LG G7 ThinQ, display da favola e qualche limite

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IN PROVA – Pregi e difetti di LG G7 ThinQ, lo smartphone top di gamma di LG. Display allo stato dell’arte, non costa poco, ma ora si trova con il giusto rapporto qualità/prezzo

Dal 5 giugno 2018 è disponibile in Italia lo smartphone top di gamma di LG, ovvero LG G7 ThinQ. Lo abbiamo testato tutto il tempo necessario per poter dare un giudizio obiettivo basato sull’utilizzo prolungato del device che più si è fatto attendere.

Sì perché LG ha sempre mantenuto la consuetudine di presentare il suo top di gamma a MWC, quest’anno disattesa, con la presentazione posticipata a maggio. Entriamo quindi nei dettagli della prova.

LG G7 ThinQ, elegante pratico, manca un pizzico di originalità

Il primo impatto con LG G7 ThinQ è positivo ma un poco delude. E’ positivo perché lo smartphone si presenta con un design elegante, con i bordi del display leggermente smussati, ma per fortuna non curvi (soluzione che non apprezziamo)e molto sottili ai lati, quasi inesistenti, mentre il bordo inferiore e superiore sono di circa 4 mm.

Lo smartphone, misura 15,3×7,1×0,79 cm, il display ha una diagonale da 6,1 pollici di diagonale, con un design monoblocco lo smartphone  è resistente a polvere e acqua secondo le specifiche IP 68, e vanta la certificazione Mil-STD-810G. Lo smartphone è completamente rivestito da vetro Corning Gorilla 5 fatto salvo per il profilo in lega di alluminio, nella versione che proviamo con la colorazione New Moroccan Blue esaltata sul dorso proprio dal vetro.

LG G7 ThinQ

Percorrendolo sul profilo in alto a sinistra si trova il cassettino per inserimento di nanoSim e scheda microSD.

Il cassetto ospiterebbe anche due nanoSim ma la versione a nostra disposizione (quella europea) non è dual sim.

Segue un microfono per catturare e ridurre i rumori esterni, sul profilo destro si trova esclusivamente il tasto di accensione (ottima scelta), mentre sul profilo posteriore trovano spazio l’altoparlante (non stereo), il connettore USB Type C, microfono e presa standard minijack per cuffie/microfono. Sul profilo sinistro invece ci sono in alto i tasti per il controllo del volume e subito sotto un tasto di servizio, per esempio per accedere a Google Assistant.

LG G7 ThinQ

Questo tasto può essere ‘relativamente’ personalizzato, e può quindi essere impostato anche per aprire la fotocamera, ma non è possibile impostarlo per aprire invece un’applicazione preferita.

 

Sul dorso trovano spazio il lettore di impronte digitali (dimensioni minime, ma preciso e veloce da addestrare), sensore di luminosità e illuminatore a led, oltre alla doppia fotocamera di cui parleremo in seguito. La fotocamera è quasi perfettamente allineata alla scocca, scorrendo con il dito si percepisce solo una minima differenza di spessore.

Nel complesso lo smartphone pesa 162 grammi, è del tutto utilizzabile anche con una sola mano grazie anche al suo particolare rapporto di forma 19.5:9 che a noi è risultato molto gradito e comodo. Quindi grande pragmaticità, ma forse manca un pizzico di originalità anche solo per riuscire a distinguerlo tra le infinite proposte simili.

Un’ultima osservazione, occhio a non appoggiare con il display rivolto verso il basso lo smartphone su superfici anche solo leggermente inclinate, perché la scorrevolezza del vetro da un lato offre un’esperienza touch notevole, dall’altro favorisce la scivolosità. A noi è capitato di far cadere lo smartphone un paio di volte per questo motivo, con la nota positiva però di non vedere riportati danni, nemmeno sulla scocca.

LG G7 ThinQ, display da favola, autonomia scarsa

Tra le specifiche più sorprendenti alla base di uno degli indiscussi punti di forza di LG G7 ThinQ c’è senza dubbio il display LCD. Con la risoluzione di 3120×1440 pixel, e una densità di 564 PPI, ma soprattutto grazie alla luminosità (quasi 900 nit effettivi) l’utilizzo di questo smartphone è confortevole in ogni condizione luminosa e sono offerti gli strumenti adeguati per la regolazione dei colori. La tecnologia Super Bright offre vantaggi ben percepibili anche nell’utilizzo quotidiano, si imposta manualmente ed esalta fino a circa 1100 nit la luminosità, ovviamente con i relativi consumi.

