Intel Core M, l’ultramobile computing cambia pelle e cuore

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SLIDESHOW – Intel si proietta verso l’obiettivo di 40 milioni di tablet venduti nel 2014. Con Core M colma il gap con i competitor sui tablet di fascia alta e i 2-in-1. Il futuro del personal computing

Intel Core M è la Cpu presentata da Intel in occasione di IFA 2014 che segna la svolta nel mercato del mobile computing e dei dispositivi mobile 2 in 1 e, possiamo dire, pone fine alla rincorsa di Intel su Qualcomm per quanto riguarda la proposta di Cpu per il mercato dei tablet di fascia medio/alta.

Il settembre di Santa Clara è stato quanto mai impegnativo: IFA di Berlino e IDF a San Francisco hanno messo in mostra un’Intel agguerrita e al passo in quei comparti che trascineranno il mercato, un’Intel che mostra i frutti del proprio impegno dopo – possiamo dirlo – tre anni di puro inseguimento sui competitor – almeno in alcuni ambiti specifici, primo tra tutti l’ultramobile  computing.

Carmine Stragapede Core M
Carmine Stragapede mostra il wafer di Intel Core M

Intel Core M da questo punto di vista rappresenta solo l’inizio di una serie di nuove proposte. La rincorsa a Qualcomm prosegue infatti per le Cpu sugli smartphone e l’impegno dell’azienda sarà sempre più evidente proprio perché si entra nell’era in cui laddove ci sia un oggetto con capacità di calcolo, un microprocessore e un sistema di comunicazione, lì vuole esserci anche Intel: è il computing di Internet of Things, ma anche dei device senza fili, comandati tramite gesture, con un’autonomia superiore alla giornata, ricaricabili senza bisogno di cavi.

E’ il computing pervasivo cha va dai data center – con le ultime cpu Xeon E5 v3, attraverso la promessa degli annunci imminenti di Intel Core iX di quinta generazione (arriverà a gennaio 2015), fino alle cpu ultramobile. La quinta generazione è quella nuova cui – contrariamente a quello che si legge su alcuni blog – Core M NON appartiene, pur con il grande carico di novità che integra, a partire dal processo di produzione a 14 nm.

Carmine Stragapede
Carmine Stragapede, Dir. Generale Intel Italia

Carmine Stragapede, direttore generale di Intel Italia ci spiega: “Parliamo di personal computing e di servizi declinati su dispositivi mobile a partire dai data center, e soprattutto cerchiamo di rendere le architetture di calcolo sempre migliori, con piattaforme specifiche per prodotti specifici”.

E prosegue: “Ci sono i dispositivi smart e gli indossabili, c’è l’IoT, e Intel è presente con la scheda Galileo e con la Cpu Edison per il mondo wearable. A IDF è stato annunciato un programma per gli sviluppatori che integreranno applicazioni e nuove soluzioni per l’analisi dei dati”.

Mentre il desktop è tutt’altro che morto (grazie a all-in-one, game machines, e pc che coniugano design e prestazioni da workstation), Intel ha lavorato sulle prestazioni grafiche in mobilità con Iris e IrisPro Graphics, ha fatto maturare le quattro generazioni Intel Core  (dal 2010) ed è con Intel Core M, che l’azienda ora affila gli artigli e si è posta un obiettivo concreto  che pare raggiungibile: quello di 40 milioni di tablet venduti con Intel entro il 2014, attraverso la proposta di oltre 250 modelli di tablet.

Intel Core M nel dettaglio

Intel Core M (disponibile in due versioni standard e vPro) significa: doppia durata della batteria (rispetto alle cpu Intel di 4 anni fa), 7 volte le prestazioni grafiche, possibilità di rinunciare al raffreddamento tramite le ventole. Tutto in device (2 in 1 e tablet) di spessore di gran lunga inferiore ai 10 mm che invaderanno il mercato dalla fine del 2014. Il consumo del processore scende a 4,5 watt, così da poter utilizzare batterie più piccole e smettere di integrare le ventole. Cambiano le dimensioni proprio della Cpu, molto più piccola di un Intel Core i7 (vedi slideshow), ma con lo stesso packaging, e con piedinatura compatibile. Intel si assicura che i materiali per le proprie Cpu non provengano da attività di estrazione che vanno a finanziare guerre e conflitti armati.

Si passa tuttavia da 900 mln di transistor a oltre 1,3 mld. Gran parte del chip è occupato dalla parte grafica, nelle foto si vede poi il chipset (con USB, e-sata, Pci-e); sono supportate risoluzioni ben oltre il full-hd e si possono usare i device non solo per la riproduzione di filmati, ma anche per elaborazioni complesse foto e video. Le prestazioni grafiche di Intel Core M sono addirittura del 40 percento superiori rispetto ai Core iX di quarta generazione. I vendor già in pista sono per esempio Acer con Aspire Switch 12, Asus con ZenbookUX305 e Transformer Book  T300FA, Latitude 13 Serie 7000 di Dell, Lenovo con ThinkPad Elix e Hp Envy X2.

Intel Core M
Intel Core M il logo

E’ Core M rappresenta anche il primo passo nella direzione del cambiamento verso l’interazione con i dispositivi, punto di partenza per proiettarsi in quegli ambiti dell’ultramobile computing in cui si parla di connessioni ai display senza fili con WiDi (standard basato su Miracast per collegare device e display senza l’utilizzo di cavi), di WiGig (il protocollo per sfruttare le docking station senza un collegamento fisico), delle ricariche senza cavi con il lavoro in partnership con il consorzio Rezence, Alliances for Wireless Power e del 3D RealSense per l’interpretazione delle gesture e per il riconoscimento delle identità senza utilizzo di password.

 

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