La strategia di Hmd Global (Nokia), circondata dagli smartphone cinesi

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Hmd Global ha scelto una strada del tutto originale nella declinazione sul mercato dei suoi smartphone Nokia. Le differenze di approccio al mercato, rispetto ai brand cinesi, e una proposta che sposa perfettamente le esigenze B2B possono portare buoni frutti

Nokia, il brand smartphone di Hmd Global, non ha bisogno di collezionare i dati degli utenti. Ha come primo obiettivo semplicemente quello di essere profittevole, con buoni prodotti a un prezzo equilibrato e proprio per questo, quasi per Dna, preferisce equipaggiare i suoi smartphone con Android One, garantendo – è quanto Google prevede per Android One – aggiornamenti di sicurezza mensili per tre anni e due anni di upgrade del sistema operativo per mantenere il telefono aggiornato. Potrebbe già essere questa una bella differenza rispetto a tante altre proposte.

Non vogliamo di sicuro assegnare il patentino del vendor ‘buono’ad Hmd Global, tanto più che – a monte – Google comunque i dati degli utenti li usa eccome, vogliamo però riconoscere semplicemente come sia possibile produrre smartphone ‘diversi’ senza dover ricorrere ad un’interfaccia e a software dedicati e quindi assicurando a chi compra il telefono di averlo sempre aggiornato almeno per due/tre anni anche con le nuove versioni di Android.

Cosa praticamente impossibile quando si preferiscono i marchi top che fanno il mercato ma imperlinano anche i device di soluzioni software proprietarie per cui per le nuove versioni di Android si aspettano mesi, con l’unica eccezione della carissima Apple, e con l’iPhone che comunque resta il riferimento quando gli AD ordinano il proprio device.

Alberto Colombo GM Hmd Global Italia

E poi bisogna riconoscere che la sfida di Hmd Global è più che coraggiosa. L’azienda ha investito mezzo miliardo di dollari su un brand ‘spolpato’ e poi abbandonato da Microsoft (che lo aveva acquisito nel 2013) e i responsabili marketing sanno bene quanto sia difficile risalire la china quando un brand perde la sua magìa. Nokia suscita mille ricordi agli over 35 ma è anche vero – e ce lo ha ricordato Alberto Colombo, General Manager Hmd Global Italia, in occasione della presentazione degli ultimi modelli – che per i millenial, Snake (Nokia 3310 etc.etc.) è stato il primo gioco elettronico (con i genitori che toglievano la Sim e lasciano divertire i figli con il cellulare)… Altro che Space Invaders, Commodore e Spectrum Sinclair. Insomma, non sono pochi i millenial che hanno conosciuto il brand per questo motivo.

A guardare le tabelle IDC e Gartner la missione di Hmd Global è praticamente una missione impossibile, ma a seguire il buonsenso invece ci potrebbe essere spazio eccome per una proposta di questo tipo e su questo il vendor sta concentrando i propri sforzi.

Pensiamo per esempio a tutte quelle aziende che hanno bisogno di una flotta di smartphone molto facile da gestire, assolutamente personalizzabile, con le patch di sicurezza sempre in ordine, e ‘neutrale’ rispetto alle interfacce che ‘limitano’ in alcuni casi la flessibilità degli smartphone. In questi casi Nokia rappresenta ancora oggi una delle soluzioni più facili da sposare per l’ampia disponibilità di modelli rispetto ad altri vendor che sì, propongono Android One, ma su uno/due proposte al massimo.

Certo il mercato italiano da questo punto di vista è un mercato ancora più sfidante perché da noi lo smartphone in azienda entra ancora praticamente nell’oltre l’80 percento dei casi tramite gli operatori e in casa Hmd Global si contano sulla punta delle dita, forse di una mano sola, i casi di commesse dirette. Hmd Global lo sa e ovviamente collabora con gli operatori Tim e Vodafone che hanno un peso preponderante nella loro commercializzazione B2B.

E poi c’è la sfida cinese. Una sfida importante perché mentre in alcuni casi il gioco – costi quel che costi – è arrivare a fare market share, per rendere conto agli azionisti dei risultati raggiunti (Xiaomi), in altri casi (Oppo) dietro all’offerta prodotto c’è tanta tecnologia di studio e ottimi brevetti.

Il prezzo conta tantissimo quando si vende uno smartphone, ma la percezione del brand conta ancora di più. Huawei, che è la regina degli smartphone cinesi in Italia, sa bene quanti sforzi e investimenti sono serviti per superare Apple nella classifica dei top.

Se il successo sul mercato si dovesse misurare solo dagli investimenti di marketing e pubblicità, quindi, indubbiamente il brand Nokia di Hmd Global non potrebbe che avere un futuro di nicchia, una piccola nicchia ma, se si guarda alla tecnologia, la proposta di Hmd Global è ancora una storia credibile di tecnologia e brevetti europei (con gli smartphone assemblati in Cina, certo ma questo è inevitabile), e soprattutto la proposta con Android One resta tra le più credibili per entrare con facilità nel mercato B2B. A qualsiasi livello.

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