iPhone 7 e Apple Watch Series 2, la vita digitale nel segno della Mela

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Con gli annunci di iPhone 7 e Apple Watch Series 2 la Mela diversifica ulteriormente la propria proposta, In ambito smartphone e wearable. Innovazione, senza rivoluzioni, e poco alla volta lo smartphone diventa sempre più essenziale e… Costoso e in Italia anche di più

Apple ha appena presentato i gioielli di famiglia per soddisfare tutti i bisogni della vita digitale con i device ‘indossabili’. Si pensiamo che non sia scorretto indicare tra questi anche lo smartphone, forse il primo dei device irrinunciabili, anche se non proprio a contatto pelle. Ecco i gioielli: Apple iPhone 7, iPhone 7 Plus, Apple Watch Series 2 (con le sue diverse declinazioni) e gli auricolari senza fili AirPods.
Oggi, rispetto agli anni dell’esplosione del mercato smartphone, il pubblico è più difficile da stupire, il mercato è maturo quasi piatto, ed è difficile scovare l’innovazione tecnologica dal sicuro effetto “Wow”. Anche Apple in un certo senso si adegua ai tempi, e viene un po’ meno anche l’aura di mestiero cui eravamo abituati: pensiamo ai Tweet sfuggiti poco prima della presentazione, ma anche alle ‘proiezioni doxa’ dei giorni precedenti su quello che sarebbe dovuto essere il nuovo smartphone, in gran parte esatte.

E così ecco iPhone 7

In estrema sintesi: doppia fotocamera per iPhone 7 Plus (una è la stessa fotocamera da 12 MP di iPhone 7, con obiettivo grandangolare, l’altra si presenta con un teleobiettivo zoom ottico 2x e zoom digitale 10x); nuovo chip A10 Fusion (quad-core), maggiore durata della batteria con prestazioni grafiche fino a tre volte più veloci e un consumo parì alla metà (secondo il produttore), massimo supporto per le bande LTE (25 bande e LTE Advanced), supporto contactless FeliCa (solo in Giappone, già adottatat da Sony), doppio altoparlante stereo, non c’è più il minijack e le cuffie EarPods possono sfruttare l’interfaccia Lightning (la stessa utilizzata fino ad oggi per l’alimentazione), disponibile un adattatore per continuare a utilizzare le cuffie vecchie, nuove colorazioni con il ritorno del nero (forse qualcuno si è dimenticato che un tempo sono esistiti già iPhone neri, per esempio iPhone 3), sia lucido (Jet Black) sia opaco (a nostro avviso il più bello), iPhone 7 è resistente all’acqua e alla polvere (IP67), e ancora il tasto Home ora ‘allo stato solido’ con Taptic Engine e in pratica la rinuncia alla meccanica per non patire l’usura nel tempo e – forse troppo poco considerato -il nuovo sistema operativo iOS 10, con Siri potenziato, nuove modalità per gli SMS, interazione arricchita con 3D Touch. Non siamo entrati nei dettagli, si potrebbe parlare delle novità relative anche alla solo fotocamera per pagine.

iPhone 7
iPhone 7 e iPhone 7 Plus. Solo la versione Plus ha la doppia fotocamera posteriore

Vogliamo però sottolineare come la nuova proposta vada nella direzione non dello stravolgimento, ma dell’ottimizzazione, della valorizzazione dell’integrazione di hardware e software, del lavoro di ingegnerizzazione che è la vera forza di Apple e (per qualcuno) in parte il suo limite (quando restringe il dialogo con le altre piattaforme). Inutile chiedersi se le novità siano sufficienti a rilanciare le quote market share sul mercato, lo vedremo a breve. Certo se i competitor sono stati superati ancora una volta lo si potrà capire solo tenendo in mano lo smartphone. Intanto è la prima volta che sparisce il minijack e che il tasto home perde parte della sua fisicità…

Nuova generazione Apple Watch

E’ giusto rimanere più stupiti per la nuova proposta relativa a Apple Watch Series 2. Prima di tutto per la soddisfazione – quante volte ne abbiamo parlato – dei nuotatori che finalmente possono buttarsi in acqua e fare vasche senza problemi (non è uno smartwatch da subacquei ma resiste fino a 50m), e con soluzioni software pensate nello specifico per questa disciplina (le vasche le conta l’Apple Watch). In questo senso Apple Watch Series 2 è davvero la prima proposta ‘per tutti’ che non pone limiti non solo a chi corre, ma si dedica all’acqua (bene anche per chi fa surf e per nuotare in acqua libera, con anche il rilevamento della tipologia di bracciata, a seconda degli stili). Funzionerà bene in acqua il conteggio della frequenza cardiaca? Nella pagina Web di presentazione del sensore la parola acqua non è mai menzionata.

