I Google Glass ricompaiono per le aziende, l’innovazione arriva dall’alto

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Google torna alla carica con il progetto Google Glass. La sperimentazione sul campo in azienda ha convinto Big G a ulteriori sviluppi. Dopo tempo l’innovazione su un device arriva dall’esperienza di impresa e non dal consumer

I Google Glass, senza se e senza ma, sono probabilmente la proposta di Mountain View più in “beta” di sempre, da sempre. Ora, con una bella operazione di “rispolvero” Google li ha tolti dalla soffitta – non se ne parlava da mesi – e li ripropone non più al pubblico consumer che non li ha apprezzati (anche se è vero che per apprezzare un oggetto così andrebbe ben distribuito e alimentato di app interessanti da utilizzare sul territorio), ma alle aziende, forte dell’esperienza su alcuni casi concreti negli ultimi due anni, mentre gli sviluppatori e gli addicted probabilmente vi direbbero che sono il device migliore di sempre.

Jay Kothari, project lead Glass at X
Jay Kothari, project lead Glass at X

Se ne parla sul blog di Google, in un post del project leader Jay Kothari che ha suscitato un vero e proprio sciame mediatico, su un oggetto che in verità al momento rivoluziona ancora poco.

Intendiamoci, la ricerca procede a doppio binario, per esempio in hardware è stato reso possibile rimuovere la parte elettronica degli occhiali e ricollocarla su occhiali specifici da lavoro, oppure è possibile adottare lenti da vista specifiche, poi è stata prolungata la durata della batteria, e la videocamera è migliore, e ancora ora è presente un led rosso lampeggiante che segnala quando gli occhiali stanno registrando immagini. Tuttavia è vero anche che la direzione di sviluppo sembra più concentrata sul chip elettronico, sulla piccola appliance,  in modo da poterla in parte svincolare dall’occhiale stesso.     

In ogni caso la nuova versione di Google Glass, già sul campo e pronta a tornare a lavorare sul campo proposta dalle aziende tramite i partner (vedremo come) è dal punto di vista hardware e per design molto simile alla precedente, ma le sorprese dovrebbero arrivare dal software tutto al servizio delle realtà produttive e aggiornato. 

GE Aviation - Al lavoro di manutenzione con i Google Glass
GE Aviation – Al lavoro di manutenzione con i Google Glass

Poche a dire la verità fino ad oggi, perché negli ultimi due anni sembra che siano stati utilizzati da una cinquantina di realtà per la manutenzione a mani libere, tra queste però GE Aviation sembra avere riacceso nuove lampadine nella testa di Kothari e del management di Google che ora rilancia.

Miglioramenti di efficienza nell’ordine di circa il 10 percento e riduzione dei tempi di produzione (in un’altra realtà del settore agricolo) sembra intanto abbiano convinto altre aziende soprattutto per la logistica all’avvio di nuovi progetti. 

Ora Google studia affianco alle aziende come fare in modo che un’idea che resta buona diventi anche effettivamente molto utile, ed è questo probabilmente il cambio di paradigma più interessante da osservare in un affare come quello dei Google Glass.

Google Glass per Enterprise
Google Glass per Enterprise

Mentre nello sviluppo delle ultime tecnologie è stato il consumer a portare avanti i processi innovativi e a farli entrare nelle aziende – si pensi al Byod, si pensi allo stesso concetto di app, che è diventato di classe enterprise proprio perchè spinto dal basso, ma si pensi anche all’arrivo dei 2-in-1 e dei tablet, apprezzati prima dal mercato consumer ed entrati così in azienda – con i Google Glass Mountain View ha constatato sul campo che la spinta dal basso sarebbe stata troppo faticosa, dispendiosa, e ora ha deciso di procedere con obiettivi mirati, e quindi lavorando con le aziende su progetti specifici.

Modello interessante, che potrebbe consentire a Google di proporre un altro pezzettino della propria proposta di cloud pubblico, e allo stesso tempo portare sul motore ulteriore conoscenza in ambiti specifici e verticali. Mica male.