Dimension Data: UC e BYOD crescono nell’interesse delle grandi aziende

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Una ricerca Ovum commissionata da Dimension Data definisce ragionevole un approccio aziendale ibrido alla comunicazione unificata e al BYOD

Una percentuale compresa tra il 34 e il 42 per cento delle aziende più grandi starebbe considerando seriamente di dotarsi di varie applicazioni di comunicazione unificata (UC) come servizio gestito ma basato su infrastruttura on premise. E’ questa la conclusione principale dello studio Dimension Data 2013 Global UCC Study condotto dalla società di ricerca Ovum . Il rapporto indica che se da un lato le imprese non dovrebbero ignorare le opzioni offerte dal cloud computing – che stanno in particolare indirizzando le organizzazioni più grandi – dall’altro dovrebbero considerare di cercare un partner per i servizi allo scopo di gestire i loro asset e i loro investimenti secondo l’evoluzione delle tecniche di collaborazione e comunicazione unificata. Tuttavia nonostante l’esistenza da tempo di soluzioni di cloud private le aziende stanno adottando un approccio piuttosto cauto. Solo il 20 per cento ha pianificato una messa in produzione di una soluzione di UC nei prossimi 24 mesi. E di tutte le applicazioni di UC meno del 30 per cento sta ormai considerando un investimento tradizionale on premise non gestito. Il 20 per cento ha piani di una messa in produzione di una soluzione di UC in mobilità.

Secondo una dichiarazione resa pubblica da Peter Menadue, group general manager for Microsoft solutions di Dimension Data, “ Applicazioni gestite di comunicazione unificata on premise sono già a uno stato significativo e sono quasi altrettanto pervasive di quelle on premise , ma gestite internamente. Il fatto che le aziende hanno optato in passato per una soluzione gestita al livello di servizio per una vasta gamma di applicazioni di UC, indica una consapevolezza che si tratta di un’area applicativa complessa . Inoltre spesso non dispongono internamente di budget e esperienza che possano metterle in grado di provvedere con i propri mezzi all’evoluzione dei sistemi di comunicazione e collaborazione.

Applicato al mercato americano il rapporto indica che le imprese di oltreoceano ha adottato un approccio ragionato verso le iniziative di BYOD con oltre il 60 per cento delle imprese che supportano smartphone e tablet di proprietà dei dipendenti. Circa il 20 per cento indica di supportare anche i dispositivi che sono entrati nell’organizzazione senza un crisma ufficiale. Inoltre un altro trenta per cento dichiara che si attende di offrire supporto anche a dispositivi di dipendenti non approvati nei prossimi due anni ( il supporto comprende almeno l’accesso alla posta elettronica aziendale). L’indagine ha inoltre identificato un’opportunità di mettere in uso ulteriori applicazioni di UC e collaboration su questi device , mentre le applicazioni base son supportate da meno di un terzo degli attuali dispositivi soggetti al trend BYOD.

Secondo Dimension Data, le organizzazioni che vogliono aderire a questa forma di collaboration dovrebbero assicurarsi che i loro fornitori siano in grado di identificare obiettivi condivisi e di offrire strumenti in grado di gestirli : ad esempio in caso di un obiettivo di riduzione dei costi che siano in grado di gestire le spese di telecomunicazioni, della voce su Wan e i contratti con gli operatori. In questo caso specifico si liberano risorse per altri investimenti più strategici. In un ottica futura la collaborazione di tipo social prenderà piede e raddoppierà in due anni ed entro il 2015 la maggior parte delle grandi organizzazioni disporrà di strumenti di social collaboration enterprise come parte di una strategia globale di UC.

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Autore: Silicon
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