D’Angelo (Acer): Focus sul core business dei pc, da gestire con molta oculatezza

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Massimo D’angelo, vice president Emea Operations & Regional Head South Europe di Acer, commenta la situazione del mercato e i recenti annunci di New York, consapevole che il Core Business dell’azienda sul mercato pc ha bisogno di essere affiancato anche da New Business per cogliere opportunità diverse soprattutto in futuro

Da molti anni in Acer, dal 1997, Massimo D’angelo, vice president Emea Operations & Regional Head South Europe di Acer, è la memoria storica di una azienda che ha cambiato pelle nei decenni, non solo passando dal pc desktop all’avvento di Internet e alla mobilità, ma aprendo ora anche a nuovi ambiti, collegati al Byoc e a nuovi servizi.  Non è un caso che a marzo il ceo di Acer, Jason Chen, abbia annunciato lo split dell’azienda in due divisioni, una dedicata ai New Business (cloud e smartphone) l’altra dedicata all’offerta storica Core Business legata al mondo pc, che continua a rimanere il focus nonostante il mercato abbia subìto scossoni non indifferenti negli anni, registrando a fase alterne crescite, periodi flat e forti decrescite.
A partire dal 2010, la crescita esponenziale del mercato degli smartphone
ha impattato sul mercato pc e l’andamento negativo dello scorso anno ha visto complice anche il dollaro che ha contributo a fare perdere di valore il comparto. D’Angelo non ne fa mistero.  “Quello dei pc è un business maturo, i clienti cambiano il pc con molta meno frequenza del passato, ma rimane a tutti gli effetti il nostro core business, che va gestito con molta oculatezza sui diversi mercati”. 

Switch Alpha 12
L’ultrasottile Switch Alpha 12

La divisione New Business riguarda  invece tutto ciò che al momento non è core ma che “ha un’anima più innovativa da start up”, cioè cloud, smartphone, prodotti per la salute o lo sport, come l’annuncio del nuovo pc dedicato al mondo della bicicletta fa intendere. Lo scorso anno Acer parlava dei Leap Fit, un braccialetto che misura i parametri della salute, un oggetto che avrebbe potuto aprire nuovi mercati ma che non è decollato come si voleva  – precisa -;  quest’anno mette l’attenzione su prodotti per lo sport o per gli anziani con una usabilità diversa, scelte anche fatte ragionando a lungo termine e guardando l’innalzamento dell’età media della popolazione, che necessita di strumenti semplici da utilizzare”.  Altro ambito importante, che per D’Angelo vedrà uno sviluppo nei prossimi 4-5 anni , sarà l’automotive accanto all’Internet delle cose, “dove si potrà sperimentare con spirito diverso”.

Ma guardando al Core Business, D’Angelo nel  mercato maturo dei pc sottolinea alcune dinamiche interessanti legate anche al portfoglio prodotti:  i sistemi ultrasottili, l’impatto dei 2-in-1 su quali ormai si è focalizzata l’alleanza Vendor-Microsoft-Intel e il mondo del gaming, che pur non essendo un comparto di grandi volumi, annovera appassionati disposti a investire nelle tecnologie più all’avanguardia.

Aspire Es 15
Aspire Es 15

“Nel 2015 in area Emea il sale out del mercato pc è stato del -5%, un dato molto meno negativo rispetto ai dati di sell-in che riportano le società di ricerca, a causa dello stock ingente a inizio anno che non ha permesso a vendor di  fare volumi – spiega D’Angelo -. Rispetto a questo andamento il sell out di Acer è stato del -7%. Quasi allineato al valore medio di mercato. Secondo Gfk, a livello Europa, la nostra situazione si è mantenuta stabile rispetto al 2014. In Italia invece la situazione è  stata diversa, sicuramente non facile con dati negativi dal punto di vista dei volumi venduti: lo stock in eccedenza dell’anno precedente e il cambio del dollaro (nel 2104 valeva 1.36 euro, nel 2015 ne valeva 1.08) ci hanno messo in difficoltà. Credo che per il 2016 manterremo un andamento stabile rispetto al 2015,  la situazione macroeconomica non fa intravedere grossi cambiamenti e le economie europee non ripartono. Sono però pronte a recepire gli annunci del Back To School anche se a una velocità diversa rispetto al mercato statunitense”.

Tutte le  novità presentate a New York all’evento next@acer per il Back to school arriveranno prima per i mercati di lingua inglese e solo nella seconda metà dell’anno per i mercati Emea, parte della bacino di competenza di D’Angelo. “I mercati vedono posizionarsi in modo diversi i prodotti a seconda della strategie dei singoli  paese” sostiene. Esempio esplicito sono i Chromebook che ricevono una buon accoglienza nei mercati anglosassoni, dove in ambito educational si abbonda di contenuti in lingua inglese, così come nel mercato spagnolo dove sono  ben recepiti complice la presenza di attività legate al mondo della scuola volute dal  ministero dell’istruzione che ha facilitato la loro introduzione. “In Italia si sta arrancando, non solo per la mancanza di contenuti adeguati ma anche per il problema della banda larga che non permette di diffondere questi strumenti nelle scuole” sostiene il manager.

Acer Chromebook 14 for Work
Acer Chromebook 14 for Work

Da sempre gli appuntamenti significativi per Acer sono scandagliati nel corso dell’anno tra il Ces di Las Vegas a gennaio, il kick off di primavera a New York e l’Ifa di Berlino a settembre, eventi che portano sul mercato rispettivamente le novità di primavera, del back to school e di Natale. Tra un evento e l’altro la convinzione che la guerra dei prezzi non porti da nessuna parte senza alcun beneficio per i vendor è sempre più convinzione diffusa, anche nel nuovo mercato dell’e-commerce. “L’unico vendor che fa soldi in maniera seria sui client è Apple che ha un livello di prezzi altoprecisa D’Angelo -. Sugli e-tailer ci sono ancora margini per fare ragionamenti sui prezzi, essendo l’online un canale che permette al cliente di risparmiare, ma anche se il trend delle vendite verso l’online assumerà un peso maggiore nel 2016 non soppianterà mai il negozio fisico – sostiene D’Angelo –. In Italia il canale dell’e-tailer pesa circa il 10% sul nostro fatturato, in Spagna il 22%, in Germania già il 40%. Sono andamenti allineati al mercato, laddove l’e-commerce ha un peso superiore anche noi ne beneficiamo.

La trasformazione di Acer punterà sul mondo integrato di hardware e servizi, “non solo hardware però”  grazie alla nuova divisione che oggi ha una fetta esigua di fatturato ma che potrebbero essere interessante per i mercati del futuro, dove sport, salute, benessere e IoT si affincheranno a device più tradizionali utilizzati per lavoro e svago. Staremo a vedere.

Leggi anche su ITespresso.it il reportage da New York: “Acer allarga il business per recuperare terreno”

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