Andrea Galbiati (Asus Italia), è il prodotto che si adegua al consumatore, non viceversa

Mobility

Andrea Galbiati, country manager di Asus Italia, propone una lettura strategica del mercato, alla luce degli annunci IFA 2013. Tablet e convertibili si trasformano per adeguarsi alle esigenze dei consumatori

Incontriamo Andrea Galbiati, country manager Asus Italia, proprio nei giorni degli annunci IFA 2013. Si riverserà sul mercato nei prossimi mesi una messe di tablet, book, pad, convertibili, smartphone e ora anche smartwatch che è effettivamente difficile mettere in ordine e  che, nelle centinaia di declinazioni, non abbiamo dubbi possa creare anche confusione nel consumatore.

E proprio dall’attenzione per quest’ultimo Asus vuole invece partire. Esordisce Galbiati: “E’ il prodotto che si adegua al consumatore, non il consumatore al prodotto, da qui il nostro ricco portafoglio di modelli specifici”. Per questo anche in Asus, solo parlando di Android, hanno deciso di calare sul mercato circa dieci modelli, con ben quattro Cpu diverse (Nvidia, Intel, Qualcomm e una soluzione nata proprio dalla collaborazione tra Asus e uno di questi tre nomi). Ed è quindi quasi naturale una riflessione sul grande assente nella nuova line-up: Windows RT.

Galbiati: “Windows RT, non per colpa dei prodotti, ma per altri problemi, non ha consentito di fare volumi interessanti e in roadmap Asus ha preferito non aggiungere per il momento carne Windows al fuoco. Questo non vuol dire che non crediamo nella piattaforma Windows, tuttaltro. Possiamo parlare invece di una maturazione: RT è stata la prima risposta di Microsoft per entrare nel mercato ed aggredire Android, nel proseguio già da Windows 8.1 le risposte saranno più complete e anche il mercato ben si accorgerà delle potenzialità intrinseche della piattaforma”.

Andrea Galbiati, country manager Asus Italia
Andrea Galbiati, country manager Asus Italia

Le capacità di reazione veloce di Asus alle trasformazioni del mercato hanno consentito al vendor già in altri tempi non solo di allinearsi alle nuove esigenze, ma anche di proporre nuovi form factor, di ‘ricercare’ e ‘sviluppare’ per proporre, per poi verificarsi comunque in rapporto con le risposte del mercato. Non sempre tutte le proposte sono state ben accolte, ma questo non sembra aver tolto stimoli ad Asus. E Andrea Galbiati spiega: “Si riferisce certamente a Padfone!” e prosegue: “No, anche in questo caso abbiamo creduto nella bontà dell’idea di creare un unico prodotto per più esigenze – vale per i tablet, vale per gli smartphone –  e anche in questo caso si tratta di una storia di maturazione che comunque funziona. Il progetto è ancora molto vivo vale la pena di attendere dopo Natale per le sorprese”.

Certo il dubbio che il mercato non possa ingoiare tutti i nuovi form factor c’è, ma è vero che a volte è il mercato stesso a stupire e Galbiati porta l’esempio proprio dei prodotti del giorno i FonePad: “Potevano essere visti come tablet troppo piccoli o smartphone troppo grandi, e invece… Siamo stati sommersi dalle richieste. Il target che più ha gradito i phablet ci sembra siano gli studenti – prima di tutto – per i quali uno schermo da sette pollici agevola l’utilizzo come tablet, e consente di scegliere un unico device, quando si presenta il conto in famiglia”.

Stupore lo ha generato anche il successo indiscusso di Nexus 7, pure venduto senza capacità telefoniche, per Galbiati la partnership Asus/Google in Italia è responsabile di una non meglio precisata “grossa fetta del fatturato”. “L’idea e il form factor Nexus – ammette Galbiatici hanno indubbiamente aiutati a crescere, anche per l’apertura sulla visione di questa tipologia di prodotto, allo stesso tempo ci tengo a precisare che questa esigenza della connettività 3G/LTE su questi prodotti resta una necessità molto italiana”.
La gamma si rinnoverà con nuovi modelli e nuovi processori, con le rivisitazioni necessarie per quanto riguarda design e display, ma senza l’avanzamento nel nome della versione, sempre di Nexus 7 si parla.

Vogliamo sollecitare Galbiati sulla sua visione per il futuro, sulla competizione Windows/Android ed egli propone un paragone suggestivo: “Quando ho sentito la notizia dell’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, ho subito pensato a quanto è accaduto nel mercato delle consolle per i giochi, anni fa, quando c’era solo la PlayStation e poi è arrivata Xbox. E’ certo che quando  Microsoft aggredisce un mercato, anche se in ritardo, poi gioca bene la partita, e sa risalire la china”.

Secondo gli ultimi dati Istat l’ambito dei digital device sembra soffrire la crisi di mercato, anche meno dei generi alimentari. Asus Italia conferma con i suoi risultati un andamento positivo in questo ambito. E Galbiati conferma come nell’ambito dei notebook Asus sia confortata da vendite di prezzo medio alto, quindi dove il margine è più significativo. Poi specifica: “Nell’area tablet, è vero, i prezzi sono in calo, aumenta però in contemporanea l’interesse di acquisto e aumentano i volumi. Sui notebook invece tiene il concetto che se si spende qualcosa in più, si può cambiare il laptop meno spesso, lo si può tenere più a lungo, e questo conforta. Siamo il numero uno nella fascia di prezzo sopra i 500 euro di media”.

Giudizi confortati dalle cifre: le vendite di tablet sono cresciute anno su anno in modo esponenzialmente rapido rispetto a quanto sono cresciuti nel tempo i netbook e i laptop. Cento milioni di pezzi in meno di tre anni di tablet venduti sono un dato illuminante. Mentre il mercato Android cresce più velocemente degli altri.

Asus (worldwide) ha chiuso il 2012 con 14 miliardi di fatturato, raddoppiandolo nel giro di tre anni. In ambito pc e notebook, Asus è il terzo produttore a livello mondiale, in alcune zone (non Usa e Emea) Asus è il vendor con market share più ampio.

 

 

 

 

 

 

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