WWDC 2014, la scelta di Apple

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A WWDC 2014 si parla di software, servizi e cloud per un’esperienza di continuità e armonia su tutti i device. Tim Cook fornisce agli sviluppatori i migliori strumenti possibili, per stupire nella domotica, nell’automotive e nell’ e-healt. I gadget possono aspettare?… Ancora un po’

In due parole WWDC 2014 si può riassumere così: Apple iOS 8, Mac OS X Yosemite, tanto cloud e niente hardware. Rispetto alle attese la critica più di rilievo che si può fare agli annunci – e infatti è quella che è stata mossa – è che non prevengono da S. Francisco novità hardware di peso. Se ne erano dette di tutti i colori. Come minimo era atteso uno smartwatch (iWatch), la nuova Apple TV. Nulla. E’ vero anche che proprio su questa tipologia di oggetti e sulla “wearable technology” gli altri vendor hanno preferito comportarsi più come pionieri che sperimentano, con qualche idea, ma anche tanta confusione.

E così si è bruciata una prima generazione sul mercato, che non è piaciuta più di tanto, semplicemente perché si aggiungeva un device che soddisfava pochi bisogni e non toglieva di mezzo null’altro. Ecco, in Apple, quello che si è ‘assorbito’ da WWDC 2014 sembra proprio invece la volontà di preparare un ‘ecosistema’ completo per arrivare poi con hardware e app mature per soddisfare i clienti su qualsiasi device Apple essi si trovino a lavorare.

Ci sembra la lettura più realistica e strategicamente corretta per questa edizione WWDC 2014.

Nei mesi scorsi Apple era stata criticata per la visione ‘cloud’ troppo poco articolata. Tim Cook deve aver considerato che solo con un ecosistema pronto e maturo in ogni ambito (automotive, domotica, salute) si possa poi pensare alla presentazione di un hardware meritevole del brand. Quindi le due parole d’ordine che stanno proprio bene come pilastri strategici nella Apple di Cook sono ora: continuità e armonia.

Tim Cook Apple
WWDC 2014 – Armonia e continuità nella strategia di Cook. Prima software e cloud. Lo stupore per i nuovi gadget è rimandato

 

Bisogna intanto vedere se il tempo non passa troppo in fretta, al punto da togliere ad Apple quel ruolo ‘guida’ che certamente ha avuto nella proposta di smartphone e tablet. Mentre arrivano sul mercato bracciali, occhiali, orologi.

E da un certo punto di vista ci si sta tutti attrezzando mentalmente per comprendere questo nuovo ‘bazar tecnologico’, c’è il capitano di una nave che lavora di fino sul software, offre 4000 nuove API, propone Swift (per vent’anni si è progettato in Objective C) per la programmazione, ottimizza tutte le funzioni del sistema operativo per i computer e lo fa dialogare con quello per i device in mobilità. Potrebbe sembrare la stessa scelta strategica di Microsoft, da inseguire.

Non è per nulla così. Tim Cook resta attento alla specificità di utilizzo e di contesto di ogni singolo device e si preoccupa che tutto funzioni e dialoghi al meglio e che “quel device” abbia “quell’OS” con quanto serve per comunicare e condividere perfettamente con il resto del mondo, con un approccio universalistico, per cui anche chi ha deficit sensoriali trova soluzioni ad hoc. Da qui l’attenzione maniacale nell’usability per qualsiasi fascia di utente. Non ci sono progetti per OS universali in corso. Ci sono soluzioni come Handoff per lavorare in sincronia sul dispositivo che più è comodo in un determinato momento.

WWDC 2014 è comunque un evento dedicato agli sviluppatori. E’ vero che non sono mancate grandi anticipazioni hardware in passato, ma non aver visto nuovi gadget sul palco, ancora una volta, non ci preoccupa più di tanto. Forse saranno più preoccupati gli analisti. Certamente è vero che Apple non ha che pochi mesi di tempo per stupire ancora, anche da quel punto di vista. Non di solo software vive l’uomo…

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