Byod o Lyod? Quando è possibile (e conviene) fornire un device aziendale

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Dal Byod al Lyod (Leave Your Own Device). Le aziende iniziano a capire che la gestione dei device personali ha costi elevati. Un’offerta di tablet e laptop al passo con i tempi potrebbe spostare di nuovo l’ago della bilancia. Felici gli utenti, più sicuro il business?

Il Byod (Bring Your Own Device), l’idea di lasciare portare in azienda il device preferito dai lavoratori – per favorirne la produttività – non è un fenomeno a tutto tondo, valutabile in poche righe.  E in verità le aziende hanno vissuto il fenomeno a diversi livelli. Così il panorama oggi propone aziende – poche – che hanno steso policy di sicurezza adeguate e si sono accordate con il lavoratore, per i casi di perdita, rottura e rimborso nell’utilizzo del device. E’ il migliore dei casi (raro). All’altro estremo ci sono aziende che hanno interpretato il Byod semplicemente come possibilità di risparmiare selvaggiamente sui costi chiedendo ai dipendenti di utilizzare le proprie risorse, per lavorare, senza alcun tipo di rimborso, lasciando a carico del dipendente qualsiasi onere e, in tanti casi, senza imporre regole di sicurezza, in altri costringendo comunque i dipendenti anche ad alcune limitazioni di utilizzo.

Nel panorama delle piccole imprese italiane abbiamo pochi dubbi sul fatto che non si sia proprio nemmeno parlato di Byod, dando semplicemente per scontato che il lavoratore avrebbe utilizzato a sue spese il suo smartphone e il suo tablet per lavorare.

Oggi da un lato si assiste addirittura all’estensione del fenomeno anche a sistemi di computing più importanti, come il laptop. Per cui si dà addirittura per scontato che il lavoratore utilizzerà sì quello che vuole, perché arriva oltre che automunito, anche laptop munito. Dall’altro però la consumerizzazione del business ha portato nei mercati più organizzati del nostro a qualche valutazione matura.

BYOD-Pic
Un’offerta di device aziendali accattivanti, ma al giusto prezzo, potrebbe far apparire le spese legate al BYOD non necessarie per il reparto IT. Con il giusto device sarebbe più facile gestire il parco computer, con soddisfazione anche per gli utenti.

I benefici del Byod comportano per i dipartimenti IT responsabili un surplus di attività, coi relativi tempi e costi. Tutti coloro che devono decidere una politica d’uso, implementarla e garantirne la continuità su una pletora proteiforme di dispositivi lo sanno bene. Per non parlare dei riflessi sulla sicurezza. Secondo Ovum, il 70% dei dipendenti in possesso di un dispositivo smart (telefono o tablet) oggi lo utilizza ovviamente anche per accedere ai dati aziendali, e spesso i dispositivi personali non montano alcun sistema di sicurezza e i dati, anche quelli aziendali, possono risultare accessibili. Quando non c’è perdita di business per la perdita dei dati, come minimo si mette a rischio la rete aziendale. Un report di Trend Micro rileva che il numero di applicazioni maligne disponibili solo per il sistema operativo Google Android alla fine del secondo trimestre del 2013 era già arrivato a ben 718.000 minacce.

Byod o Lyod? Come cambia lo scenario

Così come le aziende software hanno investito risorse e quattrini, per alimentare le campagne di marketing in vista della vendita di soluzioni per la protezione di tutti i dispositivi personali che entrano in azienda, ora c’è chi pensa di fare marcia indietro. Ci sono ricerche che argomentano come “un ambiente Byod mobile a norma possa costare fino al 33% in più rispetto a un’implementazione wireless ben gestita basata su dispositivi di proprietà dell’azienda”. Di sicuro c’è che, comunque, il parco laptop, tablet e smartphone aziendale deve essere gestito, lo si deve poter fare nel modo più agile possibile, e certamente tutte le soluzioni di virtualizzazione – anche del desktop – saranno sempre più di aiuto. Questo è un sano punto fermo.

Intanto però le aziende (in ambito business ci sembra corretto segnalare Hp e Lenovo su tutte) stanno riprogettando e immettendo sul mercato prodotti commerciali innovativi, al passo con quanto è disponibile nel mercato consumer. Device in grado di colmare i divari tra PC di consumo e commerciali, e pertanto preferibili da acquistare in azienda, in volume, al giusto prezzo. Sarebbe questo l’inizio di una nuova tendenza: il LYOD (Leave Your Own Device). Si torna indietro? Non proprio. Ci si sta accorgendo che le soluzioni di computing aziendali sono state declinate seguendo forse troppo i requisiti di rigore aziendale e troppo poco l’evoluzione dell’esperienza di computing. Ma anche, forse, che il canale ha marginato su soluzioni non del tutto al passo con i tempi, mentre gli utenti si compravano e utilizzavano già macchine migliori che costavano uguale, se non meno, perché prive di ‘certificazioni’ di vario tipo di cui però non si è percepito più il valore. Il Byod in fondo è nato proprio per questo.

Le aziende hanno rallentato l’aggiornamento del proprio parco device, gli utenti hanno stigmatizzato come ‘carrozzoni’ i dispositivi che venivano loro assegnati e hanno preferito iniziare a farne a meno. In alcuni casi è vero che i dipartimenti IT si sono dimostrati pigri o senza budget, in altri casi la responsabilità è giusto che ricada sul canale, cui comunque risultava comodo vendere senza innovare, potendo gestire così con più tranquillità e margini i propri magazzini.

ll Lyod potrebbe segnare l’inizio di una nuova era in cui i dispositivi più innovativi in area aziendale siano finalmente di ispirazione per le tecnologie personali, e non il contrario, ma in fondo si tratta solo del rimedio a una stortura in essere, a una prospettiva deforme che poco aveva a che fare con l’idea di produttività, e rispondeva in tanti casi a logiche di budget di corto respiro. Sta di fatto che tante aziende software, fiutata l’aria, hanno cavalcato il Byod come occasione per trarre profitto. Ora si tratta di riequilibrare le tendenze: serve il software per gestire il parco device, ma non ci si può abbandonare comunque al Byod selvaggio e può far comodo mantenere coerente il parco device.

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