VMworld 2013 – L’onda lunga dell”IT as a service’ arriva in Europa

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Vmworld 2013 Europe porta tre novità per la nostra cloud: l’estensione in Europa di vCloud Hybrid Service, la nuova release di Vmware vSphere Data Protection Advanced e l’acquisizione di Desktone, una soluzione di deployment di virtual desktop ospitati in cloud. Pat Gelsinger allinea gli annunci alla strategia Vmware IT As A Service

In 8000 accolgono l’arrivo in Europa di VMworld 2013, e Vmware è tra i pochi vendor a destinare anche al Vecchio Continente (Vecchio da molteplici punti di vista), più di tre giorni non solo di sessioni, ma anche di annunci di nuovi prodotti, servizi, acquisizioni. L’impressione è proprio quella di un’onda di nuove proposizioni che non è certo spumeggiante di novità come quella di Vmworld 2013 america, ma sulla scia di quella arriva anche a bagnare le coste europee, ancora vivace.

Vmworld 2013 Europe quest’anno è in sintesi estrema tre importanti annunci: l’estensione per ora a UK e poi più avanti al resto del continente di vCloud Hybrid Service; la nuova release di Vmware vSphere Data Protection Advanced 5.5, e soprattutto l’acquisizione di Desktone che, meglio dare qualche nota subito, ha nel portafoglio una soluzione flessibile e perfettamente coerente con le esigenze Vmware di deployment ‘as a service’ di virtual desktop ospitati in cloud (in fondo alla pagina i nostri approfondimenti). 

Nell’anno in cui ricorre il quindicesimo compleanno di Vmware è inevitabile ripercorrere anche solo tre date, noi vogliamo scegliere quelle che tornano più utili per ri-leggere i tre annunci odierni, la rivoluzione architetturale di vSphere nel 2009, lo shifting nel 2012 degli utenti Vmware al salto di fase (dalla prospettiva di consolidare per risparmiare, al boost per aumentare la produttività), fino al terzo step, quello odierno, così caro anche a Pat Gelsinger (Ceo Vmware), che lo ripropone come mantra, e cioè alla fase dell’IT-as-a-service. In Vmware sembra tutto pronto, è questa l’onda che sta montando e si sta increspando.

Strumenti per la Cloud che va gestita in funzione dell'IT as a Service
Vmworld 2013 – Strumenti per la Cloud che va gestita in funzione dell’IT as a Service
Se si volesse modellizzare cosa è accaduto in tre diverse ere temporali sarebbe molto facile: nell’era Mainframe il mantra era ‘mantenere il controllo’, in quella client-server ‘costruire e controllare silos’, in questa epoca il mantra (di casa in Vmware ma contagioso) è il messaggio di Gelsinger: IT as a service, o ancora meglio: “l’IT è IL servizio”, che significa software defined data center ad ogni livello, con la virtualizzazione anche della rete (Vmware NSX), con le ‘nuove’ app che determinano il livello di servizi di cui hanno bisogno (storage, policy, networking), perfettamente orchestrate dai livelli di controllo superiori.
Per questo ci sta il claim che ritorna più di una volta nella presentazione del Ceo Vmware: “Apps love vSphere” e noi aggiungiamo, vSphere 5.5, nella fattispecie.
In Vmware è il potere della virtualizzazione a insegnare il metodo e questo potere per Gelsinger è “la possibilità di creare la mobile cloud con infrastrutture virtuali che liberano risorse dal mondo client-server, è quanto permette Horizon nelle sue declinazioni”. Serve innovazione quindi, e i clienti Vmware riservano al mantra di Gelsinger già il 40 percento dei propri investimenti, percentuale destinata a crescere di un dieci per cento nei prossimi anni. Ma soprattutto è importante tenere inserite anche le proposte di oggi nel focus centrale della strategia di Vmware, che è ancora incentrata prevalentemente sull’Hybrid Cloud, con il suo livello estremo di compatibilità ad adattarsi a qualsiasi esigenza, sì, anche a quelle della costellazione proteiforme per dinamiche e dimensioni delle aziende europee.
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