Tristan Nitot (Mozilla), come cambia il browsing. Dal Web RTC a DoNot track

Mobility
Tristan Nitot

Nella mission di Mozilla, il browser dovrebbe diventare la base aperta e standard per fruire di tutti i servizi anche in mobilità e tutte le applicazioni dovrebbero essere scritte in Html 5. Ne parliamo con Tristan Nitot, Principal Mozilla Evangelist

Il browser, in ogni sua declinazione, sta assumendo un’importanza sempre più rilevante. E’ lo strumento che consente non solo di navigare in Internet, ma a tutti gli effetti di sfruttare la maggior parte dei servizi cloud, gestire l’hardware da remoto, sfruttare le dashboard di business application che sfruttano i linguaggi più avanzati come Html 5 anche, e soprattutto, in mobilità. Abbiamo avuto occasione di intervistare Tristan Nitot, Principal Mozilla Evangelist, vero e proprio guru in questo ambito per la sua esperienza ultra decennale in Mozilla. Nitot è stato tra i fondatori di Mozilla Europe, nel 2003, poco dopo la creazione di Mozilla Foundation. I temi più attuali e di maggior interese sono quelli legati alle Social API , ai progressi in ambito WebRTC , ai nuovi strumenti per il gaming, di primario interesse le nuove modalità perla tutela della privacy online (tra cui Do Not Track), e alcuni di questi sono proprio stati l’oggetto della nostra conversazione.

Mozilla e il Web RTC

E partiamo proprio da Web RTC. Nitot ci spiega: “Web RTC (Web Real Time Communication) è una tecnologia Web gratuita e open che permette alle applicazioni web di integrare servizi voce in real time peer-to-peer, semplicemente sfruttando il set di tag Html 5 e le Api di Javascript è quindi una tecnologia abilitante per quanto riguarda la videoconferenza e il Voip”. Il vantaggio è che non è necessario installare alcun plugin e scaricare nulla per apprezzarne i benefici, è compatibile con tutti i browser e su tutti i device.

Nitot si immagina il seguente scenario: “Provate a pensare ai vantaggi di effettuare un acquisto online e cliccando su un prodotto di avere immediato accesso a una sessione di video chat con il customer service che può mostrarvi i pregi del gadget che state acquistando, ma anche all’idea di condividere non solo le foto e i video con gli amici, o un file, con la possibilità – quando fanno clic – di spiegare e raccontare il contenuto che state mostrando, oppure di essere in chat con loro e condividere dal browser con essi altri contenuti che potrebbero interessare loro”.

Alcuni esempi di Web RTC in ambito business sono:

  • Tramite l’integrazione lato server di questa tecnologia da parte di un’operatore telefonico con la propria rete,  gli utenti potrebbero cliccare su un link web per inviare immediatamente un messaggio a qualcuno via SMS.
  • Gli utenti potrebbero inviare e salvare foto e file direttamente dal browser ad altre risorse senza l’utilizzo di plugin, oppure aprire una sessione di chat video direttamente nel browser.

Web RTC al momento è ancora in beta, per saperne di più basta indirizzarsi sulle pagine della foundation

Tristan Nitot
Tristan Nitot, Principal Mozilla Evangelist

Do Not Track nell’era dei Big Data, un problema di privacy

Nell’era dei BigData e del cyber spionaggio sembra quasi anacronistico porsi il problema del tracking. E’ dato come dominio di fatto che quando un servizio è gratuito la vera merce sul web sono gli utenti stessi, proprio per questo è sempre più sentito come basilare la possibilità di avere ambiti di privacy anche quando si è online. Nitot spiega: “Mozilla è stata pioniere riguardo Do Not Track, anni e anni fa. Ora è considerata una caratteristica di base sulla maggior parte dei browser, e il prossimo step riguarda la standardizzazione di Do Not Track nell’ambito del W3C”. La posizione di Mozilla è chiara, “non c’è vera privacy senza uno standard sempre valido in grado di preservare le preferenze di tracking degli utenti nello stesso modo, indipendentemente dal browser e dal device utilizzato, quando essi lo richiedano”.

Nitot giustifica solo in parte le riserve delle industries riguardo questa possibiltà, e comprende come Do Not Track vada contro le leggi del profitto pubblicitarie, su cui si basano tanti servizi. Tuttavia vale anche la regola per cui ci possono essere ambiti privati nella navigazione per i quali si è disposti a rinunciare a dei servizi per mantenere la propria privacy. Probabilmente è proprio questo il punto di equilibrio. I navigatori devono acquisire consapevolezza che quando fruiscono dei servizi ‘tracciati’ questi servizi riescono a sopravvivere anche grazie alla disponibilità di cedere i propri dati di tracking, ma devono anche poter rinunciare – quando lo desiderano – a qualcosa di più in cambio del rispetto pieno della privacy.

Mozilla consente di aprire una sessione di navigazione Do Not Track senza chiudere e riaprire il browser, così si può comprare un regalo di compleanno in una pagina riservata, oppure aprire una finestra dedicata al controllo di tutti i propri account di posta in Do Not Track. Firefox per Android consente il private browsing basato su tab, in modo da avere in un’unica finestra sia sessioni di tracking private che pubbliche.

 

Google Chrome vs. Mozilla Firefox, il browser come piattaforma di servizi per il mobile computing in cloud

Provochiamo Nitot al confronto tra Chrome e Firefox e subito arriviamo alla principale delle differenze. Nitot spiega: “Mozilla non è nato per generare revenue, ma per offrire strumenti per fruire del Web nel migliore dei modi. Mozilla è un’organizzazione non-profit, che ha nel DNA il rispetto degli standard Web. Siamo pienamente coscienti che il browser, anche il nostro, sia la piattaforma d’eccellenza per fruire dei servizi web e per questo lavoriamo affinché anche in ambito mobile non ci siano vantaggi strategici per chi possiede le piattaforme dei sistemi operativi, e affinché gli sviluppatori possano avere la certezza che i propri servizi siano perfettamente fruibili su tutti i device via browser nel medesimo modo. Mozilla lavora affinché la propria proposta consenta, su qualsiasi device, di fruire di applicazioni per fare qualsiasi cosa, su qualsiasi device, in modo che il Web stesso sia la piattaforma mobile per eccellenza, con tutte le applicazioni scritte in Html 5, l’unico linguaggio al momento del tutto universale che lascia pieno controllo agli sviluppatori”.

Nell’idea del Web come miglior piattaforma per fruire di servizi in mobilità rientra anche il lavoro intorno a Firefox OS, da leggersi nella prospettiva di fortificare e solidificare gli standard aperti anche in ambito mobile, per una miglior integrazione delle piattaforme e per garantire l’interoperabilità, è da vedere solo in quest’ottica la partnership con Foxconn.

Mozilla rimarra sempre e solo una software ‘company’?

Nitot: “Crediamo che il Web sia “la piattaforma” e promuoviamo in ogni forma la possibilità che lo sia sempre di più. Il nostro lavoro negli anni ci ha avvicinato sempre di più a questo ideale su cui lavoriamo ancora oggi. Il primo obiettivo oggi è quello di mettere limiti alla frammentazione, che danneggia chi sviluppa come chi utilizza le applicazioni”. Firefox OS marca un punto di partenza più che un punto di arrivo e lo marca esclusivamente con standard aperti. Per ora, già questo è un progetto molto ambizioso.

 

 

 

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