Il futuro di Intel secondo il “numero due” Venkata Renduchintala

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Venkata Renduchintala, a capo del business Intel per client e IoT, fa eco al CEO Krzanich e promette: la nostra società è l’unica a poter coprire tutto il futuro mondo connesso

Intel sta attraversando un periodo di importanti cambiamenti e non sono tutti indolori, dalla sostanziale uscita dal mercato smartphone al probabile taglio di migliaia di dipendenti. Il perché è nei numeri del mercato: si vendono sempre meno PC e le preferenze dei consumatori vanno verso prodotti “alternativi” come i 2-in-1. L’idea di Intel è anticipare gli eventi e concentrarsi su quello che chiederanno i clienti in futuro: connettività mobile a banda larga, IoT, prodotti di nuova concezione. Dopo il CEO Krzanich a spiegarlo è Venkata Renduchintala, il numero due dell’azienda a cui molti osservatori attribuiscono una buona parte della spinta verso questi cambiamenti.

Anche Venkata Renduchintala – che in Intel guida il Client and Internet of Things (IoT) Businesses and Systems Architecture Group – pone l’accento in un suo post sull’importanza del 5G e dell’IoT come elementi di rivoluzione “verso un mondo davvero connesso” e in cui Intel vuole giocare il ruolo principale grazie alle tecnologie che sta sviluppando proprio per il 5G. Il manager parla di una rivoluzione in grado di “cambiare drasticamente aspettative, standard e mercati” nel cammino verso un mondo connesso.

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Dal tick-tock al tick-tock-tock: l’evoluzione dei prossimi processori Intel sarà in tre fasi

Le aspettative riguardano il fatto che avere decine di miliardi di oggetti connessi che generano dati in continuazione per abilitare nuovi servizi porta enormi volumi di dati da veicolare in tempo reale e richiede “tecnologia di nuova generazione che possa servire una gamma più ampia di servizi, volumi di dati ed esigenze di connettività delle persone”. In questo il 5G secondo Venkata Renduchintala è il punto di transizione da una rete le cui necessità sono dettate da PC e smartphone a “una piattaforma completamente nuova che collega una vasta serie di ‘cose’ l’una all’altra, alle persone e al cloud”.

In questa evoluzione cambiano ovviamente gli standard tecnici – e qui Intel punta alla collaborazione con produttori di dispositivi e operatori di rete – ma anche il significato di certi termini. “Mobile” ad esempio non significa più PC, smartphone e tablet ma una miriade di oggetti. “Stiamo allineando i nostri prodotti e le nostre architetture per un panorama completo di dispositivi smart e connessi… Non stiamo uscendo dal mobile ma stiamo ampliando la sua definizione per renderla sinonimo della interconnessione fra oltre 50 miliardi di cose”, spiega Venkata Renduchintala.

Cambia anche la concezione di elaborazione: “Stiamo entrando in un’era completamente nuova di elaborazione distribuita in tutta la rete dal device al cloud”. Venkata Renduchintala ribadisce l’importanza dei PC – “è la base della nostra strategia di computing e del nostro business”, afferma – e degli aggiornamenti che a cadenza regolare Intel intende portare in quel segmento, ma spiega anche che la focalizzazione sarà “sulle più importanti opportunità di crescita” e quindi 2-in-1, gateway domestici, gaming.

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