Toshiba: nuove proposte per lo storage, anche wireless

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All’IFA di Berlino Toshiba presenta nuove unità SSD e una tecnologia ad hoc per il trasferimento senza fili dei contenuti tra smartphone, tablet e computer

Toshiba la chiama “lifenology”: è la tecnologia che riesce a semplificarci la vita e che, per questo, parte dai problemi piccoli e grandi che gli utenti vedrebbero volentieri risolti. In campo storage questo ha recentemente portato a due evoluzioni: per il mondo dei dispositivi davvero mobili – smartphone e tablet – lo sviluppo dei prodotti TransferJet, per quello dei notebook la presentazione di unità SSD di nuova generazione con prestazioni elevate. Entrambe sono state presentate all’IFA 2015 in corso a Berlino.

TransferJet è un sistema di trasferimento dati wireless in peer-to-peer nato dalla constatazione che oggi condividere velocemente i contenuti è importante quasi quanto crearli. Lo è nelle applicazioni semplici, come la condivisione sui social network di una fotografia appena scattata, ma anche in quelle di taglio più professionale come il trasferimento da una videocamera a un computer di un filmato ad alta risoluzione. In alcuni casi però questa condivisione si fa impossibile – ad esempio non si può condividere un’immagine se non c’è una connessione a Internet – o i mezzi a disposizione sono troppo lenti.

Un iPad e uno smartphone Android con adattatori TransferJet
Un iPad e uno smartphone Android con adattatori TransferJet

TransferJet serve proprio a questo: è una tecnologia di comunicazione senza fili che offre una banda massima di 560 Mbps tra due dispositivi in prossimità. Dal punto di vista dell’utente il funzionamento è simile al NFC: si avvicinano fra loro i due dispositivi che devono comunicare, questi si riconoscono e avviano il trasferimento dei dati (ci deve essere a bordo un’app ad hoc che lo controlla). E’ necessario che i due dispositivi restino a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altro, il che secondo Toshiba è una misura in più per la sicurezza delle condivisioni. TransferJet non è uno standard ufficiale ma nemmeno una soluzione proprietaria Toshiba: è gestito da un consorzio di aziende che al momento punta a favorirne la diffusione nel mondo mobile (cellulari, tablet) e della fotografia, perché l’utilizzo più immediato della tecnologia è nel trasferimento di fotografie e video. Di per sé però TransferJet è agnostico rispetto a cosa deve trasferire, in futuro dipenderà dalle funzioni inserite nelle app che lo gestiscono aprirsi o meno ad altri tipi di contenuti.

Dato che oggi nessun device offre nativamente TransferJet (anche se Qualcomm ha inserito la tecnologia nei chipset di alcuni smartphone) Toshiba offre piccoli adattatori con connettori USB, MicroUSB e Lightning studiati per collegarsi, rispettivamente, a computer, smartphone o tablet Android e iPhone o iPad. Questo permette tra l’altro di eseguire facilmente trasferimenti di file anche tra sistemi che di norma non si scambiano direttamente documenti come Android e iOS. C’è anche una SD Card con la circuiteria TransferJet integrata, per trasferire direttamente le fotografie da una fotocamera a un altro dispositivo dotato di adattatore.

Larry Martinez-Palomo, Head of Marketing per la Storage Peripheral Division di Toshiba e le nuove unità SSD
Larry Martinez-Palomo, Head of Marketing per la Storage Peripheral Division di Toshiba, e le nuove unità SSD

In campo SSD le novità riguardano la presentazione di due nuove unità da 2,5 pollici della linea Q300 basate, sottolinea Toshiba, del tutto su tecnologie sviluppate internamente: dalla memoria flash NAND ai controller e anche – elemento sempre più importante per migliorare le prestazioni dello storage flash – agli algoritmi che gestiscono l’accesso ai dati memorizzati. Il modello Q300 Pro è quello di punta ed è basato su memoria a 2 bit per cella che garantisce secondo Toshiba un elevato livello di affidabilità nella memorizzazione lungo il ciclo di vita dell’unità. E’ in tagli da 128, 256 e 512 GB. Il modello Q300 ha un costo più basso, è proposto come sostituto dell’hard disk convenzionale per qualsiasi tipo di utente e adotta una tecnologia a 3 bit per cella. I tagli previsti sono da 120, 240, 480 e 960 GB.

Accanto alle unità SSD sono state rinnovate anche quelle a piatti rotanti. In particolare si segnala il modello da 2,5 pollici H200: è un disco ibrido che combina un hard disk convenzionale da 1 TB o 500 GB con 8 GB di memoria flash in cui gli algoritmi del controller mantengono i dati a cui si accede più spesso. In questo modo le prestazioni sono superiori a quelle di un hard disk normale.

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