Samsung Galaxy Note 9, il miglior smartphone per il business

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Galaxy Note 9 di Samsung senza stravolgere un paradigma consolidato è lo smartphone Android migliore per chi lavora. Pregi e difetti nella nostra recensione

La presentazione durante il caldo d’agosto, con un pubblico un po’ meno attento del solito, quando lo smartphone che si presenta è un Galaxy Note non è un grande problema. Per Samsung i Note rappresentano il fiore all’occhiello del catalogo, anche per questo il disastro Galay Note 7 aveva lasciato il segno, poi il recupero con Galaxy Note 8 che a tutti gli effetti ha segnato un cambio di passo e ora…

…Ora siamo arrivati a Galaxy Note 9 che già a prima vista ha il grande pregio di non deludere le aspettative legate al nome e alle potenzialità date dal ‘pennino’ che l’hanno fatto piacere al pubblico, e moltissimo al pubblico business, ma allo stesso tempo ha anche il pregio di offrire qualcosa in più proprio dove serve. E allora entriamo nei dettagli della prova.

Galaxy Note 9, un display quasi infinito

Quasi completamente rivestito di vetro Galaxy Note 9 è disponibile in Italia in tre varianti di colore, Ocean Blue, Midnight Black e Lavender Purple. Noi proviamo la versione Blue con S-Pen giallo e blu.

Appena preso in mano il device si sentono subito i 200 grammi di peso (16,2×7,65×0,88cm le dimensioni), ma anche considerata la diagonale da 6,4 pollici del display non sembrano nemmeno tanti e si pensa giustamente subito a una batteria importante (da 4000 mAh quella in dotazione) che conforta anche per la ricarica possibile senza fili.

Galaxy Note 9 Infinity Display

Pochi i cambiamenti nel complesso rispetto alla versione precedente, nel design, con la nota anche sullo spessore non da record, che permette però di non comprimere eccessivamente la batteria. Modello che vince, non cambia. E la regola vale sempre.

Così del Note 9 si apprezzano le sottili cornici laterali in alluminio, i profili nemmeno troppo arrotondati ma smussati, la distribuzione nella parte superiore dello chassis dei tasti, che sono dove è comodo stiano. A destra c’è solo il tasto di accensione, a sinistra il controllo volume e appena sotto il tasto per attivare Bixby, che con le app gratuite disponibili può anche in questo caso essere riprogrammato.

Samsung Galaxy Note 9 – Il design conferma l’eleganza della generazione precedente

Galaxy Note 9 preserva la possibilità di utilizzo delle cuffie con il mini-jack, ovviamente si presenta con USB 31. Type-C e posiziona lo slot per le Sim (supportato l’utilizzo con doppia nanoSIM) e la memoria microSD di espansione nel profilo superiore. Non è però possibile utilizzare sia la doppia Sim, sia la scheda microSD. Un vero peccato, anche in questo caso, come praticamente nella maggior parte degli smartphone dual Sim disponibili.

Il comparto che ospita S-Pen è posizionato sul profilo inferiore a destra. Note 9 vi segnala se lo smartphone si allontana ‘troppo’ da S-Pen in modo da impedire di perderlo.

Spiccano invece altri dettagli. Sul dorso il sensore per le impronte digitali è posizionato appena sotto la fotocamera (doppia quella posteriore e con la possibilità di utilizzo di un doppio diaframma), l’illuminatore a led e il lettore a infrarossi, utilizzabile anche per misurare la pressione sanguigna con My BP Lab.

Galaxy Note 9 – Comparto fotografico e riconoscimento impronte digitale.

Il sensore, di forma rettangolare (forse fin troppo piccolo), un poco stupisce, proprio per essere posizionato praticamente a filo con lo chassis; non sempre è immediata la sensazione di averlo utilizzato correttamente anche per la prossimità con il bordo più marcato del comparto fotocamera. E’ solo un piccolo neo. Lo smartphone ‘gigante’ di Samsung senza problemi rinuncia al notch, in fondo il display è già grande abbastanza.

