TIM mette in campo la vRAN di Altiostar

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Un’architettura vRAN è stata testata sulla rete mobile “live”, tra Torino e Saluzzo

TIM la indica come una delle prime realizzazioni “live” in Europa e persino al mondo: è la sperimentazione che ha portato avanti in questi giorni sulla propria rete delle tecnologie di Virtual Radio Access Network (vRAN) di Altiostar, azienda americana di telecomunicazioni che vede Cisco tra i suoi principali investitori. TIM sta sperimentando le tecnologie vRAN di Altiostar da circa un anno, più o meno da quando sono state lanciate, e aveva già condotto alcuni test significativi ma non ancora direttamente sul campo.

Nell’approccio vRAN alcune delle operazioni di gestione delle connessioni mobili e della rete sono spostate dalle singole stazioni radiobase per essere eseguite invece, virtualizzate, in server posizionati più a monte, verso il centro della rete dell’operatore. Questo permette di gestire le risorse radio con una visione più ampia, coordinando le funzioni offerte da più base station contemporaneamente.

Secondo Altiostar l’implementazione delle tecnologie vRAN è “il primo passo verso il 5G” e porta alle reti mobili più flessibilità e scalabilità permettendo un approccio di tipo NFV/SDN e l’utilizzo di dispositivi hardware standard per il controllo della rete. Proprio il modello software-defined prevede tra l’altro, secondo TIM, l’adozione di metodi innovativi di configurazione automatica delle rete che sono stati sviluppati direttamente dall’azienda italiana.

Uno dei nodi Altiostar per la realizzazione di micro-celle
Uno dei nodi Altiostar per la realizzazione di micro-celle

Uno dei vantaggi della sua soluzione, dal punto di vista degli operatori, è anche che la connettività tra le stazioni radiobase e i nodi di rete dove si trovano i server che eseguono le funzioni di controllo può essere semplicemente Ethernet e non necessariamente in fibra ottica.

TIM aveva già testato le tecnologie Altiostar collegando, attraverso la sua rete Ethernet, alcuni server vRAN posti nel suo laboratori di ricerca di Torino a base station poste invece a Roma. Il nuovo test sul campo e su rete “live” ha visto invece l’installazione a Torino di un server virtuale che ha gestito siti radiobase di Saluzzo, a oltre 60 chilometri di distanza. Questa architettura secondo TIM ha operato senza impatti negativi su collegamenti e performance della rete.

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