Smartworking e sicurezza, un connubio difficile

MobilitySecurity managementSicurezzaWorkspace

Securbee indaga il tema dello smartworking dal punto di vista della cybersecurity e propone un approccio alle aziende, a partire dalla formazione, per garantire lavoro agile in sicurezza

Tutti i trend e le ricerche concordano, lo smartworking fa bene alle aziende e fa bene ai dipendenti, ed è oggi facilmente gestibile grazie alla diffusione delle tecnologie anche a basso costo.

Tuttavia troppo spesso non si pensa affatto a come proteggere i dati e il patrimonio aziendale proprio quando il lavoro agile diventa un’abitudine.
Si tratta infatti di pensare a una corretta progettazione dei sistemi e degli strumenti di lavoro che richiede di coinvolgere e responsabilizzare anchei dipendenti.

Securbee lavora proprio in questo ambito e su questi aspetti. Si occupa di servizi di sicurezza informatica soprattutto per tutelare beni e informazioni che escono dal perimetro fisico dell’azienda.

Come approcciare il problema

Il referente aziendale per l’IT deve identificare per prima cosa quali mansioni hanno bisogno di lavorare in mobilità, con quali strumenti e che tipo di dinamiche affrontano, e di conseguenza adattare ed eventualmente adeguare l’infrastruttura.

Diverso è infatto il caso dei dipendenti che si muovono sul territorio come commerciali o addetti ai cantieri, rispetto a quello dei dipendenti che fruiscono dello smartworking che pur dovranno potersi connettere da qualunque luogo.

Perciò accessibilità e sicurezza delle reti sono il punto centrale. Securebee sottolinea quindi come lo stesso cloud che ha rivoluzionato la gestione dei datipotrebbe rappresentare una soluzione più sicura rispetto ai data center locali.

Come si gestisce l’utilizzo di device personali

Securebbe considera poi lo specifico utilizzo dei dispositivi mobile. Anche in questo caso possono esserci situazioni molto diverse.

Il dipendente può ricevere device aziendali già predisposti e configurati, ma è oramai più che consolidata l’abitudine a lasciare utilizzare all’utente il dispositivo che preferisce a scopi lavorativi: le aziende risparmiano e il dipendente diventa più produttivo e lavora con gli strumenti per lui più adatti, ma serve allora unaccordo esplicito sottoscritto tra dipendente e azienda che preveda alcuni interventi, come l’uso di password e codici di accesso, l’installazione di applicativi aziendali in ambienti separati da quelli per uso personale, e la possibilità di blocco o reset del dispositivo in caso di furto o smarrimento.

L’importanza della formazione

Serve ovviamente la collaborazione dei dipendenti e questo è il primo punto e forse il più delicato. La maggior parte degli attacchi informatici nelle aziende è causata da errori o impreparazione dei dipendenti. Securbee opera sulla parte IT accompagna l’esperienza delle aziende con momenti incentrati sulla security awareness dedicati al personale aziendale.

Nicola Bosello, presidente di Securbee
Nicola Bosello, presidente di Securbee

Si tratta di percorsi formativi, monitorabili, che prevedono la messa a punto di policy aziendali condivise, informano i dipendenti sui rischi connessi all’uso dei device e sulle relative sanzioni, e insegnano a usare correttamente gli strumenti.

Sulla base di questi pilastri – corretta progettazione e cultura della sicurezza in azienda – le imprese possono così cogliere davvero tutte le opportunità del lavoro agile ma sempre con la consapevolezza che una soluzione preconfezionata però non esiste.

Securbee rileva come negli ultimi anni le aziende si stiano rendendo conto che la propria architettura IT sia da riprogettare e riqualificare nell’ottica di spostare sempre più funzioni e servizi online, per essere fruiti anche da remoto. Securbee con Eurosystem offre in questo senso un approccio integrato e personalizzato che permette alle imprese di cogliere, in sicurezza, tutte le opportunità dello smartworking.