Qualcomm, le dispute con Apple e la Commissione UE fanno male ai conti

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Qualcomm ha dispute legali aperte su più fronti, con Apple e con la Commissione Europea. Ne risentono gli utili e i ricavi. La nostra analisi

Mentre Qualcomm registra utili in caduta, (il contenzioso con Apple costa una trimestrale con il 40 percento di utili in meno) , prosegue la querelle senza fine contro Cupertino, e alla lunga trama si aggiunge ora la citazione nel tribunale di Monaco, in Germania, con una richiesta di danni per l’importazione e la vendita di iPhone in quel Paese.

Da un lato Qualcomm sostiene da sempre che sono sue le invenzioni al cuore di ogni iPhone, ben oltre gli standard di mercato, e anche quest’ultima citazione non si capisce se sia più una mossa per tenere alto il prezzo dell’accordo, che una vera e propria nuova dichiarazione di guerra, cosa che non pensiamo.

Perché queste azioni, finiscono sempre con un accordo, e in un certo senso ci stupisce che non sia ancora arrivato, considerato che alla fine il conto che si paga è sostanzialmente più salato dell’accordo che si sarebbe potuto concludere. 

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Qualcomm, tra l’altro, ha battaglie aperte su più fronti e ora ha da pagare un conto salato alla Commissione Europea che ha chiesto al produttore di provvedere documentazione riguardo l’acquisizione di NXP Semiconductors, documentazione ritenuta però troppo “dispendiosa”.

Il risultato anche in questo caso è che la multa che ora dovrà pagare l’azienda di circa 580mila euro per ogni giorno di ritardo, è molto più costosa e soprattutto che la documentazione prodotta avrebbe annullato qualsiasi danno a Qualcomm riconsegnando il pallottoliere alla controparte. 

Qualcomm si è trovata dall’altra parte del banco degli imputati, querelata a sua volta anche per violazione dello Sherman Act (antitrust Usa) da alcuni partner di Apple. Il gioco non è certo al massacro per le casse di Apple, con una liquidità di 250 miliardi di dollari, e comunque potrebbe non essere un buon segnale, tanto meno in previsione dell’autunno, quando Cupertino dovrà tirare fuori i muscoli e farsi trovare al massimo della forma, per i nuovi lanci prodotti, trasversali tra dispositivi di computing e iphone.

A farsi male comunque per ora è solo Qualcomm e il risultato più immediato sono le azioni della società in discesa del 2,3 percento, stime degli analisti riviste (i risultati hanno superato le aspettative perché gli analisti avevano già rifatto i conti valutando l’impatto della querelle con Apple), ricavi in calo del 10 per cento, e in discesa netta a doppia cifra c’è anche la divisione licenze. Questo nonostante sia chiaro come la società di chip e tecnologie si trovi, sempre secondo gli analisti, in un quadrilatero dorato dal punto di vista della proposta tecnologica.