi con gli utenti finali e/o adottare pratiche commerciali che limitino l’esercizio di tale diritto. Sarebbe davvero tempo di favorire una scelta libera e consapevole da parte degli utenti della rete, considerato che il Regolamento UE è del 2015! 

Le domande poste in consultazione mirano innanzitutto a chiarire il perimetro di analisi e identificare prodotti e servizi rientranti nelle apparecchiature terminali; in secondo luogo raccogliere elementi e informazioni per individuare le problematiche e le possibili barriere all’utilizzo che possono derivare dalla complessità dei prodotti e dal grado di innovazione tecnologica; in terzo luogo valutare l’opportunità di intervenire con eventuali misure e regole di condotta a garanzia della libertà e della qualità dei servizi di accesso a reti pubbliche di comunicazioni e di accesso a Internet.