Le scelte di Apple

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Apple mette a punto strategia e tattica. App pronte per tutti i device, cpu ARM “fatte in casa” per MacBook e iMac e i modem Intel per iPad e iPhone

Chi pensa che affidarsi a un unico fornitore solitamente offra una serie di importanti vantaggi di scala, con pochi rischi, dovrebbe andare a scuola da Tim Cook, Ceo di Apple, che nella scelta delle Cpu per i computer e i device da utilizzare in mobilità,  invece, dimostra un notevole pragmatismo dettato dalla convenienza e dalla strategia del momento, per cui non esistono matrimoni indissolubili.

E così come all’inizio di aprile in parte ha stupito la scelta di dare l’addio a Intel per i MacBook e gli iMac, a favore di cpu fatte in casa su architettura ARM, evidentemente considerata oramai del tutto matura, oggi stupisce sentire della possibilità per la Mela di montare chipset Intel per i modem dei propri dispositivi mobile (il 70 percento dei modem sarebbero Intel per autunno e il 30 percento ancora di Qualcomm, .

Tim Cook, Ceo di Apple

All’inizio di aprile dietro la scelta di lasciare Intel ad alcuni sembra ci sarebbe stata la volontà di Apple di poter scandire a piacere la successione di update tecnologici, gestendo in casa il rilascio delle Cpu, come è più facile fare con iPhone e iPad. Ora la scelta di Intel per i modem potrebbe sancire la fine della querelle con Qualcomm, ma potrebbe anche portare possibili problemi di integrazione ottimale nei device.

Di sicuro in casa Apple bolle tanto in pentola: Tim Cook di recente ha raffreddato le attese di chi pensava che presto sarebbe arrivata la quadratura del cerchio per cui Apple avrebbe avuto un unico sistema operativo su tutti i propri dispositivi, impresa comunque articolata, quando si scelgono piattaforme hardware diverse, ma questo non vuol dire rinunciare comunque a una piccola rivoluzione.

Sui nuovi iPhone (che non dovrebbero più avere il numero della versione) Apple dovrebbe debuttare con le cpu A12  prodotti da TSMC e i modem Intel

Se proviamo a fare il punto possiamo infatti notare  quanto resti interessante la possibilità di lavorare a un progetto di sviluppo  per consentire di far girare le app sviluppate su iOS anche con i computer MacOS, lasciando comunque distinti i sistemi operativi (Google con i Chromebook ha già compiuto una scelta simile).

Un discorso questo decisamente diverso rispetto a quello di avere un unico sistema operativo per tutti i device, ma comunque del tutto coerente con l’idea di puntare su ARM in modo più significativo, e questo sarebbe poi anche il motivo per cui l’abbandono di Intel sui computer Apple, avrebbe fatto male ad Intel in borsa.

La vera novità in casa Apple, non è quindi un cambio di strategia, ma il riconoscimento che per perseguire la strategia di sempre – stupire con i propri device innovativi e fare il mercato – a volte è necessario mischiare le carte, e cambiare “ingredienti” e tattica, pronti comunque a dare riscontro agli azionisti con i risultati.