Un’identità comune sul Web? Alcuni big ci provano

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Microsoft, Google, Oracle, Novell e Paypal si sono associate nella Information Card Foundation

I tempi stanno cambiando e anche vendor che una volta si sarebbero solo e per sempre guardati in cagnesco oggi provano a mettersi insieme in settori di interesse comune.
Così, Microsoft, Google, Oracle, Novell e Paypal (filiale di eBay) si sono associate nell’ambito dell’associazione Information Card Foundation (Icf). SI tratta dell’ennesimo tentativo di standardizzare un’identità digitale riconoscibile per tutti i siti che vorranno accettarla. Questa iniziativa si differenzia dalle precedenti su due punti. Innanzitutto, essa raduna avversari storici, anche se si nota l’assenza di big come Ibm e Sun, anch’esse molto attive sul tema. Inoltre, non è puntata tanto sul lato tecnologico, quanto sull’interoperabilità dei differenti approcci, simboleggiata anche da un logo.

Gli obiettivi dell’Icf, dunque, sembrano seriamente indirizzati all’integrazione, oltre che alla standardizzazione tecnica. Tuttavia, l’approccio resta proprietario, tant’è che OpenId, iniziativa per la gestione delle identità open source e trasparente, non appare in cima alla lista degli intenti federativi di Icf.
In attesa che migliaia di siti facciano la propria scelta, gli utenti avranno sempre da gestire il loro portafoglio di password. Almeno così, però, non rischiamo che le loro identità passino sotto il controllo di operatori privati.

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