In Europa il 5G chiede più tempo. Ma non è un male

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Le potenzialità del 5G si farà notare non prima del 2025, almeno in Europa. La Cina invece sta facendo man bassa. Alcune considerazioni tratte da CCS Insight

Di questi tempi si è parlato molto di 5G e delle potenzialità di sviluppo che potrebbe avere in diversi ambiti: dai droni, fino alle connessioni di gadget e device senza fili che trasmettono dati su Internet. L’apice della visione e delle informazioni in questo senso si sono viste al recente Mobile World Congress di Barcellona, che è stata un po’ la culla di tutte queste novità. Ma una domanda sorge spontanea: Quando ci potremo mettere le mani? Secondo alcuni analisti, osservatori e spunti che arrivano dalla rivista Internazionale, tutta questa tecnologia non sarà facilmente praticabile in Europa se non dopo il 2025.

L’Unione europea è molto indietro rispetto a Cina, Stati Uniti e Corea del Sud nell’adozione delle infrastrutture per le telecomunicazioni 5G, le reti mobili di prossima generazione. Un ritardo dovuto soprattutto all’inerzia politica, agli investimenti insufficienti e alle incertezze sulla banda radio. Gli Stati Uniti, la Cina e altri paesi asiatici, invece, stanno costruendo le prime versioni delle reti 5G prima che, nel prossimo decennio, questa tecnologia diventi di massa”, spiega Mark Scott. Secondo una nota di Ccs Insight, una società che si occupa di ricerche, il boom del mercato cinese è destinato a garantire che il 5G sarà più veloce rispetto a qualsiasi altra tecnologia mobile precedente.

5G

La previsione prevede che le connessioni 5G raggiungeranno 1 miliardo di utenti in tutto il mondo a metà del 2023, con oltre la metà in Cina e, entro il 2025, questo dato rappresenterà più del 40% delle connessioni 5G al mondo. La Cina assumerà un ruolo preminente nel numero di abbonati e, nonostante le ambizioni elevate dell’Unione europea, il lancio della rete non sarà di veloce accesso. CCS Insight considera l’adozione 5G attraverso un percorso molto simile a quello della tecnologia 4G LTE.

Gli abbonamenti alle reti 5G raggiungeranno i 2,6 miliardi nel 2025. Tuttavia, CCS Insight avverte che ci sono ancora alcune incertezze che sono: il come e il dove gli operatori di rete posizioneranno nuove stazioni di base, la mancanza di chiari business case per gli operatori e la volontà dei consumatori di aggiornare i loro smartphone. In Europa, la frammentazione del mercato, la disponibilità di spettro e l’influenza dei regolatori portano ulteriori sfide. CCS Insight vede l’accesso mobile a banda larga sugli smartphone come l’area principale dell’adozione 5G. “L’inarrestabile campagna pubblicitaria che ha circondato 5G da diversi anni ha visto una gamma diversificata di applicazioni presentate come i principali driver dell’adozione, alcune delle quali saranno rilevanti in diversi momenti del processo. lo sviluppo della tecnologia, ma l’infinita necessità di velocità e la domanda apparentemente illimitata di consumo di video delle persone dominerà le reti 5G”, afferma Kester Mann, Principal Analyst, Operators presso CCS Insight.5G riguarda la creazione di una rete in grado di scalare e adattarsi a nuove applicazioni radicalmente. Per gli operatori, la capacità di rete è la giustificazione a breve termine, l’Internet of Things (IoT) e i servizi mission-critical potrebbero non vedere una crescita esponenziale nei prossimi anni ma restano una parte centrale della visione del 5G. Gli operatori dovranno bilanciare il periodo tra gli investimenti e generare entrate dai nuovi servizi“, spiega Geoff Blaber, VP Research, Americas di CCS Insight.

5G

Questo ritardo è stato evidente durante i giochi olimpici invernali in Corea del Sud, dove gli operatori asiatici e le grandi aziende tecnologiche come Samsung e Intel hanno mostrato una quantità di applicazioni della tecnologia 5G mai vista prima. Tra queste c’erano video in realtà virtuale di eventi di pattinaggio artistico sul ghiaccio ed eventi dal vivo in alta definizione trasmessi direttamente dalle squadre di bob, che si muovevano sulla pista a più di 150 chilometri all’ora. Negli Stati Uniti, At&t e Verizon stanno facendo dei test prima di cominciare a costruire reti più ampie dal 2019. Anche gli operatori cinesi investono miliardi di euro nelle infrastrutture, spesso con il sostegno di politici che le considerano una questione d’orgoglio nazionale. L’Europa ha fatto alcuni tentativi, in particolare con la Telia, l’operatore dei paesi nordici, che dovrebbe costruire reti 5G in alcune zone di Stoccolma, in Svezia, e a Tallin, in Estonia, alla fine del 2018. Ma secondo gli esperti l’Europa rimane molto indietro rispetto ai concorrenti internazionali.

La Commissione europea ha stanziato 700 milioni di euro per la ricerca sul 5G a partire dal 2014. Gli enti pubblici nazionali cercano, senza successo, di coordinare le aste per la banda radio dei vari paesi, necessaria per far funzionare queste reti ad alta velocità. Finora, tuttavia, l’Europa non è riuscita a mettere in atto le sue buone intenzioni. Anche se alcuni operatori, come Deutsche Telekom o Orange, gestiscono reti di scala europea, le leggi europee sulla concorrenza fanno sì che, rispetto a Cina, Corea del Sud e Stati Uniti, i paesi europei siano indietro nello sviluppo della tecnologia 5G. Ma grazie a questo ritardo potrebbero imparare dagli errori degli altri operatori che si sono espansi in altri paesi. Eppure questa lentezza alla fine potrebbe rivelarsi un vantaggio. Finora pochi operatori internazionali e aziende tecnologiche sono riuscite a giustificare gli investimenti da decine di miliardi di euro necessari per le reti di prossima generazione. Molti consumatori si rifiutano di pagare di più e poche aziende sono pronte per trarre beneficio dalla nuova tecnologia. Inoltre le auto senza conducente, che si affideranno alle reti 5G per effettuare correzioni di percorso quasi istantanee, non saranno di uso comune prima della metà del prossimo decennio.