Nel 2019 di Xiaomi alleanze e investimenti per differenziare

Mobility
Mi Mix 3

Xiaomi prepara un 2019 di espansione puntando sull’integrazione dell’offerta, oltre i device, per proporre un ecosistema di prodotti

Xiaomi inizia il nuovo anno portando in Italia lo smartphone Mi Mix 3, presentato in autunno, ma soprattutto confermando una strategia puntuale di espansione volta a differenziare brand e prodotti. Da qui la linea di smartphone di fascia bassa Redmi, pronta a rendersi indipendente, ma anche gli investimenti nell’azienda, anch’essa cinese, TCL terzo produttore al mondo di televisori con tecnologia Lcd.

A sforzarsi di voler trovare un vendor ‘analogo’ potremmo azzardare un confronto con Samsung – per la volonta di differenziare la proposta prodotto – pur con tutti i distinguo del caso, a partire proprio dal fatto che per Xiaomi gli smartphone sono stati il prodotto di punta con cui farsi conoscere in occidente, ma non certo per Samsung di tutt’altra tradizione.

Lei Jun, fondatore di Xiaomi

La notizia di oggi per Xiaomi è quindi l’acquisizione di una minima quota di capitale azionario di TCL Group (meno dell’un percento) funzionale per approcciare un mercato dell’elettronica più ampio – che lo sia già lo si capisce bene anche solo navigando il sito di Xiaomi Italia e sfogliando il catalogo.

A medio termine per Xiaomi la sfida sarà riuscire a proporre una serie di prodotti per la casa digitale, la smart home, certo a partire dallo smartphone, con l’intento di arrivare ad offrire servizi e device integrati. Una sfida impegnativa, tanto più se Xiaomi vorrà legare a sé gli utenti con il proprio software.

E’ molto più facile convincere infatti all’acquisto di uno specifico brand, quando si parla di hardware, che non a sposare un ecosistema hardware/software che necessariamente costringe a rimanere vincolati alla piattaforma software, attraverso i device. E non è certo questo il momento di inseguire la strada impegnativa già intrapresa – per esempio proprio da Samsung.

L’obiettivo di Xiaomi è in questa fase ben diverso. Xiaomi sa che con una semplice proposta hardware sia difficile generare nei clienti un’affiliazione ai  software/servizi. Microsoft lo ha sperimentato per tempo in un recente passato.

Il tentativo invece di proporsi come venditore a tutto tondo affidabile con un rapporto qualità prezzo vantaggioso è invece strada più facilmente perseguibile, e i punti vendita in questo caso aiutano. La domanda resta però la stessa, è possibile oggi operare a livello globale e imporsi come protagonista solo con un’offerta consumer?

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