Nel complesso un display che merita la promozione anche se non sfrutta la tecnologia Oled. Riguardo le consuete note e polemiche su notch e non notch. LG G7 ThinQ si presenta con la vistosa tacca.

Onestamente non ci importa molto, a noi non dà fastidio, eventualmente si può mimetizzare e quindi renderla invisibile, curvare i bordi, e di sicuro è perfetta nel consentire la visualizzazione di tutte le notifiche. Se ne è già parlato fin troppo, e sostanzialmente non è un fattore che a nostro avviso cambia minimamente il giudizio di uno smartphone.

Per quanto riguarda il chipset, indubbiamente LG G7 ThinQ è un vero top di gamma. Si presenta con Qualcomm Snapdragon 845, quindi Gpu Adreno 630 e può quindi sfruttare un octacore a 64bit che è già ampiamente collaudato sui modelli di altri vendor per i loro top di gamma.

L’utente ha poi a disposizione 64 Gbyte di memoria interna, in parte (18 Gbyte) occupata dal sistema, mentre Android 8.0 Oreo sfrutterà i 4 Gbyte di Ram per funzionare e far girare le applicazioni. Storage e Ram non sono dati di targa particolarmente qualificanti, non bastano certo per distinguere questo top di gamma da proposte dei competitor ancora più dotate.

Arriviamo invece a quello che a nostro avviso è un effettivo limite. E cioè l’autonomia della batteria. Quella in dotazione, ovviamente non accessibile, agli ioni di litio da 3000 mAh non è sufficiente per essere sicuri di arrivare alla fine di una lunga giornata di lavoro.

Lo smartphone per fortuna si ricarica velocemente sfruttando il supporto Qualcomm Quick Charge 3.0, ma di sicuro è sempre prudente portarsi dietro caricatore o batteria supplementare nel caso pensiate di utilizzare significativamente anche localizzazione Gps che drena velocemente le risorse.

Buone le specifiche del comparto di Rete. Il supporto LTE risponde alle specifiche Cat 18, E’ previsto il supporto WiFi 802.11 ac Dual Band, Dlna, Miracast, Nfc, Bluetooth è presente nella versione 5.0, il rilevamento del segnale di posizione prevede il supporto A-Gps, Glonass e Galileo. Non abbiamo rilievi di sorta da fare per questo comparto, segnaliamo prestazioni nella media rispetto agli altri top di gamma da noi provati.

Per quanto riguarda l’audio invece, abbiamo apprezzato le prestazioni dello speaker da 1.2 Watt, e l’idea di esaltare l’amplificazione del suono (Modalità Boombox) quando si poggia il dorso su un solido.

L’effetto è notevole, differenziante, anche se la vibrazione(nel caso in cui invece si tenga lo smartphone in mano) può risultare fastidioso. Non è prevista però l’esperienza audio stereo e questo, nonostante il comparto sia ben curato, a nostro avviso resta un limite.

Il vendor sottolinea come in questo ambito di utilizzo uno speaker più potente con supporto Quad DAC, DTS X e 3D Surround possa anche fare meglio. LG G7 ThinQ mostra un’evidente capsula auricolare per l’ascolto delle chiamate, peccato non averla sfruttata per l’audio stereo.

Non ci troviamo quindi del tutto allineati, ma riconosciamo un’esperienza comunque nel complesso molto positiva, pur accettando – ma al massimo volume – qualche cenno di distorsione. Inusuale invece e gradito, su un top di gamma, la presenza della Radio FM con RDS.

Ovviamente sono operativi sullo smarpthone e ben funzionanti tutti i sensori indispensabili oggi su uno smartphone: Prossimità, Luminosità, movimento e accelerazione, giroscopio. Sono presenti inoltre bussola e barometro.

LG G7 ThinQ, l’esperienza con la fotocamera

Un ottimo comparto fotografico e la relativa buona esperienza sono tra le richieste del pubblico più importanti, insieme alla durata della batteria. Se in questo caso LG G7 ThinQ mostra dei limiti, il comparto fotografico non ci ha deluso.

