Europa digitale in crisi: fine del roaming e neutralità della Rete i problemi

Mobility

I ministri membri del Consiglio di Europa si sono riuniti: nessuna decisione sul mercato unico digitale

I membri del Consiglio d’Europa non si sono accordati su due questioni essenziali per la costruzione di un mercato unico europeo non solo digitale: la fine del roaming e la neutralità della Rete.
La fine delle spese di roaming in Europa sembra una questione chiusa definitivamente e non vedrà la luce alla fine del prossimo anno, nonostante l’augurio di Neelie Kroes , già Commissario per l’Europa digitale europea. Il Consiglio era riunito nei giorni scorsi attorno al Pacchetto telecomunicazioni, la direttiva che mirava a riformare il settore delle telecomunicazioni Europa, fornita di un nuovo testo frutto della presidenza di turno italiana. Ma non si è parlato tra i 28 ministri europei né di roaming né di neutralità di Internet.

netneutrality

Tutti i membri del Consiglio sono d’accordo sull’idea di sopprimere le spese di roaming fatturate agli utenti di reti mobili che viaggiano in Europa. La divisione sta sulla calendarizzazione .Per molti la scadenza 2015 è troppo vicina e non lascia il tempo agli operatori di organizzarsi per assorbire i costi di interconnessione e di trasporto dei dati. I ministri dei Paesi nordici vogliono un abbassamento rapido delle tariffe più degli altri che vogliono un’evoluzione più lenta delle tariffe . L’appello è rinviato alle prossime sedute del Consiglio . Il documento tecnico sul quale verranno prese le decisioni sarà reso noto dal Berec (Body of European Regulators ) in questi giorni.
Sul tema della neutralità della Rete l’insieme dei ministri condivide l’idea che il testo presentato dagli Italiani è una buona base , ma solo per proseguire le discussioni. Idea comune : l’accesso a Internet deve essere aperto e senza discriminazioni per l’utente pur preservando spazi di investimento e di crescita per le aziende.
Al centro la questione della fatturazione dei servizi che consumano molta banda passante ( video soprattutto ) con i quali i cosiddetti operatori OTT (produttori di contenuti senza rete) inondano le reti europee. Ma questa non è stata neppure affrontata. La situazione attuale è che gli operatori o restringono la diffusione dei contenuti o si fanno pagare dagli OTT ( se possono) per assicurare qualità di accesso agli utenti oppure ancora non fanno nulla.

Read also :
Autore: Silicon
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore