I ribelli del BYOD hanno ragione?

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Una ricerca VMware rivela che il 57% dei dipendenti italiani ha salvato, inoltrato, ricevuto o modificato un documento aziendale utilizzando il proprio dispositivo personale .Ma l’81% dei responsabili IT in Italia ha scelto o ha in programma di adottare soluzioni per il BYOD

La maggior parte dei dipendenti italiani non pensa che la propria azienda fornisca gli strumenti mobili o le applicazioni adatte per essere produttivi ed efficienti o delle policy in ambito mobile che assicurino la giusta flessibilità per lavorare in modo efficace in movimento . Lo dichiara una nota di VMware che annuncia i risultati di una ricerca europea condotta da Vanson Bourne sulla gestione dell’uso dei dispositivi mobili e delle applicazioni .

I dipartimenti IT, tuttavia, sono al momento incapaci di far fronte alle richieste dei dipendenti. Alla domanda se la divisione IT sia in grado di far fronte alle richieste da parte dei dipendenti di aver accesso alle applicazioni da più dispositivi mobili, circa la metà dei responsabili IT italiani (45%) non crede che il proprio dipartimento possa rispondere alle esigenze di mobilità dello staff in azienda. D’altra parte le aziende riconoscono che policy adeguate per il BYOD possono dare una spinta alla produttività e alla soddisfazione del lavoratore . L’81% dei responsabili IT in Italia dichiara di aver implementato o di avere in programma di implementare soluzioni a sostegno del BYOD. Un terzo (33%) degli intervistati dichiara che la motivazione è attrarre o trattenere i talenti in azienda. Inoltre, il 62% dei responsabili IT italiani intervistati dichiara che nel 2013 saranno predisposti sistemi e policy che assumano come norma e non come eccezione che i dipendenti siano mobili e accedano ai dati da remoto.

“C’è una chiara tendenza che vede emergere una classe di “ribelli della mobility” con una motivazione reale, una nuova ondata di dipendenti che usano i dispositivi mobili a proprio vantaggio per lavorare più efficacemente e guidare l’innovazione,” ha dichiarato Alberto Bullani, Regional Manager di VMware Italia. “Molte aziende si stanno mettendo al passo con questa tendenza; se i lavoratori non hanno a disposizione le risorse mobili che richiedono, molti di loro prenderanno l’iniziativa per cambiare da soli la situazione. Le aziende più all’avanguardia ne sono consapevoli e stanno dando la priorità a strategie mobile formali per controllare l’iniziativa della propria forza lavoro mobile e offrire loro un vantaggio competitivo.

La ricerca evidenzia anche i pericoli legati alla sicurezza che i dipartimenti IT devono affrontare. Più della metà dei responsabili IT crede che informazioni aziendali vengono salvate su dispositivi personali, ma solo il 27% di loro sospetta che queste informazioni possano essere commercialmente sensibili, rispetto al 49% della media europea. Questi dati evidenziano uno scollamento fra i responsabili IT e i dipendenti italiani, poiché solo il 32% dei lavoratori intervistati pensa che i dati salvati nei propri dispositivi personali non siano commercialmente sensibili. Secondo i decisori IT, la maggior parte dei responsabili aziendali in Italia è consapevole del problema legato ai dati commercialmente sensibili conservati negli smartphone, ma la cosa non li preoccupa o non pensano sia una priorità occuparsene. Il livello di indifferenza rispetto a questa questione in Italia è il più alto d’Europa, dove la media è del 45%.

“Le aziende devono trovare un equilibrio fra l’adozione e la promozione di una cultura del lavoro flessibile e la protezione della proprietà intellettuale dell’azienda e i dati dei clienti. La crescita del mobile è un dato di fatto che sta creando una vera e propria sfida per la gestione e la sicurezza ai dipartimenti IT,” puntualizza Alberto Bullani. “Un fenomeno che tuttavia rappresenta anche una grande opportunità. VMware crede che modelli alternativi come il BYOD possano essere implementati utilizzando un approccio integrato per la forza lavoro mobile. Questo può aiutare le aziende a migliorare la produttività del personale in movimento senza compromettere la sicurezza delle informazioni o la flessibilità del business.”

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