Xiaomi punta in alto, pronti 1,2 mld di euro per l’All in IoT

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Nella strategia Xiaomi il business smartphone resta centrale, ma intanto la piattaforma IoT consumer del vendor cinese conta già 132 milioni di dispositivi intelligenti connessi (esclusi gli smartphone)

Xiaomi è nata appena nel 2010. Quotata alla Borsa di Hong Kong dall’estate dell’anno che si è appena chiuso, l’azienda cinese ha dimostrato soprattutto grande velocità di azione sul mercato, con una coraggiosa strategia distributiva, iniziando a portare i suoi negozi fisici anche in Italia, per esempio.

La strategia da sempre è: costruire prodotti (non solo smartphone) di buona qualità, venduti a prezzi onesti, con una strategia di marketing assolutamente competitiva e aggressiva. In questi anni, gli analisti hanno documentato le sue capacità di crescita a doppia cifra stellari, con relativa scalata nelle classifiche di market share.

E oggi Xiaomi è il quarto vendor di smartphone a livello mondiale, avendo superato in pochissimo tempo tanti nomi storici del mercato: Motorola e Asus solo per citarne alcuni.

I brand Xiaomi, non tutti sono conosciuti sul nostro mercato
I brand Xiaomi, non tutti sono conosciuti sul nostro mercato

Pochi sanno però che Xiaomi ha anche saputo costruire, pur con una distribuzione geografica eterogenea, una tra le più grandi piattaforme IoT consumer e vanta oltre 132 milioni di dispositivi interconnessi, senza contare ovviamente gli smartphone! Oggi si contano oltre 20 milioni di dispositivi attivi al giorno (dato aggiornato al 30 settembre 2018).

Lei Jun, Fondatore, Presidente e CEO di Xiaomi, leader mondiale nella tecnologia, venerdì scorso, in occasione dell’annuale evento aziendale, ha annunciato la ‘nuova’ strategia dell’azienda per i prossimi cinque anni. L’impegno si concentrerà in particolare su due pilastri: smartphone e AIoT, dove AIoT per Xiaomi significa anche All in IoT.

La recente collaborazione strategica di Xiaomi con TCL Corp. rafforzerà ulteriormente il business degli elettrodomestici di Xiaomi nei mercati della supply chain e OEM, soprattutto per quanto riguarda condizionatori d’aria e lavatrici.

Il business degli smartphone è da sempre un fattore chiave per Xiaomi, e lo sarà anche nel 2019. L’azienda continuerà a focalizzarsi sull’innovazione e sulla qualità, nonché a ottimizzare il proprio portfolio di prodotti.

Xiaomi ha annunciato il 10 gennaio a Pechino che Redmi opererà d’ora in avanti come marchio indipendente. Questo significa l’inizio di un’era a doppio marchio per Mi e Redmi.

Mi rafforzerà la sua presenza nei mercati degli smartphone di fascia medio-alta e dei nuovi canali di vendita al dettaglio, mentre Redmi continuerà a concentrarsi sulla ricerca e lo sviluppo di smartphone convenienti con una qualità superiore, e accelererà il ritmo dell’espansione globale, così ha agito anche Huawei in un passato nemmeno troppo lontano, per quanto le differenze tra i due modelli siano importantissime. Huawei ha costruito un ecosistema infrastrutturale importante anche per l’ambito B2B, a partire da server/cloud.

Xiaomi continuerà a portare avanti in ambito puramente consumer la sua strategia multi-brand che include Black Shark, Poco e Meitu per soddisfare al meglio le esigenze di utenti differenti.

Nel terzo trimestre del 2018, le entrate internazionali di Xiaomi hanno rappresentato il 43,9 percento delle entrate totali. Nel 2019, Xiaomi continuerà la sua espansione globale concentrandosi sui mercati di Europa e America Latina con la volontà di costruire un nuovo efficace sistema di vendita al dettaglio, sviluppando canali offline efficienti e migliorando i propri canali online.

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