Studio CA Technologies: con le app si vince la fedeltà dei consumatori

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CA: l’Application Economy obbliga le aziende a ripensare le loro strategie (app e mobilità) verso il mondo dei consumatori

CA Technologies presenta anche in Italia i risultati di una ricerca realizzata a livello mondiale. Il tema è quello della cosiddetta “Application Economy” che obbliga le aziende a ripensare le loro strategie (app e mobilità) verso il mondo dei consumatori. Con un’analisi di un doppio campione – consumatori e decision maker – lo studio sottolinea l’importanza della tecnologia per la fedeltà del consumatore che viene attivata attraverso la della brand awareness.
Insomma il software e in maniera specifica le app per i device mobili diventano il nuovo terreno su cui le aziende giocano la loro credibilità, se non la sopravvivenza sul mercato. Come registrano anche altre analisi, una app mediocre provoca perdita di clientela. Per questo in azienda il reparto IT deve mettere a punto nuove tecniche di sviluppo applicativo (CA punta particolarmente sul paradigma Devops) che si inseriscano nel ciclo di sviluppo con un processo di feedback positivo e con codice sicuro fina dalla sua prima scrittura.

Fabrizio Tittarelli, CA Technologies Italia
Fabrizio Tittarelli, CA Technologies Italia

Le premesse della ricerca e dell’interesse di CA in questo settore sono spiegate da Fabrizio Tittarelli che attualmente ricopre il ruolo di CTO per CA Technologies Italia. La premessa è sotto gli occhi di tutti anche nel nostro Paese: siamo alla vigilia di una nuova ondata (IoT agevolando) della application economy in cui il numero crescente di consumatori adotta le app nella vita quotidiana, mentre le organizzazioni devono correre per sviluppare app in grado di venire incontro alle loro esigenze in modo dinamico.

Per assistere le imprese nel prendere decisioni in linea con le reali aspettative del mercato, CA Technologies ha fatto realizzare un’indagine intitolata “The Global Consumer/Business Leader Application Experience”.

In Italia, per esempio, il 64 per cento delle imprese ritiene di possedere capacità “ottime” o “buone” nel fornire app e servizi basati su tecnologie applicative, mentre solo il 45% dei consumatori interpellati in merito al loro livello di soddisfazione ha fornito un giudizio eccellente o buono .
Ma un’esperienza utente insoddisfacente, secondo lo studio, induce il 17 percento dei clienti, potenziali o acquisiti, ad abbandonare temporaneamente un brand; nel 5 percento dei casi la fedeltà alla marca viene addirittura persa per sempre.

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Tra i requisiti attesi in termini di funzionamento dell’app, la ricerca ha evidenziato:
• la velocità di caricamento – il 58% degli intervistati in Italia ha dichiarato di ritenere accettabile un tempo di avvio di un’app non superiore a 6 secondi, mentre il 41,7% del campione tollera un massimo di 3 secondi.
• la facilità di utilizzo – il 77,4 percento degli utenti interpellati considera la “facilità d’uso delle funzioni” come uno dei criteri indispensabili per la scelta di un’app, mentre il 74,6 percento degli intervistati privilegia applicazioni che consentano di eseguire operazioni, anche complesse, con poca difficoltà.
Ma le aziende che non sono in grado di intercettare questi bisogni?
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Come indica la slide allegata il significato dei trend presso i consumatori spesso non sembra essere ben colto. Secondo il punto di vista di Tittareli, esistono disallineamenti particolarmente pronunciati nei settori in cui l’adozione delle app è ancora in una fase iniziale (come PA, Sanità, Utility), ma esiste una forte discrepanza anche laddove l’uso di applicazioni è in uno stadio più evoluto (come quello finanziario, il commercio, le Telco) a dimostrazione del fatto che tutti i settori stentano ad adattarsi alla nuova economia delle applicazioni: “Le aziende devono cambiare le modalità di sviluppo delle applicazioni per garantire tempi di avvio istantanei, funzioni per la risoluzione immediata di eventuali problemi tecnici e un’esperienza d’uso semplice e intuitiva”.

Le aziende dovrebbero identificare e colmare il gap tra le aspettative dei clienti e la propria capacità di soddisfarle. Le aziende incapaci di calibrarsi sulle esigenze dell’utenza rischiano di investire nello sviluppo di applicazioni non in linea con i desiderata dei consumatori.
Per far fronte alle esigenze espresse dagli intervistati, le aziende dovrebbero puntare sullo sviluppo di app con tempi di caricamento estremamente rapidi, la disponibilità di opzioni che consentano di risolvere con facilità eventuali problemi tecnici e una gestione intuitiva dell’intera esperienza d’uso.
Una diversa indagine condotta qualche tempo fa da Vanson Bourne, sempre per conto di CA Technologies, ha rivelato che i responsabili aziendali considerano la sicurezza come un ostacolo al raggiungimento di una maggiore efficacia nell’economia delle applicazioni: pur moltiplicandosi le opportunità di espansione della gamma di prodotti e servizi, aumentano anche le minacce all’orizzonte. Il nuovo studio approfondisce ulteriormente la questione dimostrando che, in presenza di un’esperienza insoddisfacente dell’utente causata dall’eccessiva complessità di una procedura di security, il 22% degli utenti consumer diserta per sempre quella marca oppure la abbandona almeno temporaneamente. Circa il 40% dei consumatori indica un livello di sicurezza “sufficiente” o “insufficiente” nel 40% del tempo di utilizzo delle app.

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Autore: Silicon
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