Ed è il primo vero punto di forza della proposta. Si tratta di un pannello Super Amoled con risoluzione Quad HD+ (2960×1440) da 6,3 pollici (560 dpi/519 ppi) se non si vogliono considerare le possibilità di utilizzo offerte dai bordi curvi che abilitano l’accesso per scorciatoia alle app, ai contatti e ai widget preferiti. Il display non teme nessuna prova, sia per la luminosità (vicina ai 900 nits e con profondità colore 16M), sia per la reattività ai cambiamenti di illuminazione.
Due note: il dorso posteriore trattiene le impronte e non è una nota di merito e si può notare un po’ di surriscaldamento in un utilizzo intensivo o durante la ricarica. Sarebbe interessante verificare se questo secondo dato si registra equivalente anche con le versioni Snapdragon non disponibili in Italia.

Galaxy Note 9, le specifiche che contano

Galaxy Note 9 nella versione venduta in Italia monta una Cpu Samsung Exynos 9810, 8 Core con il renderer Mali-G72. Lo proviamo con 8 Gbyte di Ram a disposizione e ben 512 Gbyte di memoria disponibile. Questo phablet porta in dote una doppia fotocamera posteriore, ognuna con sensore da 12 MP, l’apertura focale doppia cui abbiamo accennato è f1.5 e f2.4. E’ prevista la stabilizzazione ottica dell’immagine, e le fotocamere lavorano con zoom ottico 2X e digitale 10X.

Samsung Galaxy Note 9

La fotocamera frontale invece sfrutta un sensore da 8 MP e ha apertura focale f1.7. E’ possibile riprendere video anche in risoluzione 4K a 60fps.
Allineati ai dati di targa di Galaxy S9 sono quelli del comparto radio, ineccepibili per tipologie di banda supportate. Note 9 supporta inoltre WiFi ac (2,4 e 5 GHz) con tecnologia VHT80 MU-Mimo e Bluetooth nella versione 5.0. Non è disponibile la radio FM, sono supportate le connessioni NFC e il segnale di localizzazione è ricevuto con le tecnologie Gps, Glonass, Beidou e Galileo. Galaxy Note 9 non arriva con il sistema operativo Android 9 Pie, ma con Android 8.1.

E’ questo in alcuni casi un limite della proposta Samsung, cioè di non poter beneficiare tempestivamente delle ultime versioni Android disponibili, anche per le importanti customizzazioni del vendor, alcune tra l’altro molto benefiche, come per esempio quelle che riguardano tutto il comparto della sicurezza con la piattaforma Knox e Samsung Pay. Non nominiamo nemmeno tutti i sensori disponibili standard, ma segnaliamo però quelli che discostano la proposta: quindi il sensore di pressione e quello per la scansione dell’iride in fase di autenticazione.

Un capitolo a parte va riservato a due tecnologie. La prima riguarda S-Pen, la seconda la possibilità di utilizzare Galaxy Note 9 con il pc.

Samsung S-Pen

S-Pen come declinata su Galaxy Note 9  arriva alla quarta generazione, ora lo stilo dialoga sfruttando Blueetooth a basso consumo (BLE) con il dispositivo e quindi può essere utilizzata anche come una sorta di radiocomando, per esempio quando si effettuano presentazioni multimediali, ma anche per scattare una foto. La caratteristica innovativa, e specifica di questa proposta, non può rappresentare da sola a nostro avviso motivo di upgrade da Note 8. Piuttosto pensiamo che una S-Pen a sezione circolare e non rettangolare risulterebbe comunque più ergonomica.

L’altra novità, decisamente più importante, è invece la possibilità di collegare con un semplice cavo DeX (USB Type C/Hdmi) lo smartphone al PC, senza bisogno di docking di sorta. Non solo, Note può essere utilizzato in questa modalità come uno smartphone, ma intanto potete avviare nuove app e l’emulatore di tastiera con il trackpad.

Galaxy Note 9, l’esperienza sul campo

Galaxy Note 9 è un concentrato di qualità positive. E il pennino anche questa volta è un plus che conquista anche i più diffidenti. Noi rimaniamo convinti che sia lo smartphone Samsung migliore tuttavia, anche senza di esso.

