Chrome occupa il web browsing

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Google replica a Internet Explorer 8. La battaglia è sui ricavi pubblicitari e la privacy dei consumatori

Preceduto da oltre 1300 articoli referenziati (ovviamente ) da Google News in lingua inglese alle otto di sera del 2 settembre (ora italiana) è stato ufficialmente lanciato via webcast il nuovo browser (classicamente in beta) di casa Google. Chrome, questo il nome del browser che apre un nuovo fronte di attrito tra Google e Microsoft, è disponibile per il download in circa 40 lingue. Al di là delle particolarità tecniche, messo a confronto con il recentissimo annuncio della versione 8 (altrettanto classicamente in beta) di Explorer, il terreno di scontro di Chrome con Microsoft resta però sempre il medesimo: i ricavi pubblicitari di Internet che Explorer 8 con la sua nuova funzionalità di navigazione privata minaccia di tagliare per Google bloccando o quasi ogni tipo di inserzione pubblicitaria.

Da questo punto di vista, pur arrivando da uno dei più noti brand del mondo, Chrome potrebbe, secondo alcuni analisti, andare incontro a possibili resistenze anche da parte dei consumatori più desiderosi di novità, ma particolarmente sensibili al rilascio di informazioni sulla propria rotta di navigazione. Ma le quote di mercato guadagnate da Firefox a spese di Internet Explorer in questi ultimi tempi (anche grazie a un accordo che durerà fino al 2011 Google continua ad essere il motore di ricerca di riferimento per Firefox) depongono a favore di una buona partenza per Chrome che attirerà un pubblico desideroso di una migliore e più veloce esperienza sul web.

Da questo punto di vista la possibilità da parte di Chrome di rendere più affidabili e meglio fruibili i servizi online sembra essere un altro colpo al monopolio di qualsiasi sistema operativo sul desktop, in linea con la sempre maggiore importanza per gli utenti dei programmi basati su web.

I browser più vulnerabili alla nascita di Chrome potranno essere senz’altro quelli di nicchia, come Opera o Safari. Con Chrome sui nostri client e in prospettiva anche su quelli mobili – quando il progetto Android diventerà un prodotto concreto – Google sembra aver lavorato per due anni a una vera ”moderna piattaforma per pagine web e applicazioni”.

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