Apple Watch Series 2
Apple Watch Series 2

Ecco il supporto per il GPS, una maggiore indipendenza dallo smartphone, il nuovo sistema operativo watchOS3 (in arrivo). Sarà più facile avviare le app preferite (da quadrante e da Dock), c’è la nuova app Respirazione (proprio un’app di esercizi respiratori per rilassarsi), più opzioni per il confronto con gli altri, e infine un’esperienza su misura permette agli utenti su sedia a rotelle di completare gli anelli Attività e svolgere allenamenti dedicati.

Apple ha deciso di declinare in più varianti la sua proposta (sempre con due misure di cassa): quindi Apple Watch in acciaio, in alluminio, e una versione Apple Watch Edition in ceramica (quattro volte più dura dell’acciaio inossidabile). Il più economico resta quello in alluminio. Si aggiunge alla proposta un’operazione di co-brand con Nike che prevede, nel modello Apple Watch Nike+, i cinturini Nike Sport Per quanto riguarda le prestazioni, il chip S2 dual-core e una nuova Gpu migliorano le prestazioni sarà ancora una volta da mettere alla prova l’autonomia della batteria che dovrebbe essere migliorata.

L’analisi della nuova proposta

Apple ci ha già abituati oramai a un’attenta diversificazione della proposta, meno monolitica rispetto a quella dell’era Steve Jobs. In un certo senso con un cambiamento di rotta, già in parte assaporato nel rilascio dei primi modelli iPhone 5s e poi con i modelli Plus. Possiamo ritenere di una certa importanza, per esempio, il raddoppio della fotocamera solo sul modello maggiore, proprio come hanno scelto di fare alcuni vendor su Android (Huawei con i P8/9 per citarne uno su tutti). E’ doverosa in ogni caso una riflessione sul prezzo, in una comparazione con i prezzi Usa che rasenta l’assurdo.

iPhone 6s costa 689 euro, per acquistare iPhone 7 saranno necessari 110 euro in più (799 euro); iPhone 6s Plus costa 799 euro, ne serviranno ben 939 per acquistare il modello base di iPhone 7 plus (in Francia invece sono 909 gli euro richiesti, mentre in Germania si parte da 899 euro ), mentre il modello top di gamma costerà la bellezza di 1159 euro. Si sorride (ma molto amaro, e verrebbe da chiedere quanto giova all’immagine di Apple) pensare che negli Usa invece il prezzo pieno per il modello base di iPhone 7 Plus è di 769 dollari, che al cambio odierno sarebbero 688 euro, oltre 250 euro in più rispetto al prezzo americano.

Anche tenendo conto delle innovazioni tecnologiche, e della massima capacità disponibile dello storage SSD da ben 256 Gbyte, pensiamo che la maturazione nel tempo di quelle stesse tecnologie (rispetto all’esordio dei modelli iPhone 6) non sia sufficiente a giustificare sempre tutto. Dal punto di vista strategico con questa proposta sembra quasi che Apple punti decisamente più ai margini, che al recupero delle quote di mercato.

Apple AirPods
Apple AirPods

E’ il discorso di sempre. Difficile trovare un razionale per abbandonare il proprio iPhone 6s Plus e buttarsi sull’acquisto del nuovo modello, ma non mancheranno le possibilità di farlo bene con il proprio operatore e attraverso le opzioni ‘riciclo’ di Apple. Anche nella proposta Apple Watch la diversificazione è significativa, accentuata ora da Series 2 dove lo è di più e in parte è giustificata dal fatto che l’orologio è più wearable ancora di uno smartphone. Se Apple Watch poi è tra gli orologi in assoluto più venduti insieme a Rolex, inevitabile arrivasse anche una proposta di un Apple Watch a 1490 euro, in ceramica bianca, dopo la versione in oro di Apple Watch Series 1.

Apple cambia pelle? No, si adegua semplicemente a trend ineluttabili di mercato, per esempio sono del tutto annullati, e in questi ambiti wearable ancora di più, le distinzioni tra una proposta professionale e una consumer, in un’amalgama che mette al centro semplicemente l’esperienza. Questo è forse l’aspetto che più colpisce e che resta punto fisso della proposta, una proposta in ogni caso mai cheap, che innova ancora (ma un po’ centellinando) e che sa distinguersi da alcune produzioni top dal punto di vista tecnologico (ma non estetico) di altri vendor.

QUIZ – Conoscete bene il modello precedente di iPhone? Mettetevi alla prova
WhitePaper – Siete in grado di garantire un’esperienza in mobilità di qualità?

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