Windows Phone 8, come è corto il supporto

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Windows Phone 8

Gli smartphone hanno un ciclo di vita molto più breve dei pc e il supporto a Windows Phone 8 è la logica conseguenza. E’ funzionale al business in mobilità? Una riflessione sull’impatto nel lavoro di tutti i giorni

La notizia di questi giorni circa la durata, breve, del supporto per Windows Phone 8 e Windows Phone 7.8 porta a qualche riflessione.
I fatti: il supporto principale per Windows Phone 8 cessa l’8 luglio del 2014; poco dopo cessa quello di Windows Phone 7.8 ed esattamente il 9 di settembre. Le date di fine supporto sono date scandite dall’entrata in circolo dei due OS; per questo Windows Phone 7.8, che è arrivato dopo, cesserà di avere il supporto principale dopo. Il rilascio degli aggiornamenti da una versione di Windows Phone alla successiva è di circa 18 mesi. Oltre le date indicate (8 luglio e 9 settembre 2014) inizia il supporto esteso, che al momento non si sa quanto potrà durare. Infine, è atteso un importante aggiornamento Windows Phone per ‘holiday season’ che coincide in pratica con il nostro periodo natalizio. Si potrebbe anche parlare di Windows Phone Blue con aggiornamenti di kernel e grafica. Vedremo. Ricordiamo intanto che il supporto principale di un Os Microsoft generalmente contempla aggiornamenti che integrano, migliorano, ottimizzano funzionalità del sistema, mentre il supporto esteso è funzionale alla soluzione di problemi di sicurezza e vulnerabilità.

Le considerazioni. La prima è molto semplice: “Come è corta la vita di uno smartphone!”.
I sistemi operativi dei computer vivono anni (almeno quattro+quattro ancora, come gli affitti…). I computer entrano nelle aziende, vengono inseriti in fase diverse nel mainstream della dotazione aziendale e, generalmente, mentre l’AD ha già la versione successiva, qualche addetto alle spedizioni sta finendo di sfruttare i pc di due generazioni prima. Per gli Os vengono sviluppate applicazioni ad hoc e la forza lavoro perderebbe, e tanto in produttività, con un ricambio di sistema operativo che fosse troppo frequente e anche se si predica da tempo l’abbandono di applicazioni legacy, ne è pieno ancora l’universo della realtà italiana. Per questo ci sono aziende, anche molto blasonate, persino nel comparto IT, che ancora fanno le presentazioni in pubblico con Windows Xp a 32 bit (beato chi non ha file di svariati Gigabyte da gestire – Win Xp non sarebbe nemmeno in grado di farlo).

Windows Phone 8 supporto
Windows Phone 8 supporto 

Ma la domanda è: non dovrebbe essere un poco più esteso anche il supporto per quei device che sembra vogliano scalzare il computer? Il supporto ‘breve’, che di per sé può essere logico, come si concilia con lo sviluppo di apps per il business, cui sembra puntino tutti i principali sistemi operativi mobile? Microsoft non rifarà certo l’errore di abbandonare per strada, come ha già fatto, i clienti della prima ora cui ha concesso l’aggiornamento di Windows Phone solo fino alla versione 7.8. Ed è anche vero che non è che ogni volta che si aggiorna un sistema operativo debbano essere riscritte le applicazioni. Certo però un supporto breve, l’aggiornamento in vista del kernel di Windows Phone e, forse, i passi in avanti di Blue, potrebbero portare a una certa prudenza, o a preferire piattaforme che dalla generazione 2 alla generazione 5 in pratica supportano ancora le stesse identiche applicazioni.

Le cose vanno così, e non è questa una critica a Microsoft, anzi. Siamo stati abituati in questi anni, da Android, a comprare uno smartphone con un sistema operativo che si aggiornava anche ogni 3 mesi, senza sapere se per il nostro smartphone il vendor avrebbe supportato gli aggiornamenti futuri e quali.

Non ci risulta altresì che, in questo succedersi rutilante di versioni, qualcuno in casa Android si sia mai preoccupato di garantire qualcosa: né l’ha fatto Google, né l’hanno fatto i vendor di smartphone, né l’hanno fatto gli operatori sugli smartphone in bundle proposti da loro. Per questo la chiarezza di Microsoft qualcosa di buono porta di sicuro, nel confronto.
Con Apple invece abbiamo imparato che a ogni rilascio di una nuova versione di iOs chi scrive applicazioni e vuole stare a testa alta in App Store fa seguire in coda una scia di aggiornamenti delle proprie app; anche in questo caso sono rari i casi in cui si sa con precisione dove finisca il dovuto, e dove cominci la buona volontà di chi tiene il passo per sfruttare ogni caratteristica del nuovo rilascio del sistema operativo. Allora la domanda di fondo emerge prepotente: il business di casa Italia riesce a tenere il passo di quanto di innovativo vediamo che viene proposto? La riposta ci sembra che sia un no chiaro. Ci sembra che la velocità sia in questo momento eccessiva per la capacità di reazione delle nostre aziende.

Servizi cloud, device intelligenti e app sono volani per il business. “Siamo” in un divenire davvero vorticoso; è certo però che un investimento da parte di una corporate per acquistare smartphone fatto oggi sarà vecchiotto a fine dell’anno prossimo. Anche per questo assistiamo al fenomeno del Byod: sarà la corporate a doversi adeguare ai device che entreranno in azienda portati dagli utenti come novità, ogni paio di anni, questo suggerisce la vicenda del supporto WinPhone Microsoft. L’azienda avrà risparmiato una commessa di smartphone per il cui Os il supporto principale è già finito e dovrà, lasciatecelo proprio dire, ‘gestirsi’ – ma ci piacerebbe usare un’espressione un po’ più forte –  una vera babele di smartphone, e non tutti recenti. Eppure sembra una strada da cui è impossibile tornare indietro. Ci sono voci fuori dal coro, ma al momento sono inascoltate.

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