Il crollo di HTC, nel mercato smartphone c’è spazio per pochi

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Le vendite di smartphone in calo del 68 percento e le azioni il cui valore è sceso del 30 percento in un anno, sono la fotografia della crisi di HTC in un mercato che premia pochi vendor

Il mercato smartphone per il 2018, consultando le previsioni IDC e Gartner si sapeva  già non sarebbe stato tale da consentire a nessuno di stappare lo champagne. Dopo un primo trimestre positivo, complessivamente avremmo assistito a un andamento praticamente piatto, se non in lieve contrazione, in attesa della ripartenza, anche se non al galoppo, per il 2019 e il triennio successivo.

Una caratteristica di questo comparto tuttavia resta costante trimestre dopo trimestre. Si restringe il market share per i comprimari e cresce quello dei primi quattro vendor che attualmente sono nell’ordine Samsung, Apple, Huawei e Xiaomi, con Oppo come quinto attore in crescita ma ancora a macchina di leopardo geograficamente parlando.

Agli altri (per circa il 40 percento dei volumi rimanenti) conviene comunque giocare la partita, ma con una strategia di adattamento alle regole del gioco dettate dai quattro più forti. Fanno parte di questa schiera: Lenovo (Motorola), Asus, OnePlus, Wiko, HMD Global con il marchio Nokia, la proposta Blackberry con Android, HTC e altri ancora.

HTC U12+ – L’ultimo flagship presentato

Proprio HTC è tra i vendor ad accusare maggiormente il colpo. Dopo aver sposato, primo vendor, il sistema operativo Android ed essere stato punto di riferimento per anni (l’azienda ha raggiunto anche il 10 percento di market share nel mercato smartphone), HTC oggi balza agli onori delle cronache per il crollo delle vendite nel mese di giugno di circa il 68 percento, il peggior risultato negli ultimi due anni (che non sono comunque stati anni favorevoli).

HTC soffre proprio della concorrenza di Apple e Samsung, ma soprattutto di Xiaomi. Oggi le vendite di smartphone HTC valgono 72 milioni di dollari americani (T$ 2,2 miliardi), in calo rispetto a maggio anche per il fallimento del nuovo modello di fascia alta e per la strategia poco chiara nel segmento inferiore con modelli di fascia media che non vantano un buon rapporto qualità prezzo e non introducono novità di rilievo rispetto alla concorrenza.

La roadmap ora non particolarmente ricca potrebbe accentuare il trend negativo di HTC nel comparto, con le azioni HTC che in un anno in borsa hanno perso il 30 percento del loro valore. Ora, come conferma Reuters, arriveranno nuovi tagli. Si parla di circa 1500 posti di lavoro in fabbrica (a Taiwan).

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