Il primo contatto, positivo, ci porta comunque a rilevare come il riconoscimento del volto con il riconoscimento dell’iride per chi porta lenti a contatto e occhiali non è, anche questa volta, il sistema di autenticazione da preferire, mentre il riconoscimento delle impronte digitali sarà sempre perfetto.

Il menu appena estratto S-Pen

Bene l’audio, convincente, anche nei bassi, una bella esperienza, in cuffia quasi perfetto, e soprattutto parliamo di un audio stereo, che sfrutta un altoparlante sul bordo inferiore e lo stesso altoparlante utilizzato quando si riceve una telefonata.
Sì, anche in questo comparto si può fare ancora di più che sarebbe offrire altoparlanti opposti su bordo superiore e inferiore: dettagli.

L’interfaccia di Samsung, nel complesso, ancora oggi invece non ci convince del tutto. In primis, pensiamo che parte del consumo importante della batteria sia attribuibile a una serie di processi attivi, e poi auspichiamo una semplificazione complessiva che pensiamo potrebbe solo agevolare la raccolta di consenso di nuovi utenti.

Uno scotto che però siamo disposti a pagare soprattutto in ambito business, perché a Galaxy Note 9 davvero non manca nulla e chi crede nell’utilizzo con DeX troverà solo conferme e passi in avanti.

I miglioramenti di S-Pen sono poi tra le portate vincenti del menu Galaxy Note9, impressiona anche come la granularità delle personalizzazioni a volte incida sulla piena padronanza del device che permette davvero una pletora di opzioni importanti.

Con S-Pen le note che si lasciano sui file Office e PDF dallo smartphone restano anche sui file originali in modo da consentire un effettivo utilizzo anche in mobilità e un valido strumento di collaborazione. Resta solo il limite di un display che per quanto ampio, ovviamente non è assimilabile nemmeno all’ergonomia di quello di un tablet.

Passiamo al comparto fotografico. Il software in dotazione è ovviamente del tutto assimilabile a quello disponibile su Galaxy S9, e in questo caso la differenza può effettivamente farla la possibilità di sfruttare tutte le potenzialità del doppio diaframma, gestito direttamente dalla fotocamera.

Tutte le impostazioni per S-Pen
Tutte le impostazioni per S-Pen

Notevoli anche in questo caso sono le possibilità di governare ogni parametro di ripresa, nel modo Pro, anche se purtroppo non è possibile sfruttarlo quando si utilizza la fotocamera anteriore. Contrasto e luminosità sono gestibili in manuale così come si può lasciare all’AI di Samsung il lavoro di correzione. Dove sta il guadagno effettivamente maggiore della proposta? A nostro avviso nell’apertura massima del diaframma della fotocamera posteriore f1.5. Rubare anche solo frazioni di apertura, quando le scene sono buie, nelle riprese al crepuscolo, ancora oggi può fare la differenza.

Chiudiamo con i rilievi sulle prestazioni assolute e sull’autonomia. Per questa ultima considerazione, ecco, senza dubbio Galaxy Note 9 vi permetterà di arrivare a sera ogni benedetta giornata di intenso lavoro, con un buon margine anche, e questo è l’aspetto positivo, non possiamo però non rilevare che con Snapdragon, e con un lavoro di lima importante di Samsung nella gestione di processi e interfaccia Galaxy Note 9 potrebbe stupire al punto quasi da far chiudere la doppia giornata. Forse chiediamo davvero troppo.

Per quanto riguarda infine le prestazioni ‘nette’ da benchmark, mentre con Snapdragon, Note 9 è riuscito negli Antutu Benchmark a guadagnarsi la quinta posizione dietro a OnePlus 6 e Oppo Find X, appena prima di Xiaomi Mi 8, superando Galaxy S9+. Con Exynos 9810 le prestazioni complessive decadono, e Galaxy Note 9 non tiene il passo dei migliori che abbiamo appena segnalato, per prestazioni comunque superiori, giusto per dare un termine di paragone, a quelle di Huawei P20 Pro.

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