E’ prevista una fotocamera principale con sensore da 16 MP, l’obiettivo principale si presenta con una lente di vetro (non policarbonato) e l’apertura del diaframma F1.6, qui è presente la stabilizzazione ottica dell’immagine, zoom digitale 8X e autofocus a rilevamento di fase con tecnologia laser, tracciamento degli oggetti.

Nove i punti di messa a fuoco. La secondaria con F1.9 vanta un’apertura ultragrandangolare a 107 gradi stessa tecnologia autofocus. La fotocamera anteriore sfrutta invece un sensore da 8 MP con apertura del diaframma dell’obiettivo F1.9.

LG ha innestato tecnologie di Intelligenza Artificiale per il riconoscimento delle scene e l’impostazione dei parametri migliori a seconda delle diverse tipologie di scatto.

Fotocamera AI – Riconoscimento Scene e relative ottimizzazioni

Nel comparto fotografico molto bene si comporta la messa a fuoco, veloce e precisa, esaltante e forse addirittura un po’ esagerato l’effetto bokeh massimo (che comunque è regolabile via software e non è frutto di una profondità di campo ottenuta con la lente che con f1.6 lo offre naturale e gradevole), l’Intelligenza Artificiale resta ancora a nostro avviso un plus non del tutto differenziante e comunque non in grado di esaltare chi ama tout court la fotografia standard, mentre torna abbastanza utile invece per situazioni critiche anomale, per esempio le notturne spinte.

Può risultare comoda, ma in pratica sortisce l’effetto di esaltare alcuni parametri di ripresa sulla scorta di modelli che possono benissimo non soddisfare. E’ possibile scegliere invece sia la risoluzione sia i formati per scatti e video in autonomia.

Soprattutto è decisamente convincente il comparto software; i controlli manuali offrono piena libertà per quanto riguarda la creatività, qualche dubbio su alcuni blocchi con scarse indicazioni di risoluzione. Per esempio alcune modalità di ripresa non consentono l’utilizzo del pinch to zoom ma non è fornita un’indicazione immediata per tornare alla modalità che invece lo permetta.

Ottime le prestazioni del grandangolare senza eccessive distorsioni. Quando la luce è scarsa le prestazioni si mantengono più che accettabili

LG G7 ThinQ, software e prestazioni. Il nostro giudizio

Equipaggiato con Android Oreo lo smartphone di LG G7 ThinQ è stato da alcuni contestato per il software non molto intuitivo.

LG G7 ThinQ

Non siamo proprio di questo parere. Non amiamo i colori pastellati di tutto il menu Impostazioni, non amiamo in modo particolare alcuna delle applicazioni proposte da LG, e ci rifugiamo subito in quelle ‘universali’ offerte da Google, tuttavia apprezziamo la disposizione per tab del menu Impostazioni per accedere in modo più veloce ai diversi comparti: Rete, Suono, Display, Generali. Invece abbiamo apprezzato le ampie possibilità lasciate all’utente per gestire suoni, colori, modalità di utilizzo.

Tra le chicche vorremmo segnalare una Floating Bar non invasiva, personalizzabile e davvero pratica. Non la usiamo mai, questa volta ci ha convinti.

Per quanto riguarda le prestazioni, ecco, non siamo di fronte certo a un campione in grado di sbaragliare qualsiasi concorrenza. Eppure i punteggi ottenuti, allineati quasi a Samsung Galaxy S9 (non alla versione Plus) e vicini a quelli di Sony Xperia XZ2, un poco ci hanno anche stupito. Singolare come si sia comunque lontani dagli score di Xiaomi Mi 8 e OnePlus 6.

LG G7 ThinQ, senza dubbio è riuscito comunque a conquistare i nostri favori proprio per la sua estrema praticità e pragmaticità. Peso, dimensioni, form factor, resistenza agli agenti atmosferici giocano tutti a suo favore e giorno dopo giorno emergono più le qualità che eventuali difetti. Peccato davvero quindi per l’autonomia non all’altezza, anche se la ricarica in un’ora e mezza ha alleviato la nostra delusione in questo ambito.

Non sarebbe lo smartphone che sceglieremmo di sicuro al prezzo iniziale di listino di 849 euro, ma online si riesce già a trovare intorno ai 500 euro, che significa un rapporto qualità prezzo a questo punto superlativo.

Nella confezione oltre al caricatore rapido per la batteria e al cavo (USB Type C 2.0), si trovano gli auricolari e la consueta spilla per l’apertura del cassettino della nanoSIM.

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