Un nuovo standard per migliorare la voce in Wi-Fi

Mobility

Ratificato in luglio dall’Ieee, l’802.11r punta a ridurre i ritardi di connessione quando si passa da un access point all’altro

Ormai, il Wi-Fi è una tecnologia conosciuta e apprezzata in ambito professionale, ma ancora poco utilizzata per farvi transitare la voce, a causa dei limiti tecnici legati alla qualità dei servizi specifici.

Un nuovo protocollo, appena validato dall’Ieee come 802.11r, vuole ora rispondere parzialmente a questi limiti, consentendo di ridurre i ritardi di connessione nel passaggio da un access point all’altro (roaming delay). Lo standard, sul quale Ieee lavora da quattro anni, è uno strato compatibile con tutti i tipi di reti Wi-Fi, ovvero a, b, g o pre-n. Il suo obiettivo è di accorciare i ritardi di roaming nell’ordine dei 100 millisecondi, fino a 50 ms al massimo, soglia di percezione dell’orecchio umano. In pratica, spiegano all’Ieee, senza l’802.11r, nel passaggio da un access point all’altro, occorre scannerizzare l’ambiente e identificare i vari punti d’accesso, poi autenticare gli utenti e infine selezionare il canale di emissione adeguato. Con il nuovo protocollo, invece, i client si possono autenticare su tutti i punti d’accesso disponibili e riservare la banda necessaria alla qualità del servizio. Quindi, per passare da un access point all’altro, occorre solo che cliente identifichi automaticamente il miglior canale di emissione.

Per ovviare al problema del roaming, esistono già oggi soluzioni proprietarie, che, come nel caso di Cisco o Polycom, possono fare anche meglio dei 50 ms garantiti da 802.11r. Questa, tuttavia, è la prima proposta standard e questo dovrebbe garantirne l’adozione da parte dei costruttori, in attesa di possibili future migliorie tecniche, che risolvano anche i problemi di densità, in presenza di un ampio numero di utenti.

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Autore: Silicon
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