Telelavoro, bello e impossibile

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Secondo una ricerca Avaya il 91% dei dipendenti italiani lavorerebbe in mobilità. Il 38% si dice pronto a licenziarsi in cambio di un telelavoro

In Italia meno di un’azienda su cinque (17%) offre opzioni di lavoro flessibile ai propri dipendenti, mentre la percentuale dei lavoratori italiani che si dice pronto a licenziarsi in cambio di un telelavoro, a parità delle altre condizioni contrattuali, è la più alta in Europa (38%). Per contrasto il 30% dei senior manager europei ritiene che le tecnologie e le policy per il telelavoro permetterebbero alle aziende di essere molto più competitive sullo scenario mondiale, mentre quasi la metà dei dipendenti europei (44%) ritiene che il non poter lavorare da casa sia indicativo di un’azienda dalle procedure lavorative obsolete. Inoltre un terzo (35%) di coloro che lavorano presso organizzazioni senza flessibilità è convinto che l’azienda possieda in realtà le tecnologie adatte ma abbia scelto di non utilizzarle In Europa le PMI sono molto meno inclini (57%) a garantire condizioni di telelavoro rispetto a realtà di maggiori dimensioni.

Questo è lo scenario che emerge da uno studio indipendente commissionato da Avaya, che copre a oltre 3.000 lavoratori di Francia, Germania, Italia, Russia, Spagna e Regno Unito. Secondo la ricerca , in media solo il 17% delle imprese in Europa garantiscono a tutti i propri dipendenti la possibilità di un telelavoro, mentre più dei tre quarti della forza lavoro europea (78%) prenderebbero in seria considerazione l’ipotesi di cambiare posto di lavoro a fronte della garanzia di tecnologie e modelli di lavoro flessibili.

Ai fini del presente sondaggio, per lavoro flessibile si è considerata la condizione in cui i dipendenti non sono tenuti a svolgere le loro attività durante un orario di lavoro fisso o necessariamente presso gli uffici aziendali, bensì in base a una programmazione oraria e in un luogo scelti a loro discrezione. Secondo Avaya, “le soluzioni di Unified Communications possono concretamente aiutare le società a rispondere alle aspettative dei propri dipendenti, aumentando al tempo stesso la loro produttività”.

Secondo un’altra ricerca condotta da Avaya nell’aprile 2008, più della maggioranza delle piccole e medie aziende italiane intervistate (circa il 56%) riconosce che è lo stress a recare il maggior danno alla produttività del dipendente, anche più dei giorni di malattia (24%). In termini economici, inoltre il risparmio ottenibile da parte del telelavoratore (in trasporti, pasti, ecc) può arrivare a circa 7mila euro l’anno.

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Autore: Silicon
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