Vertiv senza Emerson coccola le grandi Telco

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Vertiv è società indipendente a capitale privato e separata, dal punto di vista giuridico, da Emerson. La strategia della nuova azienda

Network Power si scioglie da Emerson e diventa Vertiv. La notizia non è recente perchè se ne sta parlando da circa un anno e mezzo arrivando al 1 dicembre 2016 in cui la società è stata ceduta a Platinum Equity lanciando, di fatto, Vertiv tra le società indipendenti a capitale privato e separata, dal punto di vista giuridico, da Emerson. Iniziò con la separazione del business, non più allineato al portafoglio di Emerson. Un anno di lavoro per separare fisicamente le strutture e ora Vertiv ha quella dinamicità che Giordano Albertazzi, presidente di Vertiv in Europa medio oriente e Africa e Antonio Carnassale, country manager di Vertiv in Italia, hanno raccontato alla stampa, definendola una realtà con lo spirito da startup ma con la competenza di una società che opera da decenni nel settore.

Un settore che sta promettendo molto bene, anche se, secondo i vertici dell’azienda, l’Iot e la digital transformation, in generale, devono ancora dare il meglio di loro. Oggi Vertiv è un’azienda che realizza e fornisce servizi alle infrastrutture critiche per data center, reti di telecomunicazioni in ambienti commerciali e industriali. Nel 2015 Network Power ha registrato ricavi per circa 4,4 miliardi di dollari e si è specializzata nella produzione di sistemi di alimentazione, soluzioni per la gestione termica, servizi e componenti di information management. Gli ambiti di riferimento sono i datacenter e le telecomunicazioni, appunto. La trasformazione, spiega Albertazzi, coinvolge proprio l’Italia, sede di due dei quattro Customer Experience Center e al centro come mercato e tecnologia.

Da sinistra: Antonio Carnassale e Giordano Albertazzi, Vertiv
Da sinistra: Antonio Carnassale e Giordano Albertazzi, Vertiv

Tra i brand citati dai vertici aziendali ci sono Asco, Chloride, Liebert, NetSure, Trellis. “La dinamicità del mercato, la rivoluzione tecnologica parte da lontano con lo sviluppo e la digitalizzazione sempre più spinta che ha portato a una crescita esponenziale del traffico dati; poi il cloud, le piattaforme Sas e la digitalizzazione di tutto ciò che non è basato su It, come le Tlc e l’Industria, stanno viaggiando ad alta velocità e Vertiv vuole essere parte di questa trasformazione”.

Vertiv si definisce “un grande abilitatore” nei confronti dei clienti andando a creare infrastrutture che rinforzino il loro modello di business. “L’essere una società privata -spiega Albertazzi – spiega ai clienti che siamo una realtà in grado di decidere più velocemente, ci permette di fare scelte strategiche vicine al mercato e alle dinamiche degli stessi clienti. La combinazione tra i nostri marchi tecnologici e la nuova ‘freschezza’ imprenditoriale, otteniamo cocktail vantaggioso che ci permetterà di rinforzare la capacità di seguire grandi clienti, come le grandi Telco, e di essere più performanti”, spiega Albertazzi.

Giordano Albertazzi, Presidente EMEA Vertiv
Giordano Albertazzi, Presidente EMEA Vertiv

Sono tre i settori in cui opera Vertiv: l’It (data center), le Tlc, i settori industriali (petrolchimico, sanitario,ospedaliero, Oem, trasporti), ovunque necessiti di garantirecontinuità, con gruppi di continuità anche in ambiti di stampo industriale e non, dissipatori di energia, condizionamento, energia termica, il cloud. “Nel 2016 le macrotendenze internazionali hanno avuto un impatto significativo sul settore. Le grandi protagoniste sono state le innovazioni nel cloud computing e la responsabilità sociale”, sottolinea Albertazzi. “Con l’ulteriore integrazione del cloud computing nelle attività It, il focus si sposterà sul miglioramento dell’infrastruttura critica per permettere alle imprese di gestire maggiori volumi di dati. Riteniamo che il 2017 sarà l’anno in cui i professionisti dell’IT investiranno nella preparazione dei loro data center per il futuro, affinchè questi siano agili e flessibili anche negli anni a venire.”

Se vero che nel 2020 più di sei miliardi di smartphone saranno attaccati in rete e la velocità di sviluppo di unità legate all’Iot sarà ancora più elevata; il traffico dati è interazione uomo macchina ma con l’Iot cambia il paradigma: non più il dato in funzione della fruizione umana ma fruizione machine to machine, machine learning le quali avranno la capacità di processare i dati con una capacità superiore a quello che potrebbero fare gli umani.

Antonio Carnassale, Country Manager Vertiv Italia
Antonio Carnassale, Country Manager Vertiv Italia

Vertiv ha nove centri di assemblaggio che sono 28 su scala mondiale; circa 600 tecnici e più di 100 persone al supporto tecnico. “L’Italia è una nazione importante, abbiamo clienti di caratura che vengono a testare le loro apparecchiature presso di noi”, spiega Albertazzi. “Per le aziende che vogliono rimanere competitive e sfruttare le nuove tecnologie basate sul cloud computing, la potenza dell’infrastruttura It rimarrà, a mio avviso, la chiave del successo“, commenta Carnassale. “Con il rapido incremento dei volumi di dati, le infrastrutture It continueranno a evolversi nel corso dei prossimi anni per offrire i servizi più rapidi, più sicuri e più efficienti necessari a soddisfare tutte le nuove esigenze. È indispensabile quindi pensare oggi a quale possa essere l’investimento futuro più appropriato, rivolgendosi al partner più esperto nella gestione di tutte le componenti che ruotano intorno al data center – dalla pianificazione e progettazione, al project management fino ai servizi di manutenzione e ottimizzazione dei sistemi”.

“Lo sviluppo della domanda di traffico dati è maggior alla capacità di creazione dell’infrastruttura e quando l’Iot diventerà davvero una realtà, il bisogno di infrastruttura crescerà ancora piu velocemente”, sottolinea Albertazzi. “Vertiv da importanza all’education e la nostra academy offre supporto allo staff dei clienti e ai partner. La parte edge è un mondo in trasformazione rapida: stiamo valutando come andare sul mercato. Con lo sviluppo di edge in modo ampio e complessivo rinforzeremo il canale”, spiega Carnassale.

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