Canalys fotografa il mercato degli indossabili da polso, in continua ma lenta evoluzione

Mobile OSMobility

Canalys fotografa il mercato degli indossabili da polso. Gli smartwatch cubano l’80 percento del fatturato. Apple vende più di tutti, ma le potenzialità dei wearable anche in ambito industriale sono ancora tutte da scoprire

Il mercato dei dispositivi indossabili da polso, (wearable band e smartwatch), cresce del 35 percento anno su anno nel primo trimestre del 2018 e ancora oggi – per natura – è un mercato soprattutto consumer, e sempre più è identificabile a valore con il mercato degli smartwatch. Questi device rappresentano infatti circa l’80 percento del valore complessivo mentre solo l’anno scorso rappresentavano il 74 percento.

Lo dicono le previsioni di Canalys, che sottolinea anche come quando si parla di volumi, ecco che gli stessi smartwatch rappresentano invece solo il 43 percento del totale degli indossabili da polso spediti. Un fenomeno che ha diverse spiegazioni e che merita però anche un’analisi più di dettaglio.
L’orologio, ancorché sia smart, si indossa, e questo significa che viene mostrato e deve avere una serie di caratteristiche importanti (oltre che da mostrare) e offrire quello che non riesce a offrire lo smartphone, e cioè tanti servizi a mani libere.

Non è un caso se, anche nel mercato wearable, come nel mercato smartphone, Apple (praticamente grazie alla sua proposta Apple Watch Series 3 LTE)  accumula quote di mercato per circa il 18 percento, a livello mondiale, con un competitor diretto del tutto di rilievo e sempre più emergente, Xiaomi, che però cresce grazie ai semplici Mi Bands (di valore decisamente più basso per unità)Essi rappresentano il 90 percento delle sue spedizioni, per 3,7 milioni di unità, rispetto ai 3,8 milioni consegnati da Apple. Terzo attore è Fitbit, seguita da Garmin e quindi Huawei.

Non è un caso, per gli analisti, il fatto che i venditori che dispongono di un portafoglio ricco di indossabili occupino le prime posizioni. Da un lato è più facile dare fiducia a chi offre un “ecosistema” rispetto a chi propone un unico device, e allo stesso tempo proprio questi vendor offrono anche un’offerta di valore. Per Apple, per esempio, sembra che la proposta Apple Watch Series 3 abbia riscosso una percentuale alta di preferenze per il supporto LTE (anche se disponibile in tutti i mercati).

In Italia, si sa, Apple Watch Series 3 LTE non è disponibile, in gran parte per una sorta di miopia o pigrizia al business dei nostri operatori. Apple Watch 3 LTE monta infatti una eSim, vista dai nostri operatori come il fumo negli occhi, ma solo dai nostri, tanto che Francia e Germania già dispongono della soluzione. Così per il momento tutto tace, ma allo stesso tempo è chiaro come si perda un’altra occasione.

La connettività diretta 5G e LTE rappresenta invece un passaggio importante e apre nuovi scenari. Sarebbe interessante una proposta diretta in questo comparto anche da parte di Google, con un Pixel Watch LTE  in grado di sparigliare le carte sul tavolo.

Canalys Wearable

Che poi sia la qualità a pagare è documentato anche dal fatto che il secondo vendor (solo di smartwatch) dopo Apple è Garmin, che ha indirizzato il mercato con una proposta specifica per gli sportivi in diversi ambiti, con modelli di qualità costruttiva particolarmente elevata. Garmin ha capitalizzato la propria competenza in ambito Gps, e quindi con una proposta ad hoc in ambito outdoor (per esempio Forerunner 645).

Del tutto diverso, invece, un altro approccio virtuoso come quello di Fitbit, che ha puntato sullo stile di vita toutcourt, con grande attenzione per l’healtcare. Con il nuovo OS si monitora il movimento, ma anche il sonno, il battito cardiaco, l’alimentazione; vengono proposti non solo esercizi, ma anche ricette e sono in arrivo altri strumenti ancora più sofisticati per misurare altri parametri vitali, con un’attenzione particolare al pubblico femminile, che infatti risponde alle proposte.

Non solo, la collaborazione tra Fitbit e Google sull’API Cloud Healthcare potrebbe aiutare Fitbit a entrare nei sistemi sanitari.

Certo resta questo un mercato difficile, che sta maturando ma mai a ritmi vertiginosi, come è riuscito a fare il mercato smartphone. Allo stesso tempo la direzione è segnata e nitida e le potenzialità sono elevate, bisogna però riuscire a offrire anche di più, per esempio il prossimo step potrebbero essere servizi “da polso” per le aziende, nell’era IoT, la possibilità di monitorare sistemi e impianti a mano libera, con la voce, è un ambito in cui c’è ancora molto da fare ma c’è oggi anche la tecnologia per fare molto. 

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore