Il Wi-Fi fa rotta verso il Gigabit al secondo

Mobility

Il futuro standard Ieee 802.11ac consentirà un minimo di 500 Mbit/s, ma anche la condivisione di un canale radio fra diversi dispositivi

Il Wi-Fi a 1 Gbit/s è già allo studio. La variante attualmente più rapida della tecnologia wireless, ovvero l’802.11n, offre una velocità di circa 100 Mbit/s, ma nel mondo “wired”, la tecnologia Gigabit Ethernet sta diventando abbastanza comune e già si parla di applicazioni industriali a 10 Gigabit, ragion per cui le reti senza fili divranno rapidamente adeguarsi nella corsa alla velocità.

Le applicazioni di un potenziale “Gigabit Wi-Fi” non sono destinate a concretizzarsi entro i prossimi cinque anni, ma appaiono comunque numerose e variabili, tanto per le imprese quanto per i carrier. Gli esempi includono la distribuzione di video in alta definizione all’interno delle case, il trasferimento rapido di dati verso o da un server, le reti locali senza fili ad altissima velocità negli uffici e nelle fabbriche, l’interconnessione wireless fra edifici o la realizzazione di “maglie” di reti senza fili in ambiente urbano.

L’organismo di standardizzazione Ieee ha costituito un gruppo di studio battezzato 802.11 Vht (che sta per Very High Throughput), incaricato di definire il lavoro da realizzare. Il documento che presenta questi lavori, denominato Project Authorization request (Par), è stato già approvato dall’Ieee e darà luogo alla creazione del task group Ieee 802.11ac, dopo un’ultima tappa di validazione prevista per il 25 settembre.

Non si arriverà, però, a fornire 1 Gbit/s per ogni dispositivo connesso. L’802.11ac raggiunge un minimo di 500 Mbit/s per terminale e di 1 Gbit/s per un gruppo di utenti. Per raggiungere una simile velocità, gli ingegneri contano non solamente di utilizzare una frequenza di banda flessibile e più larga, ma anche di ottimizzare l’utilizzo delle risorse radio. Oggi, infatti, il protocollo di accesso al mezzo radio è tale che l’hardware che lo utilizza finisce per monopolizzarlo. L’idea evolutiva, invece, è di poter supportare comunicazioni simultanee fra diversi terminali, su un medesimo canale, per poter così aumentare la capacità totale della rete wireless.

A livello di frequenze, l’idea è di rimanere al di sotto dei 6 GHz, assicurando la compatibilità retroattiva con gli standard Ieee 802.11n (velocità massima teorica di 54 Mbit/s) e 802.11n (300 Mbit/s teorici) su frequenze di 5 GHz, evitando quella da 2,4 GHz, già utilizzata dall’802.11b e g (rispettivamente 11 e 54 Mbit/s teorici).

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Autore: Silicon
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