Ericsson rivede al rialzo le stime su IoT, 3,5 mld di connessioni nel 2023

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

In esplosione le connessioni per IoT e nel 2023 il 95 percento dei device mobile sfrutteranno la banda larga. Le evidenze nell’ultima edizione del Mobility Report di Ericsson

Nell’ultima edizione del suo Mobility Report (Giugno 2018), Ericsson rivede al rialzo le stime  riguardo il numero di oggetti connessi da qui al 2023: saranno il doppio rispetto a quanto previsto in precedenza. Ci saranno 3,5 miliardi di dispositivi connessi, mentre appena a novembre dello scorso anno si prevedevano 1,8 miliardi di connessioni attive.

Secondo Ericsson è la Cina il driver di questa nuova proiezione, grazie alle installazioni su larga scala previste per i prossimi anni, per complessivi 2,2 miliardi di dispositivi interconnessi. Per quanto riguarda invece i telefoni cellulari tra cinque anni ne sono previsti attivi 8,6 miliardi, rispetto ai 7,5 miliardi del 2017, mentre cresce anche il numero dei device di computing connessi, che toccherà la cifra di 1,7 miliardi.

Ericsson Mobility Report - Connessioni cellulari in ambito IoT
Ericsson Mobility Report – Connessioni cellulari in ambito IoT

Nel complesso il numero di sottoscrizioni di una connessione “mobile” nel primo trimestre del 2018 ha fatto contare 7,9 miliardi di sottoscrizioni (5,5 miliardi quelle a banda larga), di cui 98 milioni solo nel primo trimestre dell’anno. Nel 2023 le connessioni in banda larga saranno invece circa il 95 percento del totale.

L’IoT rappresenta quindi un’opportunità di ottimizzazione dei costi e di proposizione di nuovi modelli di business per tutte le imprese che possono migliorare la propria efficienza e valorizzare l’offerta ai clienti. Tuttavia, in questo ambito sembra rimanere ancora frammentato il panorama tecnologico.

Tra le tecnologie cellulari abilitanti gli scenari IoT, NB-IoT e Cat-M1, stanno prendendo piede e guidando la crescita del numero di connessioni IoT cellulari, con un CAGR in crescita del 30 percento tra il 2017 e il 2023. Queste tecnologie complementari si mostrano flessibili anche per la capacità di lavorare a bassa potenza e di adattarsi facilmente come sottoreti dei sistemi  LTE.

Con alcune differenziazioni geografiche importanti. Per esempio in Nord America, le applicazioni IoT nell’ambito della logistica e della gestione delle flotte
sfruttano soprattutto la tecnologia Cat-M1. In Cina, invece, la tecnologia NB-IoT è stata
selezionata  i casi di utilizzo in ambito Smart Cities e per i sensori impiegati per l’agricoltura.

L’utilizzo di un numero sempre maggiore di chipset, nel tempo, dovrebbe contribuire alla riduzione dei prezzi con relativa ulteriore accelerazione dei progetti. Non solo, il modello IoT sarà sempre più sfidante, abbracciando praticamente ogni ambito industriale, manufacturing compreso, anzi, in questo comparto i benefici possono essere ancora più evidenti e tempestivi, per questo sarà un sfida diretta per il nostro Paese.  

Ericsson Mobility Report - Traffico dati per categoria applicativa
Ericsson Mobility Report – Traffico dati per categoria applicativa

Ericsson evidenzia inoltre la pervasività delle tecnologie 5G che dovrebbero coprire circa il 20 percento della popolazione già nel 2020. La sfida in questo ambito è costituita dall’allineamento tra i diversi Paesi. L’occasione sarà la World Radiocomunication
Conference a novembre 2019.

In quell’occasione andranno concordate nuove allocazioni dello spettro 5G per le bande di frequenza più alte, tra 24,25 GHz e 86 GHz, il range cosiddetto millimeter wave a supporto proprio di un’ampia gamma di nuove applicazioni industriali che sfruttano la tecnologia 5G NR (New Radio), con le specifiche del 3GPP.

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