IQ Zone, l’utente partecipa allo sviluppo e l’app è migliore

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Clariter, specializzata nei servizi di software testing, propone IQ Zone. E’ una piattaforma di crowd testing per le applicazioni. Risultati migliori perché gli utenti finali partecipano al processo di sviluppo

Siamo nell’era DevOps, la metodologia di sviluppo del software che punta sull’integrazione tra gli sviluppatori, la comunicazione e la collaborazione orizzontale e verticale tra gli addetti alle operations. In uno scenario in cui il mercato del business mobile per l’Italia vale oltre 3 miliardi per il 2016 e cresce a doppia cifra.

Allo stesso tempo tutti sappiamo come tra il dire e il fare ci sia di mezzo… La complessità della gestione dei processi… E dei dati. Basti pensare a quante buone intenzioni nel creare applicazioni e app, scoprendo poi, una volta dopo il deployment, che a nessun utente piace quanto si è realizzato, che quel bottone “non andava messo là ma in basso”, che serve un’altra funzione, che non si riesce a tornare da dove si era partiti in pochi clic.

E allora? E allora ecco l’idea, di Clariter, un’azienda italiana che opera proprio nell’ambito dello sviluppo e del testing del software. In Clariter hanno pensato a portare nel mondo dello sviluppo, le idee virtuoso dell’approccio crowd e quindi si sono inventati IQ Zone. Si tratta di un sistema – loro lo definiscono Test Center of Excellence – per cui coinvolgendo l’utente finale nella fasi di sviluppo e monitoraggio delle app sui canali digitali si arriverà prima e meglio a un risultato finale migliore, che alla fine significa risparmiare con la certezza di aver fatto bene. E’ questa la nuova frontiera del crowtesting, per cui una community di utenti qualificati e appassionati può utilizzare, testare, offrire suggerimenti, da un lato ampliando l’audience di testing dall’altro offrendo a chi sta producendo l’applicazione un feedback prospetticamente più ricco. 

Clariter IQ Zone - Vantaggi e valore della piattaforma
Clariter IQ Zone – Vantaggi e valore della piattaforma

E’ proprio la qualità la risultante del lavoro su Test Center di IQ Zone per software, servizi, qualità d’uso e quindi dei dati. Da una parte ingegneri ed esperti a raccogliere informazioni oggettive (e ovviamente sul codice) dall’altra tester sparsi per il mondo (la crowd), che operano su un’apposita piattaforma che si chiama IQ Vision. In ogni singola campagna di test che prende il nome di Mission. Per ogni progetto, sulla base di accordi di scopo e obiettivi predefiniti, si può individuare la ‘ciurma’ di tester più adatta e il lavoro di ricerca, sulla base delle anomalie accettate secondo un criterio di ‘approval rate’, utilizzato come indice di performance del tester.

E’ Crowdville, una controllata londinese di Clariter che raccoglie i crowders attivi. Ne accoglie più di 10mila e offre servizi come l’analisi del sentiment on line, il miglioramento della customer experience, il crowd voting, l’analisi di big data e degli insight, le strategie di social digital marketing. Membri essi stessi sono reclutati tra i consumatori che utilizzano nel quotidiano applicazioni e dispositivi come utenti finali.

A questo punto è inevitabile, perché il lavoro della crowd porti frutto sapere sfruttare la mole di big data per ottenere insights al fine di ottimizzare l’affidabilità, l’usabilità, l’interoperabilità tra le piattaforme, e le funzionalità, allo stesso tempo monitorando anche dati complessi come il ‘sentiment’.

Le grandi aziende hanno destinato circa il 10 percento del budget per il marketing digitale, saranno soldi ben spesi se accompagnati dalla capacità di rendere sinergici i processi di creazione, sviluppo e lancio, in relazione al servizio effettivamente erogato. Non c’è piazza migliore di testing degli utenti finali e lo confermano i dati. Per i servizi erogati da IQ Zone si segnalano tra i risultati più significativi livelli minima di efficienza pari al 35 percento (dove l’efficienza è misurata nell’ottenere la stessa efficacia con meno soldi) e miglioramento minimo di efficacia pari al 200 percento (quindi con efficacia doppia rispetto ai modelli tradizionali). 

Partecipate alla nostra inchiesta: Sicurezza IT, come difendersi?


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